Notice: Function _load_textdomain_just_in_time was called incorrectly. Translation loading for the jetpack domain was triggered too early. This is usually an indicator for some code in the plugin or theme running too early. Translations should be loaded at the init action or later. Please see Debugging in WordPress for more information. (This message was added in version 6.7.0.) in /web/htdocs/www.medicascientia.wiki/home/wp-includes/functions.php on line 6131
Annessi cutanei - Medicascientia
Anatomia,  Dermatologia e venereologia,  Istologia

Annessi cutanei

Human, skin of scalp, 2.5x (http://bio-atlas.psu.edu/view.php?s=1449&atlas=110)

Bio-Atlas, Jake Gittlen Cancer Research Foundation © 2013 The Pennsylvania State University

Annesso pilifero


Annesso pilifero

Medical gallery of Blausen Medical 2014, CC BY 3.0

L’annesso pilifero è formato da:

Gli annessi piliferi sono presenti su tutta la superficie corporea ad eccezione di:

  • regioni palmo-plantari
  • falange distale delle dita
  • giunzioni mucocutanee (bordo roseo delle labbra, prepuzio, glande, clitoride, piccole labbra e superficie interna delle grandi labbra)

Dei peli possono variare numero, dimensioni, componente sebacea, pigmentazione, etc. Questa variabilità è condizionata da età, regione corporea, sesso e etnia.

È possibile distinguere:

  • Peli-lanugo: sottile, non pigmentati, ricoprono la cute durante la vita fetale a partire dalla 13° settimana. Possono cadere intorno alla 36° settimana di vita intrauterina o persistere per qualche giorno o settimana dopo la nascita.
  • Peli-vello: peli sottili, corti, scarsamente pigmentati, che ricoprono quasi tutta la superficie corporea.
  • Peli terminali: lunghi, spessi e pigmentati. Si sviluppano da peli-vello dopo la pubertà per effetto degli ormoni sessuali. In alcune sedi hanno caratteristiche e nomi specifici:
    – capelli
    – barba
    – sopracciglia
    – ciglia
    – tragi (orecchio)
    – vibrisse (narici)
    – peli pubici
    – peli ascellari

La presenza e la distribuzione dei peli terminali in determinate regioni (pube, ascelle, barba) costituiscono caratteri sessuali secondari.
La presenza nella femmina di spessi peli terminali a distribuzione maschile è definita irsutismo.

L’unità pilo-sebacea è una struttura complessa formata da:

Struttura del pelo

Annesso pilifero

Hair

Copyright © 2022 Anatomy and Physiology 2e (https://openstax.org/books/anatomy-and-physiology-2e/pages/5-2-accessory-structures-of-the-skin), produced by OpenStax (CC BY 4.0)

Il pelo è una struttura filiforme costituita prevalentemente da cheratina.

Presenta una parte esterna alla superficie cutanea, il fusto, e una parte contenuta nel follicolo pilifero, la radice.

Il fusto del pelo può avere andamento rettilineo o curvilineo, sezione circolare o ellittica e spessore variabile (20-500 μm).

Il pelo completamente sviluppato presenta tre zone concentriche (dall’esterno verso l’interno):

  • Cuticola: sottile rivestimento superficiale del pelo (2-4 μm), completamente cheratinizzato, formato da strati di lamelle cornee quadrangolari sovrapposte, orientate in direzione apicale e leggermente verso l’esterno.
  • Corticale: lo strato più rappresentato, formato da elementi cellulari fusiformi, allungati, altamente cheratinizzati, contenenti numerosi tonofilamenti e numerosi melanosomi.  
  • Midollare (assente nei peli-vello): formata da colonne cellulari debolmente aggregate, spesso discontinue, composte da cellule poliedriche poco cheratinizzate, parzialmente degenerate, contenenti granuli acidofili di tricoialina (l’equivalente della cheratoialina presente nell’epidermide interfollicolare). Si assottiglia fino a scomparire procedendo verso l’estremità del pelo.
Struttura del pelo

Schematic cross-section of a hair fiber

Copyright © 2016 Cruz et al. “Human Hair and the Impact of Cosmetic Procedures: A Review on Cleansing and Shape-Modulating Cosmetics.” Cosmetics. Licensee MDPI, Basel, Switzerland. (CC BY 4.0)

Cuticola del pelo, microscopia elettronica a scansione

Micrographs of hair cuticle, scanning electron microscopy (SEM)

Copyright © 2019 Nagase. “Hair Structures Affecting Hair Appearance.” Cosmetics. Licensee MDPI, Basel, Switzerland. (CC BY 4.0)

La radice del pelo è rivestita dai tre strati della guaina interna della radice, che viene eliminata insieme al pelo con la sua caduta.

Il colore del pelo varia in base al contenuto e al tipo di melanina (eumelanina nei soggetti bruni, feomelanina e tricocromi nei soggetti biondi o rossi) e alla struttura superficiale (che condiziona la rifrazione e la riflessione della luce).
L’incanutimento che si verifica con l’invecchiamento è dovuto ad una riduzione nella produzione di pigmento e ad un aumento del contenuto d’aria all’interno del pelo.

Follicolo pilifero

Histology of the hair follicle: vertical (left) and horizontal (right) sections. Red square: upper segment; blue square: low segment. The horizontal sections on the right correspond to the sectioning point marked by the line.

Copyright © 2023 Pinedo-Moraleda et al. “Alopecias: Practical Tips for the Management of Biopsies and Main Diagnostic Clues for General Pathologists and Dermatopathologists” Journal of Clinical Medicine. Licensee MDPI, Basel, Switzerland. CC BY 4.0

Il follicolo pilifero è un’invaginazione dell’epidermide, limitata al derma o profonda fino all’ipoderma, contenente la radice del pelo.

È impiantato obliquamente rispetto al piano cutaneo.

Nel follicolo in fase anagen si distinguono le seguenti regioni:

  • Porzione superiore: dallo sbocco a livello della superficie cutanea (ostio follicolare) all’inserzione del muscolo erettore del pelo. Non varia in base al ciclo follicolare. Presenta tre regioni:
    • Infundibolo: dall’ostio follicolare allo sbocco della ghiandola sebacea. La guaina interna della radice è assente e il pelo si trova libero nel canale follicolare; lo spazio tra pelo e guaina esterna della radice (che costituisce la parete follicolare) è ripieno di sebo e detriti cellulari.
    • Istmo: dallo sbocco della ghiandola sebacea all’inserzione del muscolo erettore del pelo. La guaina interna della radice è sottile ma ancora presente; sul versante interno è interconnessa con la cuticola del pelo e su quello esterno aderisce alla guaina esterna della radice.
    • Bulge: “rigonfiamento” o “protuberanza” follicolare su cui si inserisce il muscolo erettore del pelo. Nel bulge sono localizzate numerose cellule staminali multipotenti che, all’inizio di un nuovo ciclo follicolare, migrano fino alla papilla dermica e danno inizio alla ricostituzione del bulbo pilifero, da cui avrà origine un nuovo pelo. La distruzione del bulge determina la distruzione del follicolo.
  • Segmento inferiore: inferiormente all’attacco del muscolo erettore del pelo. È localizzato nel derma o nell’ipoderma. Presenta il bulbo pilifero, che circonda la papilla dermica (o papilla pilifera). La morfologia del segmento inferiore varia in base al ciclo follicolare.
Follicolo pilifero, istologia

Histological images of the hair follicle
(B) Vertical; (C) Horizontal.
M: Medulla. HS: Hair shaft. IRS: Inner root sheath. ORS: Outer root sheath. VM: Hyaline membrane. DS: Dermal sheath. ME: Melanocytes. DP: Dermal papilla. PB: Pilous bulb.

Copyright © 2022 Llamas-Molina et al. “Tissue Engineering and Regeneration of the Human Hair Follicle in Androgenetic Alopecia: Literature Review.” Life. Licensee MDPI, Basel, Switzerland. (CC BY 4.0)

La papilla dermica è un’introflessione dermica che s’invagina all’interno del bulbo pilifero. Al suo interno accoglie un’ansa capillare e terminazione nervose.     

Il bulbo pilifero dà origine al pelo e alla guaina interna della radice.
Lo strato basale del bulbo pilifero, che riveste la papilla dermica, prende il nome di matrice germinativa ed è costituito da cheratinociti pluripotenti in attiva proliferazione. Tra la matrice germinativa e la papilla dermica è presente una sottile membrana basale, che si continua nella membrana vitrea.
Nel bulbo pilifero sono presenti anche melanociti e alcune cellule di Langerhans.

La matrice germinativa dà origine a cellule che, migrando in direzione apicale, si differenziano nelle seguenti linee (dall’interno verso l’esterno):

La guaina interna della radice si estende dalla base del bulbo all’istmo. Avvolge il pelo contenuto all’interno del follicolo pilifero. In corrispondenza dell’istmo, diviene sottile per poi degenerare completamente; al di sopra dello sbocco del dotto sebaceo Ã¨ assente e il pelo rimane libero nel canale follicolare. Viene persa insieme al pelo con la sua caduta.

Origina da cellule periferiche della matrice germinativa del bulbo. È formata da tre strati (dall’interno verso l’esterno):

  • Cuticola della guaina interna della radice: monostrato di cellule interconnesse con la cuticola del pelo
  • Strato di Huxley: 2-4 strati di cellule contenenti numerosi granuli di tricoialina
  • Strato di Henle: monostrato di cellule che aderiscono alla guaina esterna della radice

La guaina esterna della radice costituisce la parete del follicolo. Corrisponde all’epidermide interfollicolare, con la quale si continua a livello dell’ostio follicolare. Nel segmento inferiore è formata da un singolo strato di cheratinociti, mentre nelle porzioni più superficiali diviene pluristratificata.

La guaina esterna della radice è rivestita da una spessa membrana basale specializzata, che prende il nome di membrana vitrea (continuazione della membrana basale dell’epidermide interfollicolare).

Intorno al follicolo pilifero, il derma si addensa a formare una guaina connettivale perifollicolare, formata principalmente da collagene di tipo III. Questa guaina svolge un ruolo chiave nel ciclo vitale del pelo perché favorisce la rigenerazione della papilla dermica all’inizio di una nuova fase anagen.

Follicolo pilifero, schema

Schematic cross-section of a hair follicle (the width of the layers are not at scale)

Copyright © 2016 Cruz et al. “Human Hair and the Impact of Cosmetic Procedures: A Review on Cleansing and Shape-Modulating Cosmetics.” Cosmetics. Licensee MDPI, Basel, Switzerland. (CC BY 4.0)

Schema sezione trasversale (dall’interno verso l’esterno):
Pelo:
– Midollare
– Corticale
– Cuticola
Guaina interna della radice:
– Cuticola della guaina interna della radice
– Strato di Huxley
– Strato di Henle
Guaina esterna della radice (parete del follicolo)
Membrana vitrea
Guaina connettivale perifollicolare

Ciclo follicolare

The hair growth cycle

Copyright © 2023 Pinedo-Moraleda et al. “Alopecias: Practical Tips for the Management of Biopsies and Main Diagnostic Clues for General Pathologists and Dermatopathologists” Journal of Clinical Medicine. Licensee MDPI, Basel, Switzerland. CC BY 4.0

Il ciclo follicolare è costituito da tre fasi:
Anagen (crescita)
Catagen (involuzione)
Telogen (riposo)

Nella fase di anagen, all’inizio di un nuovo ciclo follicolare, le cellule staminali migrano dal bulge fino alla papilla dermica. Ha quindi inizio la ricostituzione e l’accrescimento del bulbo, che darà origine ad un nuovo pelo. 

I meccanismi che danno avvio a questo processo sono complessi e non sono ancora del tutto chiariti, ma vedono la partecipazione di fattori di crescita, interleuchine, enzimi, aminoacidi, etc.

Durante l’anagen si verificano quindi la morfogenesi di un nuovo pelo e il suo accrescimento costante; al termine di questa fase il follicolo pilifero raggiunge il derma profondo o, nei peli di grandi dimensioni, l’ipoderma.

La fase di anagen viene suddivisa in sei sottofasi (le fasi I-IV, chiamate nell’insieme pre-anagen, V e VI):

  • I: inizia la formazione del bulbo pilifero
  • II: il bulbo pilifero si ingrandisce e avvolge la papilla dermica
  • III: il bulbo, non ancora del tutto sviluppato, inizia la formazione del pelo
  • IV: il follicolo pilifero è completamente sviluppato e il nuovo pelo raggiunge il colletto follicolare
  • V: fase di crescita rapida
  • VI: fase di formazione costante del pelo

La durata della fase VI determina la lunghezza del pelo e varia da soggetto a soggetto e nelle diverse regioni corporee. Nei peli-vello è di 1-6 mesi. Nel cuoio capelluto è di 2-8 anni (è più breve nel sesso maschile e nelle regioni frontale e temporale).
La velocità di crescita dei capelli è di 0,3-0,5 mm al giorno (1-1,5 cm al mese).

Nella fase di catagen, l’attività mitotica della matrice germinativa si arresta e la crescita del pelo cessa. Il segmento inferiore del follicolo va incontro ad involuzione e forma un ammasso claviforme che rimane in contatto con la papilla dermica.
La durata di questa fase è di 1-3 settimane.

Nella fase di telogen, il follicolo ha completato il processo di involuzione e ha raggiunto la sua dimensione minima.
Al termine del telogen, il pelo si distacca (exogen) e cade (teloptosi).
La durata della fase telogen è di circa 2-3 mesi nel cuoio capelluto e molto più lunga in altre regioni corporee, come gambe e cosce.

Normalmente, il pelo permane all’interno del follicolo finché non inizia una nuova fase anagen. Talvolta, anche in condizioni fisiologiche, l’eliminazione del pelo in telogen può precedere il rientro in anagen. Questo intervallo, nel quale il follicolo rimane vuoto, prende il nome di kenogen. Nel soggetto normale questo fenomeno è modesto; nel soggetto con alopecia androgenetica, il kenogen è frequente e di durata aumentata.

Ciclo follicolare

Cyclic regeneration of hair follicle
Mature hair follicle (HF) is built of a reservoir of hair follicle Stem Cells (hfSCs) which is connected above to an associated sebaceous gland (SG), located below the responsive hair germ (HG) with underlying dermal papilla (DP).
During the cyclic hair growth, each HF undergoes phases of telogen (quiescence, resting), anagen (activation, regrowth), and catagen (degeneration).
During the growth phase, the hair bulb cells comprise actively proliferative matrix cells which undergo final differentiation creating an inner root sheath (IRS) and hair shaft (HS, protruding out of the skin surface, visible part of HF) layers of the HF mini-organ. HS, hair shaft is composed of Ch, the cuticle of the hair shaft; Co, cortex of hair shaft; Me, medulla; DP, dermal papilla; IRS, inner root sheath contains; He, Henle’s layer; Hu, Huxley’s layer; Ci, cuticle; Cp, companion layer; ORS, outer root sheath.

Copyright © 2020 Daszczuk et al. Frontiers in cell and developmental biology. (CC BY)

Immagine esterna (fare click sull’immagine per il link)

L’attività di ciascun follicolo è indipendente da quella dei follicoli vicini, per cui in una stessa area follicoli limitrofi si trovano in fasi differenti del ciclo. In condizioni normali, a livello del cuoio capelluto il rapporto fra follicoli in anagen e follicoli in telogen è circa 90:10 e la quantità di capelli che cadono giornalmente varia dai 30 ai 60.

Ogni individuo nasce con un determinato numero di follicoli piliferi, che tende a diminuire nell’arco della vita.

Muscolo erettore del pelo

Il muscolo erettore del pelo (o piloerettore o orripilatore) è un piccolo fascio di fibre muscolari lisce associato al follicolo pilifero. È assente nelle ciglia, nelle vibrisse, nei tragi e in alcuni peli del volto.

Origina al limite inferiore del derma papillare e si inserisce sulla membrana vitrea del follicolo pilifero in corrispondenza del bulge follicolare, al di sotto dello sbocco della ghiandola sebacea.

È situato sempre sullo stesso lato in cui si trova la ghiandola sebacea, dalla parte dell’angolo ottuso formato dall’asse inclinato del follicolo pilifero nei confronti del piano cutaneo: la sua contrazione determina l’erezione del pelo (piloerezione o orripilazione) e la compressione (che facilita lo svuotamento) della ghiandola sebacea.

La piloerezione intrappola sulla superficie cutanea un’intercapedine di aria, che funge da isolante termico e riduce la quantità di calore dispersa (questo fenomeno è minimo nell’essere umano e più accentuato negli animali ricoperti da pelliccia).

La contrazione del muscolo erettore del pelo è mediata da fibre adrenergiche del sistema nervoso simpatico ed è attivata da numerosi stimoli, tra cui freddo, paura, emozioni intense, rabbia, eccitazione sessuale.

Ghiandola sebacea


Ghiandola sebacea

Sebaceous Glands, LM × 400

Micrograph provided by the Regents of University of Michigan Medical School © 2012, from Anatomy and Physiology (https://openstax.org/books/anatomy-and-physiology/pages/4-2-epithelial-tissue), produced by OpenStax (CC BY 4.0)

Struttura della ghiandola sebacea

Le ghiandole sebacee sono ghiandole acinose o alveolari ramificate adibite alla produzione di sebo.

Sono distribuite su tutta la superficie cutanea, ad eccezione delle regioni palmo-plantari. Sono molto numerose sul cuoio capelluto, sul viso e sul dorso (aree sebacee).

Le ghiandole associate all’unità pilosebacea sono avvolte dalla guaina fibrosa che circonda il follicolo pilifero e rilasciano il loro secreto nel canale follicolare. Ad ogni follicolo pilifero sono associate una o più ghiandole.
Nelle aree di cute sottile priva di follicoli piliferi, le ghiandole sebacee si aprono direttamente sulla superficie cutanea (labbra, prepuzio, glande, piccole labbra, ano, capezzolo, areola mammaria).
Sono ghiandole sebacee modificate:

  • Ghiandole di Meibomio o ghiandole tarsali (palpebre)
  • Ghiandole di Montgomery o ghiandole areolari
  • Ghiandole di Tyson

Ogni ghiandola è formata da più acini che convergono in un corto dotto escretore, formato da epitelio pavimentoso composto cheratinizzato.  
Gli acini sono circondati da una lamina basale sostenuta da una sottile capsula dermica contenente una ricca rete capillare. Sulla lamina basale poggia un singolo strato di elementi staminali indifferenziati (sebociti) in attiva proliferazione. Da questi hanno origine elementi cellulari in maturazione che migrano verso il centro dell’acino aumentando progressivamente di volume e accumulando vacuoli lipidici.

Ghiandola sebacea

Sebaceous glands and their duct opening into hair follicle

Copyright © 2022 Llamas-Molina et al. “Tissue Engineering and Regeneration of the Human Hair Follicle in Androgenetic Alopecia: Literature Review.” Life. Licensee MDPI, Basel, Switzerland. (CC BY 4.0)

Secrezione olocrina

Le cellule completamente mature – rotondeggianti, con nucleo picnotico – degenerano, riempiendo la cavità centrale di un ammasso di detriti cellulari e lipidi (secrezione olocrina). Il secreto passa quindi dal dotto escretore nell’infundibolo del follicolo pilifero, riversandosi sulla superficie del pelo e sull’epidermide.

L’intero processo dura 2-3 settimane.

Sebo

Il sebo è un secreto a pH acido (variabile da 3 a 4), composto da lipidi, detriti cellulari e residui di cheratina.

I principali lipidi che costituiscono il sebo sono:

  • Trigliceridi, digliceridi e acidi grassi liberi saturi e insaturi (50%)
  • Cere (25%)
  • Squalene (15-20%)
  • Colesterolo e esteri del colesterolo (5-8%)

Insieme ai lipidi di origine epidermica e ai NMFs, forma il film idrolipidico cutaneo, una sottile emulsione superficiale che protegge dai danni chimici, dalla disidratazione e dall’invasione di microrganismi.

Produzione del sebo

Nelle ghiandole sebacee sono espressi:

  • Recettori per androgeni
  • Recettori per estrogeni e progesterone
  • Recettori dell’acido retinoico e del retinoide X,
  • Recettori della vitamina D
  • PPAR (recettori della proliferazione perossisomiale)
  • LXR (liver X receptors)
  • Recettori del GH (ormone della crescita) e dell’IGF-1 (insulin-like growth factor-1)
  • Recettori dell’ormone di rilascio della corticotropina, della melanocortina, degli oppioidi (recettori µ), dei cannabinoidi, del peptide intestinale vasoattivo, del neuropeptide Y, etc.

Questi recettori regolano la lipogenesi, la proliferazione e differenziazione cellulare e il rilascio di citochine.

Influenzano l’attività della ghiandola sebacea anche fattori immunitari, temperatura (l’aumento della temperatura corporea accelera il transito del sebo all’interno del canale follicolare), ritmo circadiano, farmaci, etc.

Durante la vita adulta, la produzione di sebo è maggiore nell’uomo rispetto alla donna ed è massima intorno ai 40 anni, per poi ridursi dopo i 50.

Le ghiandole sebacee, attive alla nascita per effetto degli ormoni materni, regrediscono fino alla pubertà, quando vengono stimolate dagli androgeni (in ordine crescente di potenza):

  • Deidroepiandrosterone (DHEA)
  • Androstenedione
  • Testosterone
  • Diidrotestosterone (DHT)

Nella ghiandola sebacea sono presenti tre enzimi che trasformano gli androgeni di origine gonadica e surrenalica:

  • 3β-idrossisteroidodeidrogenasi tipo I (che converte il DHEA in androstenedione)
  • 17β-idrossisteroidodeidrogenasi tipo II (che converte l’androstenedione in testosterone e viceversa)
  • 5α-reduttasi tipo I (che converte il testosterone in DHT)

La ghiandola sebacea è in grado anche di sintetizzare de novo androgeni a partire dal colesterolo.

Le aree “seborroiche” (volto, cuoio capelluto, regione presternale e interscapolare) sono quelle che presentano, oltre al maggior numero di ghiandole sebacee, anche la maggiore concentrazione di recettori per gli androgeni.

Gli androgeni stimolano la proliferazione e la differenziazione dei sebociti e aumentano l’espressione di enzimi lipogenici, favorendo la lipogenesi sebacea.

Il progesterone sembra avere un’azione analoga agli androgeni, mentre gli estrogeni hanno effetti opposti.

L’isotretinoina, un derivato del retinolo, è il più potente inibitore della produzione di sebo (è il farmaco di prima scelta nell’acne severa e/o resistente agli altri trattamenti).

I soggetti con acne volgare presentano – tra gli altri elementi patogenetici – aumentata attività della 5α-reduttasi tipo I, aumentata produzione locale di DHT, aumentata sensibilità dei recettori per gli androgeni, disseborrea (alterazione del profilo lipidico sebaceo) e iperseborrea (aumentata produzione di sebo).

Nella dermatite seborroica, la composizione del sebo risulta alterata, mentre la sua produzione può essere aumenta o anche normale.

Ghiandola sudoripara apocrina


Immagine esterna (fare click sull’immagine per il link)

Le ghiandole sudoripare apocrine sono grandi ghiandole tubulari a gomitolo localizzate solo nelle regioni ascellari, genitali e perianali, nell’area sotto-ombelicale e nelle areole mammarie.

La ghiandola mammaria, le ghiandole perineali, le ghiandole ceruminose del meato acustico esterno e le ghiandole di Moll del margine palpebrale sono ghiandole apocrine modificate.

Struttura della ghiandola

Le ghiandole sudoripare apocrine presentano una porzione secernente e un dotto escretore.

La porzione secernente, a gomitolo, è localizzata nel derma reticolare o nell’ipoderma. È formata da cellule epiteliali secernenti di tipo cubico (a riposo) o cilindrico (in attività) contenenti numerosi granuli di secreto.
Tra le cellule secretorie e la membrana basale si trova uno strato discontinuo di cellule mioepiteliali.
Intorno alla membrana basale è presente una guaina connettivale riccamente vascolarizzata e innervata.  

Il dotto escretore, ampio e rettilineo, sbocca nell’infundibolo del follicolo pilifero, al di sopra del dotto sebaceo.

Secrezione merocrina

Le ghiandole sudoripare apocrine non sono funzionali fino alla pubertà e, nella donna, vanno incontro a modificazioni cicliche sotto l’influenza degli ormoni che controllano il ciclo mestruale.

In passato si riteneva che la secrezione fosse apocrina (un tipo di secrezione in cui il secreto si accumula nella porzione apicale della cellula, che viene eliminata); studi più recenti hanno evidenziato una secrezione di tipo merocrino (per esocitosi di grosse vescicole secretorie, ma non di porzioni di citoplasma).

La secrezione è continua e il secreto, accumulatosi nel lume, viene eliminato per contrazione delle cellule mioepiteliali, innervate da fibre adrenergiche del sistema simpatico. La secrezione aumenta in risposta agli androgeni e agli stati emotivi.

Sudore apocrino

Il sudore apocrino è un liquido leggermente opaco, alcalino (pH 7-8), ricco di sostanze organiche (glucidi, proteine, lipidi) e inorganiche (soprattutto ferro).
La presenza di acidi grassi esterificati può conferire un colore giallastro.

La produzione è continua.

La secrezione è inizialmente sterile e inodore, ma va rapidamente incontro a decomposizione ad opera della flora batterica cutanea, generando potenti sostanze odorose.

Nell’uomo la funzione di questo secreto è ancora sconosciuta.

Ghiandola sudoripara eccrina


Ghiandola sudoripara eccrina

Eccrine Sweat Gland

Copyright © 2022 Anatomy and Physiology 2e (https://openstax.org/books/anatomy-and-physiology-2e/pages/5-2-accessory-structures-of-the-skin), produced by OpenStax (CC BY 4.0)

Le ghiandole sudoripare eccrine sono ghiandole tubulari semplici a gomitolo adibite alla produzione di sudore.

Sono distribuite su quasi tutta la superficie corporea. La loro concentrazione è massima nelle regioni palmo-plantari e sulla fronte; sono invece assenti su glande, clitoride, prepuzio, piccole labbra e faccia interna del padiglione auricolare.

Struttura della ghiandola

Le ghiandole sudoripare eccrine sono costituite da due componenti:

  • Porzione secernente: avvolta a gomitolo, situata profondamente nel derma reticolare o nell’ipoderma superficiale, formata da grandi cellule piramidali chiare (sierose) e da alcune cellule scure di dimensioni inferiori. Canalicoli intercellulari laterali si connettono al lume principale. Tra la base delle cellule secretorie e la membrana basale è presente uno strato discontinuo di cellule mioepiteliali.
    La secrezione è di tipo merocrino: il secreto viene rilasciato per esocitosi attraverso la membrana cellulare.
    La componente secernente è innervata da fibre colinergiche; le cellule mioepiteliali sono innervate da fibre adrenergiche.
  • Dotto escretore: di forma tubulare con decorso inizialmente a spirale (in prossimità della porzione secernente), poi rettilineo, poi nuovamente a spirale (nel tratto che attraversa l’epidermide, chiamato acrosiringio).
    È rivestito da due strati di cellule cuboidali. Lo strato interno presenta tonofilamenti organizzati circolarmente alla base di numerosi microvilli che sporgono nel lume: qui avviene il riassorbimento degli elettroliti.
    Il dotto escretore termina sulla superficie cutanea con un orifizio rotondeggiante (poro sudorifero). Nella cute spessa e glabra, i pori sono localizzati al centro delle creste epidermiche; nei polpastrelli rendono possibile la rilevazione delle impronte digitali.

Structure and cellular constituents of eccrine sweat glands
The eccrine sweat gland is comprised of a relatively straight duct led to the skin surface and a secretory coil deep in the dermis (left panel). The duct is formed of two layers of cells: the basal (outer) and luminal (inner) cells, where ions are partially reabsorbed (right upper panel). There are three types of cells in the secretory coil: clear cells, dark cells, and myoepithelial cells (right lower panel).

Copyright © 2021 Lin et al. Eccrine Sweat Gland and Its Regeneration: Current Status and Future Directions. Frontiers in cell and developmental biology. (CC BY)

Immagine esterna (fare click sull’immagine per il link)

Sudore

Il sudore eccrino è un liquido limpido, inodore e incolore, ipotonico rispetto al plasma, con pH variabile da 5 a 7,5, costituito da:

  • Acqua (98-99%)
  • Ioni inorganici: soprattutto sodio e cloro, ma anche potassio e bicarbonato. La secrezione primaria è isotonica rispetto al plasma e viene modificata nel passaggio attraverso il dotto escretore, dove avviene riassorbimento di NaCl. Maggiore è la velocità di transito nel dotto, minore è il riassorbimento di NaCl. Anche il bicarbonato viene in parte riassorbito, con conseguente acidificazione del sudore.
  • Sostanze organiche: urea, lattato, immunoglobuline, peptidi antimicrobici, proteasi, etc.

Le principali funzioni del sudore sono:

Sudorazione

Le ghiandole sudoripare sono in grado di produrre fino a 10 litri di sudore al giorno, in risposta a stimoli di natura fisica, chimica e psichica.

Il calore provoca produzione di sudore soprattutto a livello di fronte, collo, dorso, torace e dorso delle mani; stimoli emozionali determinano la sudorazione dei cavi ascellari, delle superfici laterali del tronco e delle regioni palmo-plantari.

I principali centri nervosi di controllo della sudorazione sono localizzati nell’area preottica dell’ipotalamo, dove si trovano neuroni sensibili al caldo e, in numero minore, neuroni sensibili al freddo.

Un aumento della temperatura a livello dell’area preottica determina un aumento della frequenza di scarica dei neuroni sensibili al caldo, che inducono sudorazione e vasodilatazione cutanea di tutta la superficie corporea (l’innalzamento della temperatura cutanea svolge un ruolo minore).

Le fibre efferenti che originano dall’area preottica terminano nelle corna laterali della sostanza grigia del midollo spinale toracico, dove contraggono sinapsi con i corpi dei neuroni pregangliari dell’ortosimpatico. Le fibre pregangliari, mieliniche, emergono dal midollo spinale attraverso le radici anteriori e raggiungono i gangli simpatici, dove fanno sinapsi con le fibre post-gangliari. Le fibre ortosimpatiche post-gangliari (fibre C amieliniche) che innervano le ghiandole sudoripare sono colinergiche (a differenza della maggior parte delle fibre post-gangliari dell’ortosimpatico, che è noradrenergica). L’acetilcolina si lega a recettori muscarinici localizzati sulle cellule chiare e sulle cellule mioepiteliali.
Le ghiandole sudoripare del palmo della mano e della pianta del piede rispondono anche alla stimolazione adrenergica.

Apparato ungueale


L’apparato ungueale, situato sulla superficie dorsale delle falangi distali, è composto da:

Nell’uomo la sua funzione è quella di supporto alle terminazioni nervose del polpastrello (in caso di perdita dell’unghia il polpastrello riduce la propria sensibilità tattile).

Copyright © 2023 Medicascientia

Lamina ungueale e pliche ungueali

La lamina ungueale (unghia) è una lamina cornea quadrangolare che poggia sul letto ungueale e occupa lo spazio delimitato dalle pliche ungueali prossimale e laterali.

È dura, elastica, flessibile, semitrasparente, a convessità superiore. In sede, appare rosata per il colore del sangue della rete vascolare sottostante; se distaccata appare bianco-giallastra. 

In condizioni normali, emerge dal solco ungueale formando un angolo < 180° (angolo di Lovibond).

Il suo spessore aumenta in direzione prossimo-distale, da circa 0,3 mm fino a 1,6 mm, soprattutto nel primo dito.

Presenta un corpo, due margini laterali, un margine distale (o estremità libera) e una radice.

La radice della lamina è inserita per circa 5 mm nella plica ungueale prossimale (o vallo ungueale), una piega epidermica composta da due strati epidermici – uno superficiale e uno profondo – tra cui si interpone una banda dermica.
L’epidermide dello strato superficiale è in continuazione con la cute del dorso del dito. La sua estremità distale (eponichio) si prolunga in una sottile lamina corneificata di pochi mm (cuticola) che salda la cute del dorso del dito alla lamina. L’eponichio rappresenta la sede ideale per lo studio del microcircolo, in quanto è l’unica superficie corporea in cui i capillari sono disposti orizzontalmente, permettendo la completa visione dei poli arterioso e venoso e dell’ansa.
La porzione profonda della plica ungueale prossimale aderisce inferiormente alla lamina e si continua con la matrice ungueale.

I margini laterali della lamina sono ricoperti dalle pliche ungueali laterali.

Il margine distale si dissocia dal letto ungueale: tra il margine libero dell’unghia e l’epidermide del polpastrello, si trova l’iponichio.

La superficie del corpo della lamina presenta sottili creste longitudinali cui corrispondono, nel versante profondo, solchi longitudinali (determinati dalle creste del letto ungueale).

Microscopicamente, la lamina ungueale è formata da 2-3 strati orizzontali compatti di lamelle cornee anucleate che non desquamano dalla superficie della lamina.
Tra le lamelle possono talvolta rimanere intrappolate raccolte d’aria, visibili come piccole macchie bianche.
La cheratina è il componente principale della lamina ungueale. Sono presenti anche ferro e zinco e diversi aminoacidi.

Durezza e resistenza dell’unghia sono determinate dall’organizzazione e dalla coesione degli strati cornei e dal contenuto di cheratine dure (in particolare le cheratine K81, K85 e K86).
L’elasticità è legata al grado di idratazione (la lamina ungueale è 10 volte più permeabile all’acqua dell’epidermide interfollicolare). Il contenuto idrico della lamina si aggira intorno al 18%; valori intorno al 15% rendono la lamina secca e fragile; valori fino al 25% rendendo la lamina morbida e flessibile.

Letto ungueale

Il letto ungueale è quella porzione dell’apparato ungueale su cui poggia la lamina ungueale. È visibile attraverso la lamina e si estende dalla porzione distale della matrice all’iponichio.

La porzione distale del letto ungueale, a livello della quale la lamina si dissocia dal letto, è chiamata banda onicodermica.

La superficie del letto ungueale presenta creste e solchi longitudinali cui corrispondono creste e solchi longitudinali della lamina ungueale.

L’epidermide del letto ungueale è sottile e priva dello strato granuloso. È composta da due o tre strati di cellule nucleate prive di granuli di cheratoialina e da un sottile strato corneo che si muove distalmente con la crescita della lamina ungueale.

Il derma del letto ungueale è ancorato al periostio della falange distale senza l’interposizione di uno strato sottocutaneo. È riccamente vascolarizzato (presenta numerosi glomi e i vasi sanguigni sono organizzati longitudinalmente) e innervato (contiene numerose terminazioni nervose sensitive, tra cui complessi di Merkel e corpuscoli di Meissner).

Matrice ungueale e accrescimento dell’unghia

La matrice ungueale rappresenta il compartimento germinativo dell’unghia.

È situata sotto la piega ungueale prossimale. Il margine distale si continua con il letto ungueale; in alcune dita (soprattutto nel pollice) è possibile intravederne qualche mm attraverso la lamina ungueale, sotto forma di una mezzaluna di colore biancastro (lunula).
Il margine prossimale si estende fino all’inserzione del tendine estensore e all’articolazione interfalangea.

L’epitelio della matrice è composto da cheratinociti degli strati basale e spinoso dell’epidermide, melanociti (inattivi nei soggetti con pelle chiara) e cellule di Langerhans.

Il processo di cheratinizzazione della matrice porta alla formazione della lamina ungueale e avviene in senso obliquo: in direzione prossimo-distale e dal basso verso l’alto.
Le porzioni prossimale e intermedia della matrice danno origine alla superficie dorsale della lamina; la porzione distale dà origine a quella ventrale (anomalie della matrice prossimale producono lesioni della porzione dorsale della lamina, mentre anomalie della matrice distale producono lesioni della porzione ventrale della lamina).

L’accrescimento dell’unghia è continuo (da 1 mm a 5 mm al mese), variabile in rapporto a età, temperatura ambientale, stagione, stato nutrizionale, traumi e malattie.
Le unghie delle dita delle mani crescono da tre a quattro volte più velocemente delle unghie dei piedi; la crescita è più rapida nei soggetti giovani, durante la stagione estiva, in gravidanza, nei soggetti con psoriasi, etc.
Il tempo di rinnovamento delle unghie della mano è di 4-6 mesi, mentre le unghie dei piedi vengono rinnovate, in media, in 12-18 mesi.

L’asportazione di oltre i 2/3 della matrice impedisce la formazione di una nuova lamina ungueale.

Lascia un commento