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Impetigine - Medicascientia
Dermatologia e venereologia,  Malattie infettive

Impetigine

OMICS International, copyright © 2022 Open Access Publisher (CC BY 4.0)

Indice



Introduzione


L’impetigine è un’infezione superficiale della cute causata da Staphylococcus aureus o Streptococcus pyogenes.

È l’infezione batterica più frequente dell’infanzia: si stima che colpisca fino al 12% della popolazione pediatrica, soprattutto tra i 2 e i 5 anni. Possono essere interessati anche adulti immunodepressi.

La trasmissione è per contatto interumano diretto o, meno frequentemente, tramite oggetti contaminati. È molto comune anche l’autoinoculazione da focolai mucosi (orofaringe, tonsille, fosse nasali) o cutanei (condotto uditivo esterno, piega interglutea, regione perineale): in questi casi si parla di infezione endogena o autologa.

L’impetigine è altamente contagiosa e provoca spesso piccole epidemie.

Sono fattori favorenti:

Quando l’impetigine si sovrappone ad un’altra patologia dermatologica, si parla di impetigine secondaria o impetiginizzazione.

È possibile distinguere due forme di impetigine:

Impetigine volgare o non bollosa


L’impetigine volgare è la forma di impetigine più frequente (70% dei casi).

È dovuta a:

  • Staphylococcus aureus (70% dei casi)
  • Streptococcus pyogenes (20%)
  • Entrambi (10%)

È caratterizzata dalla comparsa di piccole vescicole subcornee rotondeggianti, a contenuto sieroso, circondate da un alone eritematoso. Le vescicole tendono ad aumentare di numero e confluire. Possono rompersi, esitando in erosioni, o trasformarsi in pustole. Sia le erosioni sia le pustole evolvono in croste scarsamente aderenti, di un tipico colore giallo-brunastro (chiamate per questo motivo “croste meliceriche”), circondate da un alone eritematoso; il loro distacco rivela una superficie sottostante eritematosa-erosiva, umida, di colore rosso vivo.
Il prurito è frequente.

Le lesioni interessano soprattutto il volto (in particolare naso e regione periorale) e gli arti. Regioni palmo-plantari e mucose sono risparmiate.

Impetigo

Evanherk at Dutch Wikipedia, CC BY-SA 3.0, via Wikimedia Commons

Impetigo

James Heilman MD, CC BY-SA 4.0, via Wikimedia Commons

Impetigine bollosa


Bullous impetigo
 (a) Post-bullous lesion of impetigo. (b) PAS staining × 20: Impetigo, vesicles filled with neutrophils.

Copyright © 2021 Leclerc-Mercier, Stéphanie. “How to Deal with Skin Biopsy in an Infant with Blisters?” Dermatopathology. Licensee MDPI, Basel, Switzerland. CC BY 4.0

L’impetigine bollosa è dovuta a stafilococchi che producono esotossine con proprietà esfoliative, specifiche per il dominio amino-terminale della desmogleina 1, che provocano un distacco simil-acantolitico dei cheratinociti dello strato granuloso, con formazione di bolle subcornee. Nell’80% dei casi l’agente etiologico è lo Staphylococcus aureus di gruppo II coagulasi-positivo (di solito fago 71).

Il quadro clinico è caratterizzato da bolle larghe, flaccide, a contenuto siero-purulento, circondate da eritema modesto o assente. La rottura del tetto, sottile, mette in evidenza erosioni umide che esitano in croste di colore giallo-bruno (croste meliceriche). Le lesioni interessano soprattutto il tronco, le estremità e l’area del pannolino.

La dattilite bollosa è una forma localizzata di impetigine bollosa che interessa soprattutto le falangi distali delle dita delle mani.

Impetigine bollosa

Bullous impetigo: superficial flaccid blisters and shiny erosions with scaly crusts.

Copyright © 2010 Amagai, Masayuki. “Autoimmune and infectious skin diseases that target desmogleins.” Proceedings of the Japan Academy. Series B, Physical and biological sciences. The Japan Academy (CC BY)

Impetigine bollosa

Bullous impetigo: after bullae rupture, superficial erosions and surrounding collarettes of scale remain, along with a thin brown crust.

Original image provided by Kiran Motaparthi, MD. Copyright © 2021 Brazel et al. “Staphylococcal Scalded Skin Syndrome and Bullous Impetigo.” Medicina. Licensee MDPI, Basel, Switzerland. CC BY 4.0

Impetigine bollosa: istologia

Bullous impetigo: subcorneal acantholysis (left, H&E, 200x magnification) and cocci in clusters within the stratum corneum (right, H&E, 600× magnification).

Original image provided by Kiran Motaparthi, MD. Copyright © 2021 Brazel et al. “Staphylococcal Scalded Skin Syndrome and Bullous Impetigo.” Medicina. Licensee MDPI, Basel, Switzerland. CC BY 4.0

Ectima e altre complicanze dell’impetigine


Nella maggior parte dei casi, le lesioni dell’impetigine guariscono senza esiti cicatriziali. Possono residuare lesioni discromiche.

In entrambe le forme di impetigine le condizioni generali si mantengono buone. Le manifestazioni sistemiche (principalmente febbre e linfoadenopatia) sono rare.

Possibili complicanze locali dovute all’estensione dell’infezione comprendono linfangite, cellulite, osteomielite, artrite settica.

L’ectima (da non confondere con l’ectima contagioso e con l’ectima gangrenoso) è una forma profonda di impetigine che interessa l’epidermide e il derma.
È una possibile complicanza prevalentemente dell’impetigine bollosa e si verifica con maggiore frequenza in età pediatrica e nelle persone anziane.
Le lesioni tipiche dell’impetigine si approfondano, dando luogo ad ulcere superficiali purulente, ricoperte da croste giallastre o grigiastre, circondate da cute eritematosa.
Può associarsi linfoadenopatia.
In alcuni soggetti si verificano linfangite secondaria e cellulite.
Le lesioni guariscono spontaneamente dando esito a cicatrici.
La terapia prevede antibiotici per via orale.

Ectima

Copyright © 2023 Medicascientia

Immagini esterne (fare click sull’immagine per il link)

Ceppi “nefritogeni” di S. pyogenes (5% dei casi di impetigine non bollosa) possono provocare una glomerulonefrite acuta post-streptococcica, che si manifesta da 3 a 7 settimane dopo la comparsa delle lesioni cutanee ed è caratterizzata da proteinuria seguita da microematuria.

Una rara e grave complicanza dell’impetigine bollosa è la sindrome della cute ustionata da stafilococco.

Diagnosi


La diagnosi è clinica.

Nei casi dubbi o resistenti alla terapia, il prelievo del contenuto di vescicole, bolle o pustole permette l’esame batteriologico diretto e la coltura con antibiogramma.

La diagnosi differenziale si pone con:

Terapia dell’impetigine


La terapia prevede un’accurata igiene della regione e antibiotici topici:

  • Acido fusidico crema 2% 3 volte/die per 7-10 giorni
  • Mupirocina unguento 1% 2-3 volte/die per 7 giorni (è efficace anche nei confronti dei ceppi MRSA)
  • Retapamulina unguento 2% 2 volte/die per 5 giorni (non è indicata nelle infezioni da MRSA)

Negli ultimi tempi è stato rivalutato l’utilizzo di antisettici topici, valida alternativa terapeutica soprattutto di fronte alla crescente diffusione di ceppi resistenti.

Nelle forme particolarmente estese si rende necessaria la terapia antibiotica sistemica. Dicloxacillina e cefalexina sono gli antibiotici di prima scelta. La terapia empirica dovrebbe comunque tenere conto dei tassi locali di resistenza: gli stafilococchi meticillino-resistenti sono sempre più diffusi (più del 20% dei casi di impetigine). In questi casi, il trattamento deve essere guidato dall’antibiogramma. La maggior parte dei ceppi di S. aureus extraospedalieri meticillino-resistenti è sensibile a clindamicina, trimetoprim/sulfametossazolo e doxiciclina.

È fondamentale, soprattutto nelle forme resistenti e/o recidivanti, un’accurata ricerca di possibili serbatoi infettivi nel paziente, nei familiari e nei contatti (fosse nasali e condotto uditivo esterno per gli stafilococchi; faringe e tonsille per gli streptococchi).

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