Rettocolite ulcerosa

Ulcerative colitis
Copyright © 2021 Ashizuka et al. https://doi.org/10.3390/biomedicines9081068, Biomedicines. Licensee MDPI, Basel, Switzerland (CC BY 4.0)
Indice
- Introduzione
- Epidemiologia
- Etiopatogenesi
- Decorso
- Quadro clinico
- Diagnosi
- Classificazione e attività di malattia
- Terapia
Fonti, link esterni, immagini, libri e approfondimenti
Introduzione

Ulcerative colitis disease extent
Copyright © 2020 Kayal et al. “Ulcerative Colitis: Current and Emerging Treatment Strategies.” Journal of Clinical Medicine. Licensee MDPI, Basel, Switzerland. (CC BY 4.0)
La rettocolite ulcerosa è una patologia infiammatoria idiopatica a decorso cronico-ricorrente caratterizzata da manifestazioni intestinali ed extraintestinali.
Insieme alla malattia di Crohn, rientra nel gruppo delle malattie infiammatorie croniche intestinali (inflammatory bowel disease, IBD).
A differenza della malattia di Crohn, la rettocolite ulcerosa ha esclusiva localizzazione colorettale ed è confinata alla mucosa e alla parte più superficiale della sottomucosa.
Le possibili localizzazioni, in ordine decrescente di frequenza, sono:
- Sigma-retto (50%)
- Colon sinistro (30%)
- Tutto il colon (20%): le lesioni si arrestano bruscamente alla valvola ileociecale; nel 10-20% dei casi, può verificarsi un’estensione prossimale con coinvolgimento degli ultimi cm dell’ileo terminale (ileite da reflusso), con infiammazione di grado lieve e di scarso significato clinico
Manifestazioni extraintestinali sono documentabili nel 10-25% circa dei soggetti.
La mortalità complessiva della rettocolite ulcerosa non è maggiore di quella della popolazione generale.
Epidemiologia
La rettocolite ulcerosa predilige caucasici ed ebrei ashkenaziti ed è particolarmente diffusa nei paesi industrializzati, soprattutto in Nord Europa, Nord America e Australia. È invece rara, ma in aumento, in Asia, Africa e Sud America.
In Nord Europa sono riportati picchi di incidenza e di prevalenza rispettivamente di 24 casi ogni 100.000 abitanti/anno e 505 casi/100.000 abitanti.
In Italia si stimano un’incidenza e una prevalenza rispettivamente di 5-8 casi/100.000 abitanti/anno e una prevalenza di 60-80 casi/100.000 abitanti.
L’esordio presenta due picchi: uno principale in età giovanile (20-30 anni) e uno di minore entità in età avanzata (60-70 anni), ma la malattia può presentarsi a qualsiasi età .
Negli ultimi 20 anni è aumentata l’incidenza delle malattie infiammatorie croniche intestinali in età pediatrica: il 25% dei pazienti riceve diagnosi di IBD prima dei 18 anni. Le forme ad insorgenza particolarmente precoce tendono a mostrare una maggiore severità e una ridotta risposta al trattamento.
Entrambi i sessi risultano colpiti, senza predominanza di genere.
Etiopatogenesi

Pathophysiology of ulcerative colitis
Impairment of tight junctions and the mucous layer leads to increased permeability of the intestinal epithelium, resulting in more uptake of luminal antigens. Antigen presenting cells (APC) become activated upon recognizing non-pathogenic bacteria (commensal microbiota) through Toll-like receptors (TLRs). Activated APC initiate differentiation of naïve CD4+ T-cells into Th-2 effector cells (which produce pro-inflammatory cytokines such as TNF-α, IL-5, IL-6, and IL-13). TNF-α and IL-1 activate nuclear factor κB (NF-κB) pathway, which facilitate expression of pro-inflammatory and cell survival genes. Binding of integrin-α4β7 bearing T cells to the mucosal adhesion molecule MAdCAM-1 facilitate entry of more T cells into the lamina propria. Recruitment of circulating leucocytes due to the upregulation of inflammatory chemokines (chemokine ligands: CXCL1, CXCL3, CXCL8 and CXCL10) perpetuates the inflammatory cycle. MAdCAM-1, mucosal addressin cell adhesion molecule-1; IL, interleukin; TNF-α, tumor necrosis factor-alpha; TGF-β, transforming growth factor-beta; NKT, natural killer T; DC, dendritic cell; Th, T helper; GATA3, GATA binding protein 3; IRF4, interferon regulatory factor 4; PU.1, purine-rich PU-box binding protein; FOXP3, Forkhead box protein 3.
Copyright © 2020 Yeshi et al. https://doi.org/10.3390/jcm9051273, Journal of Clinical Medicine. Licensee MDPI, Basel, Switzerland (CC BY 4.0)
L’etiologia della rettocolite ulcerosa è sconosciuta, verosimilmente multifattoriale, influenzata da fattori genetici, immunologici e ambientali.
Dal punto di vista patogenetico, l’ipotesi più accreditata è che il processo infiammatorio cronico sia innescato da una risposta abnorme ad un agente endoluminale, favorita da un’alterata permeabilità intestinale, da un’esaltata risposta del sistema immunitario intestinale e da uno squilibrio tra produzione di citochine proinfiammatorie e immunoregolatrici a livello della mucosa intestinale.
Fattori genetici e immunologici
Il 5-20% dei soggetti con IBD, soprattutto con insorgenza in età pediatrica, presenta familiarità e i parenti di primo grado hanno un rischio 4 volte più alto di sviluppare la malattia. Nel morbo di Crohn è presente un’elevata concordanza tra gemelli monozigoti (40-60%), mentre nella rettocolite ulcerosa questa concordanza risulta molto più bassa (15-20%).
Sono stati descritti numerosi loci di suscettibilità per IBD (es. IBD1, sul cromosoma 16), alcuni condivisi tra le due entità cliniche, alcuni specifici per rettocolite ulcerosa o malattia di Crohn e alcuni associati anche ad altre malattie a patogenesi immuno-mediata, tra cui:
- Spondilite anchilosante
- Artrite reumatoide
- Psoriasi
- Malattia celiaca
- Sclerosi multipla
- Diabete mellito di tipo 1
- Lupus eritematoso sistemico
- Vitiligine
Alcuni aplotipi conferiscono un rischio aumentato di sviluppare la malattia e si associano ad un esordio più precoce e ad un decorso più grave. Alcuni aplotipi correlano invece con l’insorgenza di manifestazioni extraintestinali. L’aplotipo HLA-DR2 si associa ad un aumentato rischio di rettocolite ulcerosa in popolazioni non europee mentre l’aplotipo HLA-DRB*0103 si associa a un decorso più aggressivo della malattia.
In questi loci sono presenti anche geni che intervengono in:
- Funzione di barriera della mucosa intestinale
- Riconoscimento e rimozione di batteri, micobatteri e virus
- Autofagia
- Pathway dell’interleuchina 23
- Signalling del TNF
- Tolleranza immunologica nei confronti della flora microbica intestinale
- Attività secretoria delle cellule di Paneth
- Processo di differenziazione dei linfociti T
- Bilancio tra citochine pro-infiammatorie e regolatorie
- Sviluppo e risoluzione della risposta infiammatoria
Per quanto riguarda la rettocolite ulcerosa, sono da annoverare:
- CDH1 (E-caderina): un polimorfismo specifico predispone alle IBD provocando modificazioni della permeabilità intestinale
- HNF4A (recettore nucleare la cui alterazione provoca destabilizzazione delle giunzioni intercellulari e aumento della permeabilità epiteliale)
- IL23R, JAK2, STAT3, IL12B
- IL10RA e ILâ€10RB (nelle forme ad esordio nell’infanzia)
- TNFAIP3, TNFRSF9, TNFRSF14, TNFSF15
- OCTN1 (carnitine/organic cation transporter 1) o SLC22A4 (solute carrier family 22 member 4)
- etc.
Fattori ambientali
Il ruolo svolto dai fattori ambientali è confermato dall’osservazione che i figli di prima generazione di immigrati provenienti da aree a bassa prevalenza che nascono in aree ad alta prevalenza hanno un rischio più elevato di IBD rispetto ai genitori.
Sembrano svolgere un ruolo nella patogenesi delle IBD:
- Flora microbica intestinale: nei pazienti con IBD sono state documentate alterazioni quantitative (carica batterica aumentata) ma soprattutto qualitative della flora microbica intestinale:
- Riduzione di specie “protettiveâ€, come Firmicutes e Bacteroidetes, in particolare Bacteroides, Clostridium e Faecalibacterium prausnitzii
- Aumento di specie “enteropatogeneâ€, soprattutto Enterobacteriaceae
- Condizioni igieniche: il rischio di malattia risulta essere inversamente proporzionale alla qualità delle condizioni igieniche. L’eccessiva igiene nei primi anni di vita limita l’esposizione fisiologica ad antigeni ambientali e potrebbe alterare lo sviluppo della tolleranza orale e favorire uno squilibrio nella risposta immunitaria della mucosa intestinale. Anche l’utilizzo di antibiotici nel primo anno di vita aumenta il rischio di IBD.
- Fumo: fattore protettivo per rettocolite ulcerosa (ha un effetto inibitorio sulla funzione delle cellule TH2). I fumatori tendono ad avere un quadro clinico meno severo, un più basso tasso di ospedalizzazione e necessitano di minori trattamenti medici. Smettere di fumare si associa ad un peggioramento del quadro e ad una maggior frequenza di riacutizzazioni.
- Appendicectomia: fattore protettivo per rettocolite ulcerosa
- Dieta (modula la flora microbica intestinale, l’integrità della mucosa e la risposta immunitaria; tuttavia, il ruolo preciso della dieta nella patogenesi della malattia di Crohn non è ancora stato definito)
- FANS: fattore peggiorativo (associazione debole)
Patogenesi
Nella rettocolite ulcerosa, quindi, vari fattori, tra cui:
- Alterata permeabilità della mucosa intestinale
- Alterazioni della risposta immunitaria innata, specifica e infiammatoria:
- Alterazioni dell’autofagia
- Perdita della tolleranza orale, a sua volta favorita da numerosi fattori, tra cui:
- Alterata sintesi e secrezione di mucine
- Ridotta secrezione di α-defensine
- Ridotta produzione di IgA
- Abnorme espressione dei TLR
- Abnorme attivazione delle cellule linfoidi innate (ILCs), soprattutto le ILC3
- Squilibrio tra produzione di citochine proinfiammatorie e immunoregolatrici
- Difetto di apoptosi dei linfociti T
- Deficit dei linfociti Treg
- etc.
- Proliferazione incontrollata dei microbi luminali e alterazioni qualitative nella composizione della flora microbica intestinale
determinano un’attivazione incontrollata della risposta immunitaria a livello della mucosa intestinale con polarizzazione della risposta T in senso TH2, con produzione di grandi quantità di IL-4, IL-5, IL-13.
Come nella malattia di Crohn, sembrano svolgere un ruolo di rilievo anche i linfociti TH17, la cui differenziazione, proliferazione e attività effettrice è indotta principalmente dall’IL-23 prodotta dalle cellule dendritiche. I linfociti TH17 producono soprattutto IL-17, che promuove il reclutamento dei neutrofili.
Decorso
Il decorso della rettocolite ulcerosa è cronico-ricorrente.
Durante la storia naturale della malattia, il 30% circa dei pazienti con proctite va incontro ad un’estensione prossimale delle lesioni e il 15% dei soggetti con colite sinistra va incontro a pancolite.
La maggior parte dei pazienti presenta una malattia lieve o moderata.
Quadro clinico
L’esordio può essere subdolo o acuto (15% dei casi).
Il quadro clinico presenta tipicamente:
- Manifestazioni intestinali
- Segni e sintomi aspecifici:
- Astenia
- Malessere generale
- Calo ponderale (talvolta)
- Febbre (nelle forme più severe)
- Manifestazioni extraintestinali
Manifestazioni intestinali e complicanze
Sono solitamente presenti:
- Diarrea cronica (riduzione della consistenza fecale di durata > 6 settimane) muco-ematica, spesso notturna e postprandiale; alcuni pazienti presentano stipsi paradossa
- Tenesmo o urgenza con sensazione di evacuazione incompleta
- Proctorragia
- Dolore addominale, generalmente di lieve intensità , localizato soprattutto in fossa iliaca sinistra o diffuso a più quadranti addominali, alleviato dalla defecazione
Possibili complicanze della rettocolite ulcerosa sono:
- Sanguinamento massivo (1% dei pazienti)
- Perforazione (rara)
- Stenosi rettale
- Megacolon tossico
- Cancro colorettale
Sono fattori di rischio per una malattia più aggressiva o complicata:
- Età alla diagnosi < 40 anni
- Pancolite
- pANCA ad alto titolo
Megacolon tossico
Il megacolon tossico è una complicanza rara (1-2% dei casi, soprattutto con interessamento pancolico) ma potenzialmente letale della rettocolite ulcerosa.
È provocato, probabilmente, dal coinvolgimento infiammatorio dei plessi mioenterici, con conseguente paralisi e sovradistensione del colon.
È importante ricordare che anticolinergici, oppiacei e manovre diagnostiche che comportino l’insufflazione gassosa del colon possono favorire l’insorgenza del megacolon tossico.
Clinicamente si manifesta con:
- Dolore addominale continuo, intenso e ingravescente
- Distensione addominale
- Pallore
- Tachicardia > 90 bpm
- Febbre > 38°C
- Stato confusionale e/o agitazione psicomotoria
- Leucocitosi
- Anemizzazione (Hb < 10,5 g/dL)
- Gravi deplezioni elettrolitiche
- Alcalosi metabolica pH 7,51
Una diarrea profusa che si interrompe bruscamente deve sempre fare sospettare l’insorgenza di un megacolon tossico.
Un segno clinico importante è la riduzione dei rumori ascoltatori addominali (< 3 atti/min), riferibile a una condizione di ileo paralitico.
L’emogasanalisi consente di stabilire la gravità e l’andamento della malattia.
La diretta dell’addome mostra dilatazione del colon trasverso > 6 cm e perdita dell’austratura.
Il megacolon tossico è un’emergenza chirurgica: senza intervento, lo shock settico sopraggiunge in poche ore.
Cancro colorettale
I pazienti con rettocolite ulcerosa hanno un rischio di sviluppare carcinoma del colon-retto in relazione a durata, estensione e severità della malattia.
Il rischio inizia ad aumentare dopo 10 anni dall’esordio della malattia, con un rischio cumulativo di circa il 2-5% e il 3-7%, rispettivamente dopo 20 e 30 anni di malattia.
Dal punto di vista microscopico, le lesioni displastiche piatte sono quelle col maggiore rischio di progressione.
Le linee guida raccomandano colonscopie di screening o di sorveglianza 8 anni dopo l’esordio della pancolite o 12-15 anni dopo l’esordio della colite sinistra.
Manifestazioni extraintestinali
Manifestazioni extraintestinali sono documentabili nel 10-25% circa dei soggetti con rettocolite ulcerosa. Generalmente insorgono dopo la diagnosi.
Possono essere distinte in due categorie:
- Correlate all’attività di malattia (es. artropatia/artrite periferica di tipo I, eritema nodoso)
- Indipendenti dall’attività di malattia (es. artropatia/artrite periferica di tipo II, sacroileite, spondilite anchilosante, pioderma gangrenoso)
Sono più frequenti nei soggetti con alcuni HLA; in alcuni casi questa associazione è specifica (ad es. l’HLA-B8/DR3 è associato ad un aumentato rischio di colangite sclerosante primitiva).
Le manifestazioni extraintestinali più frequenti sono:
- Manifestazioni osteo-articolari:
- Artropatia/artrite periferica: migrante, asimmetrica, non erosiva e non deformante, sieronegativa. È possibile distinguerne due tipi:
- Tipo I: pauciarticolare (meno di 5 articolazioni); le articolazioni maggiormente colpite sono le caviglie, le ginocchia e i polsi. Il decorso è generalmente acuto, con una durata massima di 10 settimane. L’artropatia correla con l’attività di malattia e risponde bene alla terapia. Si associa spesso anche ad altre manifestazioni extraintestinali (soprattutto oculari e cutanee).
- Tipo II: poliarticolare (5 o più articolazioni); interessa soprattutto le metacarpofalangee, anche in maniera simmetrica. Può persistere per mesi o anni ed è indipendente dall’attività di malattia. Si associa spesso ad uveite.
- Artropatie assiali (sacroileite e spondilite anchilosante): sono più frequenti nel sesso maschile. Una sacroileite asintomatica è riscontrabile mediante imaging nel 25-30% dei pazienti. La spondilite anchilosante è meno frequente (5-10%) e si associa ad aplotipo HLA-B27. I pazienti con spondilite anchilosante presentano spesso un aumento della calprotectina fecale anche in assenza di manifestazioni intestinale.
- Osteopenia e osteoporosi (dovute allo stato proinfiammatorio e alla terapia corticosteroidea)
- Necrosi asettica della testa del femore (2% dei soggetti con IBD)
- Artropatia/artrite periferica: migrante, asimmetrica, non erosiva e non deformante, sieronegativa. È possibile distinguerne due tipi:
- Manifestazioni cutanee:
- Eritema nodoso (5% dei pazienti, soprattutto di sesso femminile): noduli eritematosi caldi e dolenti, di qualche centimetro di diametro, localizzati soprattutto sulla superficie anteriore delle gambe (talvolta anche su caviglie, polpacci e braccia). L’eritema nodoso correla con l’infiammazione intestinale e risponde generalmente bene al trattamento della malattia di base.
- Pioderma gangrenoso (1-5% dei pazienti, soprattutto di sesso femminile)
- Sindrome di Sweet (rara)
- Manifestazioni oculari (5% circa dei soggetti): episclerite, sclerite, uveite, congiuntivite, cheratite, etc.
- Manifestazioni epato-biliari:
- Colangite sclerosante primitiva
- Sindrome overlap epatite autoimmune/colangite sclerosante primitiva
- Steatosi epatica non alcolica
- Lieve aumento del rischio tromboembolico

Erythema nodosum
Copyright © 2021 Rutka et al. “Imaging in Diagnosis of Systemic Sclerosis” Journal of Clinical Medicine. Licensee MDPI, Basel, Switzerland. CC BY 4.0James Heilman MD, CC BY-SA 3.0, via Wikimedia CommonsCopyright © 2021 Rutka et al. “Imaging in Diagnosis of Systemic Sclerosis” Journal of Clinical Medicine. Licensee MDPI, Basel, Switzerland. CC BY 4.0

Pyoderma gangrenosum
Copyright © 2022 Nishimura et al. “Treatment Strategy for Pyoderma Gangrenosum: Skin Grafting with Immunosuppressive Drugs” Journal of Clinical Medicine. Licensee MDPI, Basel, Switzerland (CC BY 4.0)

Cutaneous manifestation of Sweet’s syndrome
Nodular, painful, infiltrative, and erythematous plaque lesions on the thigh.
Copyright © 2022 Santos et al. “Sweet’s Syndrome: A Case Report of a Rare Extraintestinal Manifestation of Ulcerative Colitis.†Cureus (CC BY 4.0)
Diagnosi

Copyright © 2020 Yeshi et al. https://doi.org/10.3390/jcm9051273, Journal of Clinical Medicine. Licensee MDPI, Basel, Switzerland (CC BY 4.0)
Non esiste un test diagnostico specifico per rettocolite ulcerosa.
La diagnosi si basa quindi sull’analisi combinata del quadro clinico e delle indagini di laboratorio, endoscopiche e istologiche.
La diagnosi differenziale è vasta:
- Malattia di Crohn
- Sindrome dell’intestino irritabile
- Malattia emorroidaria
- Coliti infettive (è importante ricordare che i soggetti con IBD sono predisposti alle infezioni gastrointestinali, soprattutto da C. difficile):
- Batteriche:
- Clostridium difficile
- Enterobacteriaceae (Salmonella, Shigella, Yersinia, Campylobacter, Escherichia coli enterotossica, etc.)
- Mycobacterium avium complex e M. tuberculosis
- Malattia di Whipple
- Infezioni batteriche a trasmissione sessuale (sifilide, Chlamydia trachomatis, gonococco, etc.)
- Virali: CMV, proctite da HSV, HIV
- Micotiche: Candida, Aspergillus
- Parassitarie: amebiasi, giardiasi, etc.
- Batteriche:
- Malattia celiaca
- Diverticolite
- Vasculiti
- Colite ischemica
- Colite da FANS
- Colite da inibitori del checkpoint immunitario
- Colite eosinofila
- Altre coliti (linfocitica, collagenosica, da radiazioni, etc.)
- Neoplasie (carcinoma colorettale, tumori neuroendocrini, linfomi, etc.)
Esami di laboratorio
Gli esami di laboratorio mostrano:
- ↑ degli indici di flogosi (in particolare, la pCr è quella che meglio correla con l’attività di malattia)
- Anemia sideropenica o megaloblastica
- Leucocitosi neutrofila
- Piastrinosi
- Possibile ↑ indici di colestasi (fosfatasi alcalina, γ-GT, bilirubina diretta)
- Alterazioni elettrolitiche
- pANCA atipici (50-80% dei soggetti)
- ↑ calprotectina fecale: proteina ad azione antibatterica rilasciata da neutrofili e macrofagi attivati; i suoi livelli correlano con il grado di infiammazione intestinale e può essere utilizzata anche nel follow-up e nel monitoraggio della terapia
L’esame batteriologico e parassitologico delle feci può essere utile per escludere forme infettive.
Endoscopia

Ulcerative colitis, endoscopic images and Ulcerative Colitis Endoscopic Index of Severity (UCEIS)
Copyright © 2023 Kim et al. https://doi.org/10.3390/jpm13111584, Journal of Personalized Medicine. Licensee MDPI, Basel, Switzerland. (CC BY 4.0)
La colonscopia con ileoscopia retrograda associata a campionamento bioptico multiplo è l’esame di riferimento per la diagnosi di rettocolite ulcerosa. È controindicata nei casi di colite severa o fulminante, per l’elevato rischio di perforazione. In questi casi, può essere sufficiente una rettosigmoidoscopia con campionamento bioptico del retto per la conferma diagnostica.
All’esame endoscopico, le lesioni iniziano dal retto e si estendono in senso caudo-craniale con distribuzione circonferenziale e continua, senza interposizione di tratti indenni. In caso di pancolite, le lesioni si arrestano bruscamente alla valvola ileociecale. Nel 10-20% dei casi, può verificarsi un’estensione prossimale con coinvolgimento degli ultimi cm dell’ileo terminale (ileite da reflusso), con infiammazione di grado lieve e di scarso significato clinico.
Nelle forme lievi, la superficie mucosa è granulare, iperemica e edematosa, con riduzione del pattern vascolare.
Nelle forme moderate sono presenti ulcere superficiali, che nelle forme più gravi possono confluire in ampie aree di ulcerazione mucosa, con mucosa friabile e sanguinamento spontaneo.
Nelle forme di lunga durata possono essere presenti pseudopolipi infiammatori.
Durante i periodi di remissione, la mucosa può riacquistare un aspetto normale. Nella malattia di lunga durata, la mucosa in fase di remissione si presenta liscia, appiattita e assottigliata (atrofica) e il colon perde le normali austrature.

Endoscopic findings of the (c) rectum and (d) sigmoid colon showing edematous mucosa with marked erythema, absent vascular pattern, friability, and erosions, which are consistent with ulcerative colitis (UC).
Copyright © 2022 Yamazaki et al. “Cerebral Venous Thrombosis as an Initial Presentation of Ulcerative Colitis.†Case reports in gastrointestinal medicine (CC BY 3.0)

Endoscopic findings show ulcerative colitis
Copyright © 2020 Liu et al. “Cerebral sinovenous thrombosis in a child with ulcerative colitis: A case report.†Medicine, Published by Wolters Kluwer Health, Inc. (CC BY 4.0)

Ulcerative colitis, endoscopic image
Copyright © 2023 Kim et al. https://doi.org/10.3390/jpm13111584, Journal of Personalized Medicine. Licensee MDPI, Basel, Switzerland. (CC BY 4.0)

Colonoscopy showing severe inflammation in the colon mucosa: (A) Ascending colon; (B) Transverse colon; (C) Sigmoid colon.
Copyright © 2020 Tominaga et al. A Case of Lung Abscess Caused by Double Immunosuppressive Therapy to Treat Ulcerative Colitis.” Medicina. Licensee MDPI, Basel, Switzerland. (CC BY 4.0)

Endoscopic findings in 3 patients with ulcerative colitis
Copyright © 2013 Yokoyama et al. https://doi.org/10.1186/1471-230X-13-27, BMC Gastroenterology (CC BY 4.0)

Total colonoscopy
(a) Descending colon and (b) sigmoid colon showing diffuse mucous erythema, spontaneous bleeding, and ulcerations. Disappearance of a vascular pattern also observed.
Copyright © 2015 Yamada et al. https://doi.org/10.1155/2015/725205, Case reports in medicine (CC BY 3.0)
Esame macroscopico
Il processo infiammatorio è limitato alla mucosa (al contrario di quanto accade nella malattia di Crohn) e, di conseguenza:
- La parete intestinale non è ispessita
- Stenosi, occlusioni e fistolizzazioni sono rare
- La superficie sierosa del viscere è indenne
Sono reperti anatomopatologici caratteristici di rettocolite ulcerosa:
- Infiammazione limitata alla mucosa e alla sottomucosa:
- Infiltrato infiammatorio misto (linfociti, plasmacellule, neutrofili e eosinofili) nella lamina propria
- Plasmacitosi basale → tra la base delle cripte e la muscolaris mucosae sono presenti numerose plasmacellule
- Criptite (presenza di neutrofili all’interno dell’epitelio delle cripte) e microascessi criptici
- Lesioni erosive/ulcerative superficiali (in fase attiva)
- Irregolare architettura dei villi
- Alterazioni architetturali (distorsione delle cripte, perdita del profilo rettilineo, biforcazioni, dilatazioni, accorciamento)
- Deplezione mucipara
- Metaplasia a cellule di Paneth (presenza di cellule di Paneth nelle cripte del colon distale, sede in cui sono normalmente assenti)
I granulomi sono assenti.
Le lesioni istologiche sono presenti anche nella mucosa endoscopicamente normale (per questo motivo è importante eseguire biopsie multiple anche sulla mucosa apparentemente normale).

Histology of ulcerative colitis with activity features (H&E stain). Note the typical features: crypt abscesses (neutrophils contained in the crypt lumen—red arrow) and chronic inflammatory infiltrate (yellow arrow).
Copyright © 2022 Vespa et al. “Histological Scores in Patients with Inflammatory Bowel Diseases: The State of the Art” Journal of Clinical Medicine. Licensee MDPI, Basel, Switzerland. (CC BY 4.0)

Representative histological images related to the two endoscopic controls performed by the patient.
(A,B) Histological picture of colonic mucosa in severe active ulcerative colitis, displaying glandular distortion, mucin reduction, and epithelial erosions. The lamina propria reveals a dense inflammatory infiltrate abundant in plasma cells and several instances of cryptitis and crypt abscesses ((A) 10× magnification; (B) 20× magnification). (C) Histological pattern of colonic mucosa in mild-activity ulcerative colitis, exhibiting focal mucin reduction and preserved glandular architecture. The lamina propria displays a chronic inflammatory infiltrate with abundant plasma cells, eosinophilic granulocytes, and initial cryptitis and crypt abscesses (20× magnification).
Copyright © 2023 Pellegrino et al. https://doi.org/10.3390/gidisord5030030, Gastrointestinal Disorders. Licensee MDPI, Basel, Switzerland. (CC BY 4.0)

Histological features in quiescent ulcerative colitis (UC). H&E staining of colonic mucosal biopsies (×200 magnification). Two UC patients, both in clinical and endoscopic remission but with different histologies: (A) No inflammation, (B) chronic inflammation. Blue arrow: increased chronic inflammatory infiltrate with lymphocytes. Green arrow: Paneth cell metaplasia. Red arrows: crypt irregularity.
Copyright © 2020 Kjærgaard et al. https://doi.org/10.3390/ijms21051887, International Journal of Molecular Sciences. Licensee MDPI, Basel, Switzerland. (CC BY 4.0)

Mucosal healing (left) and active disease (right) in a patient with ulcerative colitis. In the left image (Geboes score 1.1), there is mild but unequivocally increased chronic inflammatory infiltration without epitheliotropism and without neutrophils. Also, there is a slightly modified plasma cell gradient. In the right image (Geboes score 4.2), note marked inflammatory infiltration with numerous neutrophils, epitheliotropism and crypt destruction. Hematoxylin-eosin, 100×.
Copyright © 2023 State et al. https://doi.org/10.3390/biomedicines11071860, Biomedicines. Licensee MDPI, Basel, Switzerland. (CC BY 4.0)

Mucosal healing (left) and active disease (right) in a patient with ulcerative colitis. In the left image (Geboes score 1.1), note the chronic inflammation limited in lamina propria, without intraepithelial inflammatory cells. In the right image (Geboes score 4.2), note marked inflammatory infiltration, with numerous neutrophils, epitheliotropism and exulceration. Hematoxylin-eosin, 200×.
Copyright © 2023 State et al. https://doi.org/10.3390/biomedicines11071860, Biomedicines. Licensee MDPI, Basel, Switzerland. (CC BY 4.0)

Histopathology Paneth cell metaplasia in ulcerative colitis. H&E stain
Copyright © Mikael Häggström, M.D., CC0, via Wikimedia Commons
Imaging
Possono essere utili nel sospetto di rettocolite ulcerosa:
- Ecografia con mezzo di contrasto idrosolubile orale (molto operatore-dipendente, ma rapida, non invasiva e a basso costo): può evidenziare modesti ispessimenti parietali e disomogeneità intraparietale a livello dei segmenti colici interessati dal processo infiammatorio.
- RM
- TC (nelle complicanze)
- Diretta addome nella colite severa o fulminante e nel sospetto di megacolon tossico
- Scintigrafia con leucociti marcati con 99mTc e 18F-FDG-PET (consentono di identificare l’estensione di malattia e il grado di severità dell’infiammazione)
Classificazione e attività di malattia
La classificazione di Montreal della rettocolite ulcerosa si basa sull’estensione dell’infiammazione:
- E1: proctite ulcerosa (30-60% dei casi all’esordio)
- E2: rettocolite distale (fino alla flessura splenica) (15-40%)
- E3: pancolite (superamento della flessura splenica) (15-30%)
Per valutare l’attività di malattia vengono utilizzati:
- MAYO score system (attribuisce un punteggio da 0 a 12 in base a frequenza delle evacuazioni, sanguinamento rettale, quadro endoscopico e stato generale). È lo score più impiegato nella pratica clinica per la valutazione dello stato di remissione o di attività di malattia.
- Evacuazioni/die:
- Nella norma = 0
- 1-2 superiori alla norma = 1
- 3-4 superiori alla norma = 2
- > 5 superiori alla norma = 3
- Sanguinamento rettale
- Assente = 0
- Feci striate di sangue in meno della metà dei casi
- Sangue nelle feci nella maggior parte dei casi
- Sanguinamento in assenza di feci
- Quadro endoscopico:
- Mucosa normale o esiti di guarigione = 0
- Lieve eritema, riduzione del pattern vascolare, moderata friabilità = 1
- Eritema marcato, perdita del disegno vascolare, friabilità ed erosioni = 2
- Sanguinamento spontaneo e ulcerazioni = 3
- Stato generale:
- Normale = 0
- Patologia lieve = 1
- Patologia moderata = 2
- Patologia grave = 3
- Somma dei punteggi:
- 0-2 = Remissione
- 3-5 = Attività lieve
- 6-10 = Attività moderata
- > 10 = Attività grave
- Evacuazioni/die:
- Classificazione di Truelove-Witts (indicata soprattutto nelle pancoliti severe-fulminanti associate a segni di tossicità sistemica, dove non è possibile effettuare l’esame colonscopico a causa dell’elevato rischio di perforazione)
- Attività lieve
- < 4 scariche/die, senza o con minime quantità di sangue
- No febbre
- No tachicardia
- Lieve anemia
- VES < 30 mm/ora
- Attività moderata
- Parametri intermedi tra forme lievi e severe
- Attività severa
- > 6 scariche/die con sangue
- Febbre > 37,5°C
- Frequenza cardiaca > 90 bpm
- Anemia (emoglobina < 75% del valore normale)
- VES > 30 mm/h
- Attività lieve
- Disease Activity Index (DAI)
- Frequenza delle evacuazioni:
- 0 = normale
- 1 = 1-2 scariche/die in più rispetto alla norma
- 2 = 3-4 scariche/die in più rispetto alla norma
- 3 = > 4 scariche/die in più rispetto alla norma
- Ematochezia:
- 0 = assente
- 1 = strie di sangue
- 2 = sangue evidente
- 3 = sangue abbondante
- Aspetto endoscopico della mucosa intestinale:
- 0 = normale
- 1 = lieve fragilitÃ
- 2 = moderata fragilitÃ
- 3 = essudazione, sanguinamento spontaneo
- Valutazione globale:
- 0 = normale
- 1 = lieve
- 2 = moderata
- 3 = severa
- Frequenza delle evacuazioni:

Representative images of Mayo endoscopy score. (a) MES 0: normal or inactive; (b) MES 1: mild, erythema, decreased vascular pattern, mild friability; (c) MES 2: moderate, marked erythema, absent vascular pattern, friability, erosions; (d) MES 3: severe, spontaneous bleeding, ulcerations.
Copyright © 2022 Qi et al. https://doi.org/10.3390/bioengineering9110632, Bioengineering. Licensee MDPI, Basel, Switzerland. (CC BY 4.0)
Terapia
Non esiste una terapia etiologica specifica per la rettocolite ulcerosa.
Gli obiettivi del trattamento sono:
- Induzione della remissione
- Mantenimento della remissione
- Controllo della sintomatologia
- Controllo delle manifestazioni extraintestinali
- Prevenzione e gestione delle eventuali complicanze
Nb. La remissione non deve essere intesa solo in termini clinici, ma anche come risoluzione delle lesioni endoscopiche; solo quest’ultima, infatti, si associa ad una riduzione delle ospedalizzazioni e del rischio di complicanze.
La scelta del trattamento deve essere guidata da vari fattori, tra cui i più importanti:
- Sede e estensione dell’infiammazione
- SeveritÃ
- Presenza di complicanze
- Età del paziente
- Aderenza, risposta individuale e tolleranza della terapia
In caso di colite acuta severa o megacolon tossico, è necessaria l’ospedalizzazione.
Le possibili opzioni terapeutiche comprendono:
- Induzione della remissione:
- Mesalazina, sulfasalazina, etc. (forme lievi e moderate, per via topica e/o sistemica)
- Corticosteroidi (per via topica e/o sistemica)
- Azatioprina o 6-mercaptopurina in associazione ai corticosteroidi o alla terapia biologica nelle forme resistenti
- Farmaci biologici nella malattia severa refrattaria e/o steroido-dipendente e in presenza di manifestazioni extraintestinali severe (manifestazioni oculari, pioderma gangrenoso, spondilite anchilosante, etc.):
- Infliximab, adalimumab, golimumab (anti-TNFα)
- Ustekinumab (anti-IL12/IL-23)
- Vedolizumab (anti-integrina α4β7)
- Tofacitinib (inibitore delle Jak chinasi)
- Mantenimento:
- Mesalazina, sulfasalazina, etc.
- Immunosoppressori (azatioprina, 6-mercaptopurina, ciclosporina, tacrolimus)
- Farmaci biologici in monoterapia o in associazione a immunosoppressori:

Copyright © 2022 Ferretti et al. “An Update on Current Pharmacotherapeutic Options for the Treatment of Ulcerative Colitis.” Journal of Clinical Medicine. Licensee MDPI, Basel, Switzerland. (CC BY 4.0)


Copyright © 2020 Kayal et al. “Ulcerative Colitis: Current and Emerging Treatment Strategies.” Journal of Clinical Medicine. Licensee MDPI, Basel, Switzerland (CC BY 4.0)

A suggested therapeutic algorithm for Ulcerative Colitis (UC) according to disease severity and patients’ risk stratification. Red arrows indicate non-responders.
5-ASA, mesalamine; MMX, multimatrix; AZA, azathioprine; IFX, infliximab; CSA, cyclosporin.
Copyright © 2022 Ferretti et al. “An Update on Current Pharmacotherapeutic Options for the Treatment of Ulcerative Colitis.” Journal of Clinical Medicine. Licensee MDPI, Basel, Switzerland. (CC BY 4.0)
Sono indicazioni all’intervento chirurgico d’urgenza:
- Sanguinamento massivo
- Colite acuta severa non responsiva al trattamento farmacologico
- Perforazione libera in peritoneo
- Megacolon tossico
Il 15% dei soggetti necessita di un intervento chirurgico.
A differenza della malattia di Crohn, la rettocolite non recidiva dopo chirurgia.
La procedura elettiva di scelta nei pazienti con una normale funzione sfinterica è una proctocolectomia ricostruttiva con anastomosi ileoanale. Questa tecnica crea un serbatoio o pouch pelvico, con l’ileo distale anastomizzato all’ano.


