Notice: Function _load_textdomain_just_in_time was called incorrectly. Translation loading for the jetpack domain was triggered too early. This is usually an indicator for some code in the plugin or theme running too early. Translations should be loaded at the init action or later. Please see Debugging in WordPress for more information. (This message was added in version 6.7.0.) in /web/htdocs/www.medicascientia.wiki/home/wp-includes/functions.php on line 6131
Esantemi infettivi e infezioni di cute e sottocute
Dermatologia e venereologia,  Malattie infettive

Esantemi infettivi e infezioni di cute e sottocute

(Introduzione)

Esantemi infettivi e infezioni di cute e sottocute

Centers for Disease Control and Prevention

Inquadramento generale


L’esantema è un’eruzione cutanea diffusa ad esordio acuto. Può avere etiologia infettiva, tossica o allergica (es. Esantemi da farmaci).

Negli esantemi infettivi in cui le manifestazioni cutanee dominano il quadro, si parla di malattie esantematiche.

Il coinvolgimento delle mucose del cavo orale è definito enantema.

Le lesioni sono dovute a tre meccanismi principali:

  • Effetto citopatico diretto da parte del microrganismo
  • Rilascio di tossine o enzimi
  • Risposta immunitaria dell’ospite

Dell’esantema è fondamentale indagare:

  • Tipo di lesione
    • Esantemi maculopapulosi:
      • Morbillo
      • Rosolia
      • Scarlattina
      • Febbre bottonosa
      • etc.
    • Esantemi vescicolosi:
    • Esantemi emorragici
      • Dengue
      • Febbre gialla
      • Ebola
      • Febbre purpurica delle Montagne Rocciose
      • etc.
  • Modalità e sede di comparsa, distribuzione, evoluzione
  • Durata
  • Presenza o meno di enantema (suggestiva di etiologia virale)
  • Coinvolgimento delle regioni palmo-plantari (generalmente assente negli esantemi virali, mentre può essere presente negli esantemi da farmaci)
  • Segni e sintomi di accompagnamento (es. febbre, rinite, tosse, linfoadenopatia, etc.)
  • Età del paziente
  • Malattie esantematiche pregresse
  • Contatti (famiglia, scuola)

La conferma diagnostica richiede, a seconda dei casi:

  • Esame microscopico di cellule o tessuti prelevati dalla lesione con colorazioni specifiche (Gram, PAS, Giemsa)
  • Sierologia (morbillo, rosolia, mononucleosi infettiva, citomegalovirus, sifilide, etc.)
  • Esame colturale (di materiale prelevato dalle lesioni, sangue, urine, espettorato, etc.)
  • Biologia molecolare (es. PCR)

Esantemi virali e virosi cutanee


Infezioni batteriche di cute e sottocute


Le infezioni batteriche a trasmissione prevalentemente sessuale (sifilide, gonorrea, ulcera molle, linfogranuloma venereo, granuloma inguinale, infezioni mucose da Chlamydia trachomatis, Mycoplasma hominis, Ureaplasma urealyticum e Gardnerella vaginalis) sono trattate nel capitolo delle Infezioni sessualmente trasmesse.

Le infezioni cutanee batteriche sono molto frequenti, soprattutto nei bambini, negli anziani e negli immunocompromessi (neoplasie, HIV, trapianto).

La gravità del quadro varia in relazione alla profondità dei piani interessati, alle condizioni cliniche del paziente e alla virulenza del patogeno.

Nella maggior parte dei casi, i microrganismi penetrano nella cute dall’esterno; in rare occasioni, possono raggiungere la sede d’infezione per via ematica.

Fattori di rischio

Mancata integrità della barriera cutanea, variazioni del pH, umidità, altre patologie dermatologiche, riduzione delle difese immunitarie e alterazioni della flora microbica cutanea (che fanno venir meno il meccanismo di competizione) possono favorire l’instaurarsi di un processo infettivo sia da parte di microrganismi patogeni, sia da parte di quelli residenti, che possono andare incontro ad una crescita incontrollata.  

Nel complesso, favoriscono le infezioni della cute:

  • Scarsa igiene personale
  • Clima caldo-umido
  • Iperidrosi
  • Abbigliamento occlusivo
  • Traumatismi cutanei
  • Altre patologie dermatologiche (es. dermatite atopica e altre dermatiti eczematose, psoriasi, etc.)
  • Endocrinopatie
  • Immunodepressione
  • Neoplasie solide e ematologiche
  • Patologie debilitanti (epatopatie, nefropatie, etc.)

Classificazione

Le infezioni batteriche di cute e tessuti molli possono essere distinte in base a:

  • Profondità dello strato interessato dal processo patologico:
    • Superficiali
    • Profonde
  • Caratteristiche delle lesioni:
    • Purulente e non purulente
    • Necrotizzanti e non necrotizzanti
  • Gravità del quadro
  • Sede anatomica ed estensione delle lesioni
  • Presenza di manifestazioni sistemiche e/o comorbidità

Agenti etiologici

L’infezione può essere monomicrobica o polimicrobica.

Gli agenti etiologici più frequentemente implicati nelle infezioni cutanee batteriche sono i cocchi Gram-positivi piogeni, come lo Staphylococcus aureus e lo Streptococcus pyogenes (Streptococco β-emolitico di gruppo A). Queste infezioni (es. impetigine, ectima, erisipela, ostiofollicolite batterica, foruncolo, patereccio batterico) prendono il nome di piodermiti. Sono le infezioni cutanee batteriche più frequenti. La trasmissione avviene per contatto interumano diretto o indiretto, attraverso l’utilizzo di biancheria e altri oggetti personali contaminati.

Tra i batteri Gram-negativi, il più frequente è lo Pseumodonas aeruginosa. Patogeni meno comuni comprendono Haemophilus influenzae, Klebsiella pneumoniae e altre Enterobacteriaceae e altri Gram-negativi.

Le infezioni complicate sono spesso polimicrobiche.
Nella fascite necrotizzante sono coinvolti sia aerobi che anaerobi.
Le infezioni da morso di animale sono abitualmente polimicrobiche (stafilococchi, streptococchi, corinebatteri, Pasteurella multocidaCapnocytophaga canimorsus).
Le ferite infettate da acqua di mare possono presentare microrganismi particolari come Aeromonas hydrophila e Mycobacterium marinum.

Il riscontro di agenti opportunisti deve fare sospettare uno stato di immunodeficienza.

Diagnosi

Nelle forme superficiali e non complicate, la diagnosi è spesso clinica.

Nelle infezioni profonde, complicate, in caso di mancata risposta alla terapia o nel forte sospetto di ceppi resistenti, si rende necessario l’esame colturale con antibiogramma (su tampone di essudato e/o pus o frammenti di tessuto) per l’impostazione di una terapia antibiotica mirata.

Terapia

Le forme dovute a patogeni antibiotico-resistenti costituiscono un’emergenza sanitaria a livello planetario. Quando disponibile, la scelta dell’antibiotico dovrebbe essere guidata dall’antibiogramma. In caso di terapia empirica, è fondamentale considerare i tassi locali di resistenza.

Nelle infezioni lievi, superficiali, non complicate, la terapia antibiotica è topica, con:

  • Acido fusidico crema 2% 3 volte/die per 7-10 giorni
  • Mupirocina unguento 1% 2-3 volte/die per 7 giorni (è efficace anche nei confronti dei ceppi MRSA)
  • Retapamulina unguento 2% 2 volte/die per 5 giorni (non è indicata nelle infezioni da MRSA)

È stato rivalutato l’utilizzo di antisettici topici, valida alternativa terapeutica soprattutto di fronte alla crescente diffusione di ceppi resistenti.

Nelle forme particolarmente estese, profonde, severe, complicate, con manifestazioni sistemiche, in pazienti immunocompromessi e/o con comorbidità, la terapia antibiotica è per via sistemica.

In alcuni casi (dattilite bollosa, foruncolo, favo, ascesso cutaneo) è indicato il drenaggio della lesione.

La fascite necrotizzante, la gangrena di Fournier (fascite necrotizzante del perineo) e altre infezioni complicate necessitano di debridement chirurgico.

Lascia un commento