Morbillo

Centers for Disease Control and Prevention
Indice
- Introduzione
- Epidemiologia e profilassi
- Contagio e patogenesi
- Anatomia patologica
- Quadro clinico
- Diagnosi
- Terapia
Fonti, link esterni, immagini, libri e approfondimenti
Introduzione
Il morbillo è una malattia esantematica altamente contagiosa causata dal virus del morbillo (famiglia Paramyxoviridae, genere Morbillivirus), un virus a RNA a singola elica patogeno solo per l’uomo.
In Italia, il morbillo è soggetto a notifica obbligatoria.
Epidemiologia e profilassi
Nel mondo
Il morbillo è ubiquitario e colpisce in egual misura entrambi i sessi e tutte le etnie.
Prima della diffusione del vaccino, il virus causava epidemie ogni 2-3 anni (il tempo necessario per il raggiungimento di una percentuale adeguata di popolazione suscettibile), con 2-3 milioni di morti all’anno.
Grazie alla campagna di vaccinazione globale lanciata nel 2001, con vaccino a virus vivo attenuato, nel 2018 è stata raggiunta una copertura vaccinale stimata dell’86% (con la prima dose) e la mortalità è diminuita del 73%. In alcuni Stati, il morbillo è stato dichiarato eliminato.
Durante la pandemia da COVID-19, si è verificata un’inversione di rotta: la percentuale di bambini a cui è stata somministrata la prima dose è scesa all’81% e nel 2021 si sono verificati 10 milioni di casi con 130.000 morti, prevalentemente in India, Somalia, Yemen, Etiopia, Indonesia e Nigeria, dove il morbillo rappresenta ancora un’importante causa di morte nei bambini sotto i 5 anni.
Nelle aree urbane senza programma vaccinale, infatti, l’infezione avviene nella fascia d’età compresa tra 1 e 4 anni.
Per impedire la circolazione del virus è necessaria una copertura del 95% con 2 dosi. Nei Paesi in cui questa percentuale non viene raggiunta (come l’Italia), si verificano piccole epidemie tra bambini non vaccinati e adolescenti che non hanno effettuato il richiamo.
Nelle aree temperate, l’incidenza della malattia è massima tra la fine dell’inverno e l’inizio della primavera.
In Italia
Dal 1 gennaio 2022 al 30 novembre 2022 sono stati segnalati 15 casi (11 confermati in laboratorio, 1 classificato come probabile e 3 come possibili); 13 soggetti su 15 non erano vaccinati al momento del contagio.
La copertura vaccinale con 2 dosi è del 90% circa (dati 2017-2019), insufficiente per impedire la circolazione del virus.
La vaccinazione viene effettuata con trivalente morbillo-parotite-rosolia (MPR) o tetravalente morbillo-parotite-rosolia-varicella (MPRV).
È raccomandata una prima dose tra il 13° e il 15° mese di vita e una seconda dose tra il 5° e il 6° anno di età .
Profilassi
Il vaccino in uso è a virus vivo attenuato.
Sono in studio vaccini a DNA circolarizzato o ingegnerizzati, con vettori alternativi dei geni virali (virus parainfluenzali, enterobatteri), somministrabili per inalazione.
La vaccinazione anti-morbillo con virus vivo attenuato è controindicata in caso di:
- Gravidanza
- Immunodepressione (ad eccezione dell’infezione da HIV asintomatica e – in situazioni di rischio elevato – anche sintomatica)
- Tubercolosi
Possibili effetti collaterali della vaccinazione comprendono:
- Reazione cutanea nel luogo dell’iniezione (molto comune)
- Febbre (molto comune)
- Esantema (comune)
- Tumefazione delle parotidi (comune)
- Convulsioni febbrili (raro)
- Piastrinopenia (molto raro)
- Complicanze gravi, tra cui encefalomielite e anafilassi (estremamente raro, circa 1 caso ogni milione di vaccinati)
Due dosi di vaccino conferiscono immunità permanente nel 97% dei soggetti.
Nei soggetti suscettibili (soprattutto negli immunodepressi, anche già vaccinati, e nei neonati da madre affetta da morbillo), entro 72 ore dall’esposizione, possono essere somministrate immunoglobuline sieriche per prevenire l’infezione o ridurne la gravità (profilassi passiva).
Contagio e patogenesi
Il virus del morbillo è uno dei virus più contagiosi conosciuti: si stima che oltre il 90% dei soggetti suscettibili esposti contragga l’infezione.
La trasmissione avviene per contatto diretto con goccioline respiratorie e, in misura minore, aerosol: le particelle virali, presenti in numerosi tessuti del soggetto infetto (vie respiratorie, congiuntiva, cute, sangue, sistema linfatico, tratto urinario, etc.), vengono eliminate principalmente con tosse e starnuti. Il microrganismo sopravvive massimo 2-3 ore nell’ambiente, all’interno delle goccioline respiratorie.
La contagiosità inizia nella fase prodromica, è massima subito prima della comparsa dell’esantema e persiste per i 4-5 giorni successivi.
Il virus penetra nell’organismo attraverso le mucose (congiuntiva e epitelio respiratorio). Il legame alle cellule dell’ospite avviene mediante l’emoagglutinina virale.
Durante il periodo d’incubazione, della durata di 8-12 giorni, si verificano due fasi viremiche: la prima con disseminazione del virus al sistema reticolo-endoteliale e la seconda con disseminazione a tutti gli organi.
La seconda fase viremica corrisponde con l’inizio della fase prodromica, che dura circa 2-3 giorni. Dopo la fase prodromica, compare l’esantema (intorno al 14° giorno).
L’immunità cellulo-mediata è essenziale per il controllo dell’infezione e conferisce una protezione permanente. È responsabile, insieme al danno diretto provocato dalla replicazione virale, dell’esantema (nei soggetti con deficit dell’immunità cellulo-mediata, infatti, l’esantema può essere assente).
Il neonato da madre immunizzata è protetto per i primi mesi di vita dagli anticorpi materni; l’immunizzazione è minore e più breve se la madre è stata immunizzata con il vaccino e non con l’infezione.
Il virus del morbillo provoca, con meccanismi ancora non chiariti, una transitoria ma profonda depressione dell’immunità sia innata che acquisita.
Immagine esterna (fare click sull’immagine per il link)
Anatomia patologica
Il virus del morbillo induce un caratteristico effetto citopatico, con fusione cellulare e formazione di sincizi e di cellule giganti multinucleate, contenenti fino a 100 nuclei.
Nelle lesioni muco-cutanee sono presenti cellule epiteliali giganti multinucleate.
Gli organi linfoidi presentano marcata iperplasia follicolare, con grandi centri germinativi e cellule giganti mesenchimali multinucleate chiamate cellule di Wharthin-Finkeldey, con inclusioni eosinofile nucleari e citoplasmatiche.

These photomicrographs of a lung tissue specimen, reveal the histopathologic changes encountered in measles pneumonia: numerous leukocytes and multinucleated giant cells. Normal alveolar cytoarchitecture has been obliterated.
Centers for Disease Control and Prevention / Dr. Edwin P. Ewing, Jr.
Quadro clinico
L’infezione è quasi sempre sintomatica.
Si manifestano, nell’ordine:
- Fase prodromica (dopo 8-12 giorni dal contagio, in corrispondenza della seconda fase viremica) caratterizzata da:
- Febbre elevata
- Malessere generale, astenia, cefalea, anoressia
- Rinite, con rinorrea prima sierosa poi mucopurulenta
- Laringo-tracheite con tosse secca
- Congiuntivite
- Enantema (macchie mucose di Köplik): compare poco prima dell’esantema, con piccole macule irregolari, di colore bianco-grigiastro, circondate da un bordo eritematoso, asintomatiche, localizzate soprattutto in prossimità dell’apertura dei dotti di Stenone, sulla mucosa geniena in corrispondenza del primo e secondo molare superiore. Sono patognomoniche del morbillo (ma la loro assenza non esclude la diagnosi).
- Esantema maculo-papuloso: esordisce nella regione retroauricolare e al volto e, nei giorni successivi, diffonde in senso cranio-caudale al collo, al tronco e agli arti. Le lesioni sono inizialmente rotondeggianti e di colore rosa pallido, poi irregolari e di colore rosso scuro e possono confluire, soprattutto al volto, che appare edematoso. La risoluzione avviene in 5-6 giorni con desquamazione furfuracea.Â

Measles
Centers for Disease Control and Prevention / Rebecca Martin, PhD

Measles
Centers for Disease Control and Prevention, Public Health Image Library (https://phil.cdc.gov/Details.aspx?pid=1151), modificato da Medicascientia
Gli esami di laboratorio mostrano leucopenia.
Sono possibili alcune varianti cliniche di morbillo:
- Esantema emorragico (“morbillo neroâ€), soprattutto nei pazienti con deficit congeniti o acquisiti dell’immunità cellulo-mediata, defedati o malnutriti
- Morbillo atipico (soprattutti nei soggetti vaccinati con il vecchio vaccino a virus ucciso)
- Morbillo attenuato
- Polmonite a cellule giganti (vedere oltre) senza esantema
Complicanze del morbillo
Presentano un aumentato rischio di complicanze anche gravi:
- Soggetti con deficit congeniti o acquisiti dell’immunità cellulo-mediata
- Soggetti defedati e/o malnutriti
- Bambini di età inferiore ai 5 anni
- Adulti di età superiore ai 30
- Donne in gravidanza
Complicanze del morbillo
- Diarrea anche severa, con conseguente disidratazione
- Otite media (dovuta a sovrainfezione batterica)
- Polmonite: può essere dovuta al virus o a sovrainfezione batterica.
- Polmonite batterica (la più frequente): dovuta generalmente a S. aureus o S. pneumoniae
- Polmonite a cellule giganti (5% dei soggetti, soprattutto con deficit dell’immunità cellulo-mediata)
- Laringite stenosante (croup)
- Complicanze neurologiche (possono colpire anche soggetti immunocompetenti):
- Encefalite post-infettiva: complica lo 0,1-0,5% delle infezioni da morbillo che si verificano dopo i 2 anni di età . È una forma demielinizzante a patogenesi probabilmente immunomediata. Insorge entro 1-2 settimane dall’inizio dell’esantema con cefalea, alterazioni dello stato di coscienza, convulsioni, deficit motori e sensitivi e rigidità nucale fino al coma. La mortalità è del 15-20%. Il 30% dei sopravvissuti presenta sequele neurologiche.
- Encefalite da corpi inclusi (solo nei soggetti immunodepressi): insorge da 1 a 6 mesi dopo l’infezione acuta. La prognosi è infausta.
- Panencefalite sclerosante subacuta (PESS): complica lo 0,01-0,005% delle infezioni da morbillo che si verificano prima dei 2 anni di età . Insorge a distanza di anni dall’esantema. La patogenesi non è chiara (potrebbe essere coinvolta una variante del virus difettiva dal punto di vista replicativo). L’esordio è insidioso, con deterioramento cognitivo e alterazioni della personalità e del comportamento seguiti, nell’arco di alcuni mesi, da segni piramidali e extrapiramidali, atassia, mioclonie e coreoatetosi. Nelle fasi finali, il paziente è in stato semicomatoso, rigido, con segni di disfunzione autonomica (ipertermia, sudorazione, disturbi della pressione arteriosa e del ritmo cardiaco).
- Piastrinopenia autoimmune
- Epatite o aumento delle transaminasi
- Cheratocongiuntivite grave persistente, fino alla cecitÃ
- Riattivazione di una tubercolosi silente
Diagnosi
La diagnosi, nella maggior parte dei casi, è clinica.
Nei casi dubbi, si può ricorrere a:
- Sierologia (ELISA): le IgM compaiono entro 1-2 giorni dall’inizio dell’esantema, le IgG dopo circa 10 giorni. L’infezione è confermata dalla sieroconversione o da un aumento di 4 volte del titolo anticorpale tra il siero della fase acuta e quello della convalescenza.
- Aspirato nasofaringeo, tampone faringeo o sedimento urinario da sottoporre a:
- Esame microscopico (caratteristico effetto citopatico, con cellule giganti multinucleate)
- Immunofluorescenza diretta
- RT-PCR (ricerca dell’RNA virale)
In diagnosi differenziale rientrano soprattutto:
- Altri esantemi virali:
- Rosolia
- Infezione da parvovirus B19
- Esantema critico o sesta malattia
- Mononucleosi infettiva
- Infezioni batteriche:
- Sifilide secondaria
- Scarlattina
- Sindrome da shock tossico stafilococcica
- Sindrome da shock tossico streptococcica
- Leptospirosi
- Esantemi da farmaci
- Malattia di Kawasaki
Terapia e prognosi
La terapia è sintomatica.
L’assunzione di vitamina A diminuisce la mortalità correlata alle complicanze respiratorie e gastroenteriche e riduce il danno oculare in caso di cheratocongiuntivite.
Nel soggetto immunocompetente, la prognosi è generalmente buona.
Nelle forme gravi e complicate, polmonite e encefalite rappresentano la principale causa di morte.









