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Dermatofitosi - Medicascientia
Dermatologia e venereologia,  Malattie infettive

Dermatofitosi

dermatofitosi

Copyright © 2021 Yang et al. “Tinea Capitis by Microsporum canis in an Elderly Female with Extensive Dermatophyte Infection.” Mycopathologia, (CC BY 4.0)

Indice


Fonti, link esterni, immagini, libri e approfondimenti


Introduzione


Le dermatofitosi sono infezioni micotiche superficiali dovute a dermatofiti, funghi filamentosi in grado di parassitare i tessuti cheratinizzati (nell’uomo: strato corneo dell’epidermide, peli e unghie).

Vengono indicate con il termine latino “tinea“, seguito dall’indicazione della sede (“corporis”, “cruris”, “pedis”, etc.). Il termine “tigna” indica volgarmente la localizzazione al cuoio capelluto (tinea capitis). L’infezione da dermatofiti del genere Tricophyton viene chiamata anche “tricofizia”. 

Le dermatofitosi sono molto contagiose.

La trasmissione può verificarsi da uomo a uomo, dall’animale all’uomo o, raramente, dal terreno all’uomo. Il contagio avviene per contatto diretto (anche sessuale: la tinea cruris rientra tra le infezioni sessualmente trasmesse), indiretto (tramite oggetti contaminati: pettini, lenzuola, rasoi, ma anche poltrone) o per autoinoculazione.

L’infezione è il risultato dell’interazione tra le capacità patogene del micete e le difese dell’ospite. Favoriscono la patogenicità del fungo:

  • Clima caldo-umido
  • Scarsa igiene
  • Iperidrosi
  • Sovraffollamento (comunità di bambini o giovani adulti)
  • Macerazione della cute
  • Microabrasioni e traumatismi cutanei
  • Immunodepressione
  • Malattie metaboliche (es. diabete mellito)
  • Alterazione delle difese locali (es. compromissione vascolare)

Alcune professioni sono maggiormente a rischio di infezione: allevatori, veterinari, agricoltori, giardinieri, etc.
Un’altra categoria particolarmente a rischio di dermatofitosi è quella degli atleti, a causa dell’abbigliamento, della sudorazione intensa, della frequentazione di palestre e piscine, dei microtraumi e del contatto con altri atleti (come nella cosiddetta tinea gladiatorum).

Le dermatofitosi sono infezioni superficiali: il dermatofita non è in grado di superare lo strato corneo. Occasionalmente, in determinate condizioni, soprattutto nel paziente immunocompromesso, il microrganismo riesce a penetrare al di sotto dello strato granuloso e diffondere anche ad altri organi.  

In generale, le infezioni da antropofili inducono scarsa risposta infiammatoria e tendono a cronicizzare. Le infezioni da zoofili e geofili inducono spiccata risposta infiammatoria e hanno decorso perlopiù acuto.

In Italia le dermatofitosi rientrano nella classe di notifica IV (alla segnalazione del singolo caso da parte del medico deve seguire la segnalazione dell’unità sanitaria locale solo quando si verificano focolai epidemici).

Diagnosi


Dermatofiti, diagnosi

A) Taking a scalp sample with cytobrush technique in an asymptomatic carrier patient, B) hyphae on direct examination (KOH 10%, 40X), C) culture of T. tonsurans (Sabouraud dextrose agar, 15 days), D) micromorphology of T. tonsurans with a predominance of microaleurioconidia arranged in a “cross of Lorraine” (Cotton blue, X40)

Copyright © 2020 Bonifaz et al. “Tinea gladiatorum due to Trichophyton tonsurans in a school wrestling team in Mexico: A case series”. Current Medical Mycology. Published by Mazandaran University of Medical Sciences on behalf of Iranian Society of Medical Mycology and Invasive Fungi Research Center. (CC BY 4.0)

Nei casi conclamati, la diagnosi di dermatofitosi è clinica.

All’anamnesi è importante indagare in particolare possibili esposizioni professionali o ambientali, terapie farmacologiche in atto o effettuate negli ultimi mesi, patologie dermatologiche, precedenti dermatofitosi, immunodepressione, diabete mellito, etc.

La luce di Wood può essere utile per escludere altre patologie, come l’eritrasma (fluorescenza rosso corallo) o la pitiriasi versicolor (debole fluorescenza giallastra). La tinea microsporica mostra una tipica fluorescenza verdastra.

La conferma diagnostica e l’identificazione del microrganismo richiedono l’esame microscopico diretto e l’esame colturale, che possono essere effettuati su:

  • Squame prelevate con nastro adesivo trasparente o scarificazione dalla periferia della lesione (dove l’infezione è più attiva)
  • Capelli al margine della chiazza alopecica raccolti con pinze
  • Pus (in caso di kerion)
  • Tetto delle vescicole, quando presenti
  • Frammenti ungueali (nelle forme subungueali il prelievo non è facile, soprattutto perché è importante poter visualizzare la zona di passaggio tra area sana e area affetta e per l’elevata frequenza di funghi filamentosi saprofiti)

È necessario che il paziente non abbia effettuato terapia antifungina locale.

Nelle forme croniche da dermatofiti antropofili Ã¨ necessario raccogliere più materiale perché le ife sono più scarse.

Squame, capelli e unghie vengono chiarificati con una soluzione di KOH (idrossido di potassio), che dissolve la cheratina. Alla soluzione possono essere aggiunti coloranti (blu-Parker, cotton-blu, blu di toluidina) o fluorocromi (in quest’ultimo caso è necessario il microscopio a fluorescenza) per una migliore visualizzazione delle ife e degli artroconidi. La sensibilità dell’esame varia in base alla specie, alla sede e all’operatore.

Dermatofiti, idrossido di potassio (KOH)

Direct 20 % KOH preparation of the skin scrapings (40X) showing thin hyaline septate hyphae characteristic of dermatophytes (arrowhead)

Copyright © 2019 Vanam et al. https://doi.org/10.1099/acmi.0.000022, Access microbiology, CC BY

L’esame colturale consente di confermare la diagnosi e di identificare la specie (per approfondimenti, vedere anche Microbiologia, Dermatofiti).

M.canis (terreno di Sabouraud Destrosio Agar, SDA)

Gross morphology of M.canis on Sabouraud dextrose agar cultured after 10-day incubation at 28 Â°C. The cottony colony is white from the front and orange from the reverse.

Copyright © 2021 Yang et al. “Tinea Capitis by Microsporum canis in an Elderly Female with Extensive Dermatophyte Infection.” Mycopathologia, (CC BY 4.0)

Trichophyton e Microsporum

Microscopic characteristics of Trichophyton spp. (c) and Microsporum spp. (d)

Copyright © 2022 Chang et al. https://doi.org/10.3390/jof8060627, Journal of Fungi. Licensee MDPI, Basel, Switzerland. (CC BY 4.0)

Terapia


La terapia può essere topica (miconazolo, isoconazolo, ciclopirox, shampoo al solfuro di selenio, etc.) o sistemica (griseofulvina, terbinafina, itraconazolo o fluconazolo).

Nelle forme cutanee superficiali e localizzate è generalmente sufficiente la terapia topica.
Nelle forme particolarmente estese e/o profonde o con interessamento degli annessi (tinea capitis, tinea unguium), alla terapia topica viene associata la terapia sistemica.

L’impiego errato di cortisonici determina l’estensione e l’aggravamento delle lesioni, che divengono persistenti e possono simulare numerose altre patologie dermatologiche (es. psoriasi, rosacea, granuloma facciale), rendendo la diagnosi particolarmente difficile (tinea incognita).

Classificazione delle dermatofitosi


Tinea corporis

Tinea corporis (ringworm) da Trichophyton mentagrophytes

A close-up view of tinea corporis (ringworm) caused by Trichophyton mentagrophytes.

Copyright © 2022 Microbiology (https://openstax.org/books/microbiology/pages/21-4-mycoses-of-the-skin), produced by OpenStax, licensed under a (CC BY 4.0), modification of work by Centers for Disease Control and Prevention

La tinea corporis è una dermatofitosi che interessa la cute glabra (ad esclusione delle regioni palmo-plantari e inguino-crurale).

È molto contagiosa. La trasmissione può avvenire da uomo a uomo per contatto diretto o indiretto o dall’animale all’uomo.

I dermatofiti più frequentemente coinvolti sono, in ordine decrescente: T. rubrum (≈ 50% dei casi), T. tonsurans e M. canis.

Colpisce soprattutto in età infantile.

Si presenta con chiazze eritemato-desquamative con bordo netto, rilevato e vescicoloso che tendono ad aumentare di dimensioni. La risoluzione centrale fa assumere alla lesione aspetto ad anello (da cui il termine “ringworm”); la ripresa del processo infettivo al centro determina la comparsa di lesioni a bersaglio. La confluenza di più lesioni configura vaste aree figurate a contorni policiclici.
È generalmente presente prurito.

Tinea corporis

Tinea corporis: annular lesion with raised borders, slight scaling, and mild erythema.

Courtesy of Prof. J. C. Szepietowski. Copyright © 2022 Zalewski et al. Tinea Gladiatorum: Epidemiology, Clinical Aspects, and Management. Journal of Clinical Medicine. Licensee MDPI, Basel, Switzerland. (CC BY 4.0)

Tinea corporis

Tinea corporis

Copyright © 2020 Bonifaz et al. “Tinea gladiatorum due to Trichophyton tonsurans in a school wrestling team in Mexico: A case series.” Current Medical Mycology. Published by Mazandaran University of Medical Sciences on behalf of Iranian Society of Medical Mycology and Invasive Fungi Research Center. (CC BY 4.0)

Tinea corporis da Microsporum canis

Tinea corporis due to Microsporum canis

Copyright © 2017 Pasquetti et al. https://doi.org/10.3390/vetsci4030046, Licensee MDPI, Basel, Switzerland. (CC BY 4.0)

Tinea corporis

Tinea corporis

Copyright © 2012 Achterman & White, “A Foot in the Door for Dermatophyte Research”. PLoS Pathogens, CC BY

Tinea corporis

Tinea corporis

Copyright © 2020 Nenoff et al. https://doi.org/10.3390/jof6040207, Journal of fungi. Licensee MDPI, Basel, Switzerland. (CC BY 4.0)

L’esame microscopico diretto di materiale proveniente dalle lesioni dopo preparazione con KOH permette di rilevare la presenza del micete, che può essere tipizzato mediante l’esame colturale.

La diagnosi differenziale si pone principalmente con:

La terapia della tinea corporis è principalmente topica (miconazolo, itraconazolo, etc.).

Tinea imbricata

La tinea imbricata è una rara variante di tinea corporis dovuta a T. concentricum.

È endemica in Polinesia, Oceania, America centro-meridionale ed Asia sud-orientale.

È caratterizzata da molteplici lesioni concentriche a bersaglio e confluenti, finemente desquamanti, distribuite su tronco e arti.

Si ipotizza una predisposizione ereditaria dovuta ad un gene autosomico recessivo.

Tinea imbricata

Tinea imbricata

Copyright © 2015 Mason, Daniel, and Michael Marks. “Bakua: tinea imbricata in the solomon islands.” The American journal of tropical medicine and hygiene, courtesy ofThe American Society of Tropical Medicine and Hygiene. (CC BY 4.0)

Granuloma tricofitico di Majocchi

Il granuloma tricofitico di Majocchi è un’infezione da dermatofiti più profonda rispetto alla tinea, con evoluzione di tipo granulomatoso.

È raro.

È causato nella maggior parte dei casi da T. rubrum.

Colpisce soprattutto lo scalpo e gli arti inferiori, in particolare in seguito a depilazione, traumatismi cutanei e/o applicazione di corticosteroidi topici su una tinea non diagnosticata. I soggetti immunodepressi possono sviluppare una forma diffusa.

Nella fase iniziale, il dermatofita si approfonda nell’unità pilo-sebacea e, in seguito alla rottura della parete follicolare, dissemina nel derma. In questa fase si formano chiazze eritemato-desquamative sormontate da lesioni papulo–pustolose che tendono ad aumentare di numero. Se il fungo invade il sottocute, si sviluppano lesioni nodulari, isolate o raggruppate, ricoperte da cute alopecica e di colore rosso-violaceo. Nei soggetti immunodepressi, è possibile osservare confluenza e rammollimento dei granulomi, necrosi, ulcerazioni, formazione di tragitti fistolosi e disseminazione a vari organi.

Granuloma tricofitico di Majocchi

Majocchi’s granuloma

Copyright © 2011 Kurian, Anil, and Richard M Haber. “Tinea corporis gladiatorum presenting as a majocchi granuloma.” ISRN dermatology. CC BY

Granuloma tricofitico di Majocchi

Majocchi’s granuloma
(A) Majocchi granuloma characterized by erythematous nodules on the forearm.
(B) Microphotography of a PAS-stained slide shows a vellus hair with adjacent mixed inflammatory infiltrate, epithelium spongiosis, exocytosis of neutrophils, and hyphae surrounding the hair shaft.
(C) Closer view of the vellus hair showing septate hyphae within the follicular canal.

Copyright © 2021 Castellanos et al. “Unusual Inflammatory Tinea Infections: Majocchi’s Granuloma and Deep/Systemic Dermatophytosis.” Journal of Fungi. Licensee MDPI, Basel, Switzerland. (CC BY 4.0)

La diagnosi differenziale comprende:

Il trattamento si basa su antimicotici orali (es. terbinafina).

Tinea cruris

Tinea cruris

Tinea cruris

Copyright © 2012 Achterman & White, “A Foot in the Door for Dermatophyte Research”. PLoS Pathogens, CC BY

La tinea cruris è una dermatofitosi a localizzazione inguino-crurale dovuta soprattutto a T. rubrum.

È più frequente nel sesso maschile e nell’età adulta.

È molto contagiosa.

Viene trasmessa per contatto diretto (soprattutto mediante rapporti sessuali: la tinea cruris rientra infatti tra le infezioni sessualmente trasmesse). Può anche essere secondaria ad autoinoculazione, per es. da una tinea pedis.

Si presenta con una chiazza eritemato-desquamativa pruriginosa a sede inguino-crurale, monolaterale o bilaterale, che si estende in senso centrifugo alla radice della coscia, al perineo e ai glutei. La lesione presenta bordi netti, rilevati e, talvolta, vescicolosi e progressiva risoluzione centrale.
È presente prurito.

Tinea cruris

Tinea cruris

Copyright © 2020 Nenoff et al. https://doi.org/10.3390/jof6040207, Journal of fungi. Licensee MDPI, Basel, Switzerland. (CC BY 4.0)

L’esame microscopico diretto di materiale proveniente dalle lesioni dopo preparazione con KOH permette di rilevare la presenza del micete, che può essere tipizzato mediante l’esame colturale.

La diagnosi differenziale si pone principalmente con:

La terapia topica è generalmente sufficiente.

Tinea pedis

La tinea pedis è l’infezione dermatofitica del piede.

È la dermatofitosi più frequente ed è molto diffusa, soprattutto tra gli atleti.

È dovuta nella maggior parte dei casi a T. rubrum o T. mentagrophytes var. interdigitalis.

Sono fattori favorenti:

  • Onicomicosi
  • Calzature non traspiranti
  • Iperidrosi plantare
  • Frequentazione di piscine, docce comuni, etc.

La terapia si basa sulla correzione dei fattori favorenti e sull’applicazione di azoli topici. Si ricorre alla terapia orale (es. terbinafina, itraconazolo) solo nelle forme infiammatorie, ipercheratosiche, particolarmente estese, associate a interessamento ungueale e/o non rispondenti alla terapia topica.

È possibile distinguere tre forme di tinea pedis:

Tinea pedis interdigitale

La tinea pedis interdigitale è la forma più comune, con desquamazione interdigitale e subdigitale pruriginosa che inizia generalmente nel 3° e 4° spazio interdigitale.

Interdigital tinea pedis affecting the space between the third and fourth digits

Photograph kindly provided by Dr. Stuart Leicht, Division of Dermatology, East Tennessee State University. Copyright © 2004 Al Hasan et al. “Dermatology for the practicing allergist: Tinea pedis and its complications.” Clinical and molecular allergy. Licensee BioMed Central Ltd. (CC BY 2.0)

Tinea pedis interdigitale

Tinea pedis (ringworm of the foot) caused by T. rubrum. Note the dry, scaly, cracked skin of the sole and toes.

Centers for Disease Control and Prevention / Dr. Lucille K. Georg, Public Health Image Library (https://phil.cdc.gov/Details.aspx?pid=16659)

Tinea pedis ipercheratosica cronica

La tinea pedis ipercheratosica cronica, chiamata anche “piede a mocassino”, è dovuta soprattutto a T. rubrum.

Si presenta con lesioni eritematose e ipercheratosiche della superficie plantare, debordanti ai lati, a margini netti con la cute sana. Caratteristica è la desquamazione lamellare di tipo furfuraceo.

Ha andamento cronico.

In diagnosi differenziale rientrano soprattutto:

Tinea pedis ipercheratosica cronica o “piede a mocassino”

Bilateral moccasin type tinea pedis

Copyright © 2004 Al Hasan et al. “Dermatology for the practicing allergist: Tinea pedis and its complications.” Clinical and molecular allergy. Licensee BioMed Central Ltd. (CC BY 2.0)

Tinea pedis vescicolo-bollosa

La tinea pedis vescicolo-bollosa è dovuta soprattutto a T. mentagrophytes var. interdigitalis.

Interessa la regione plantare con lesioni vescicolo–bollose a contenuto sieroso o siero-purulento, che danno luogo a erosioni o squame. Sono presenti prurito e dolore.

Ha andamento acuto.

In diagnosi differenziale rientrano soprattutto:

Tinea pedis vescicolo-bollosa

Vesiculobullous type tinea pedis
Pustules and vesicles on the instep and plantar surfaces of the feet. Bacterial infection should be ruled out by microscopy or culture.

Photograph provided by Dr. Stuart Leicht, Division of Dermatology, East Tennessee State University. Copyright © 2004 Al Hasan et al. “Dermatology for the practicing allergist: Tinea pedis and its complications.” Clinical and molecular allergy. Licensee BioMed Central Ltd. (CC BY 2.0)

Tinea manuum

La tinea manuum è una dermatofitosi che interessa le regioni palmari e la superficie flessoria delle dita.

È possibile distinguerne due forme:

  • Ad andamento cronico, caratterizzata da lesioni desquamative o ipercheratosiche. È dovuta nella maggior parte dei casi a T. rubrum. Spesso è secondaria ad autoinoculazione da una tinea pedis.
Tinea manuum

Tinea manuum

Copyright © 2012 Martin Drahansky et al. “Influence of skin diseases on fingerprint recognition.” Journal of biomedicine & biotechnology. CC BY

Tinea manuum

Ringworm infection involving the palmar surface of the fingers and palm, due to the dermatophytic fungal organism T. rubrum.

Centre for Disease Prevention and Control / Dr. Lucille K. Georg; Dr. Libero Ajello, Public Health Image Library (https://phil.cdc.gov/Details.aspx?pid=16982)

Immagine esterna (fare click sull’immagine per il link)

In diagnosi differenziale rientrano soprattutto:

La terapia è principalmente topica; nelle forme ipercheratosiche può rendersi necessaria la terapia sistemica.

Tinea faciei

La tinea faciei è una dermatofitosi che interessa il volto.

Nella maggior parte dei casi è dovuta a T. tonsurans, T. mentagrophytes, T. rubrum o M. canis.

Colpisce soprattutto bambini e giovani adulti.
La trasmissione può avvenire dall’uomo o dall’animale; talvolta è secondaria ad autoinoculazione da una tinea capitis.

Può presentarsi in alcune varianti, di cui le principali sono: classica (con lesioni simili alla tinea corporis), pernio-like e rosacea-like.

Tinea faciei

Tinea faciei: annular plaque with erythema covered with scales and crusts on the right face.

Copyright © 2020 Tan et al. https://doi.org/10.1186/s12879-020-4897-z, BMC infectious diseases. (CC BY 4.0)

Tinea faciei

Tinea faciei

Copyright © 2020 Nenoff et al. https://doi.org/10.3390/jof6040207, Journal of fungi. Licensee MDPI, Basel, Switzerland. (CC BY 4.0)

L’esame microscopico diretto di materiale proveniente dalle lesioni dopo preparazione con KOH permette di rilevare la presenza del micete, che può essere tipizzato mediante l’esame colturale.

La diagnosi differenziale deve tener conto di:

La terapia è topica (es. ciclopirox, terbinafina, azoli).

Tinea capitis

La tinea capitis è l’infezione dermatofitica del cuoio capelluto.

In base al comportamento del dermatofita nel capello, è possibile distinguere tre forme di parassitismo:

  • Ectothrix: il micete penetra nel bulbo, perfora nuovamente le lamelle della cuticola e prolifera intorno al pelo; si osservano quindi artroconidi all’esterno del fusto. Sono di questo tipo la tinea microsporica e il kerion; nella prima i capelli risultano spezzati a 3-4 mm dall’origine, nel secondo la spiccata risposta infiammatoria induce la precoce espulsione del pelo.
  • Endothrix: il micete prolifera all’interno del pelo, dove si osservano gli artroconidi. Il fusto, gravemente danneggiato, risulta spezzato allo sbocco follicolare; si parla per questo motivo di “black dot tinea”. È l’aspetto tipico della tinea tricofitica.
  • Tipo favico: il micete invade l’infundibolo del follicolo e produce ife che si addensano intorno al capello (visibili macroscopicamente). È l’aspetto tipico della tinea favosa.  

Il trattamento della tinea capitis prevede antimicotici per os (griseofulvina, terbinafina, itraconazolo o fluconazolo), imidazoli topici e shampoo al solfuro di selenio.

Tinea capitis superficiale

Quella superficiale è la forma di tinea capitis più frequente.
Colpisce principalmente i bambini ed è molto rara in età postpuberale.

È altamente contagiosa. Si trasmette per contatto diretto o indirettamente attraverso pettini, spazzole e copricapi.

Può associarsi alla tinea corporis o tinea faciei.

È dovuta a dermatofiti del genere:

La tricodermoscopia mostra:

  • Capelli a virgola (comma hair) e a zig-zag in entrambe le forme
  • Capelli a cavaturaccioli (corscrew hair) soprattutto nei soggetti con capelli ricci o crespi
  • Black dots nell’infezione endothrix
Tinea capitis: capelli a cavaturaccioli (dermoscopia)

Tinea capitis: corkscrew hairs (white arrows, original magnification ×40).

Copyright © 2020 Xiao et al. “Tinea capitis: dermoscopy and calcium fluorescent microscopy as highly efficient and precise diagnostic tools.” Anais brasileiros de dermatologia, Sociedade Brasileira de Dermatologia. Published by Elsevier España, S.L.U. (CC BY 4.0)

Tinea capitis, capelli a virgola (dermatoscopia)

Diffuse comma hair in a patients affected by tinea capitis.

Copyright © 2019 Piccolo – Update on Dermoscopy and Infectious Skin Diseases. Dermatology practical & conceptual (https://doi.org/10.5826/dpc.1001a03). CC BY

Tinea capitis, dermatoscopia

Tinea capitis showing different findings including comma hair, hair casts, dystrophic hairs, and zig-zag hair.

Copyright © 2019 Piccolo – Update on Dermoscopy and Infectious Skin Diseases. Dermatology practical & conceptual (https://doi.org/10.5826/dpc.1001a03). CC BY

La tinea microsporica mostra una tipica fluorescenza verdastra alla luce di Wood.

La diagnosi clinica va confermata con l’esame microscopico diretto dei capelli e delle squame preparati a fresco con KOH.
Quando necessario, si può eseguire l’esame colturale (terreno di Sabouraud Destrosio Agar, SDA).

La diagnosi differenziale deve tener conto di:

Tinea capitis microsporica

La tinea microsporica è dovuta a dermatofiti del genere Microsporum (nell’80% dei casi M. canis).

È la forma di tinea capitis più diffusa in tutto il mondo, soprattutto in Europa.  

È molto contagiosa.

Si manifesta con una chiazza alopecica di forma rotondeggiante, di dimensioni anche notevoli (alcuni centimetri di diametro), a limiti netti, con superficie lievemente desquamante (grey patch tinea). L’infiammazione è assente o molto modesta. I capelli risultano spezzati a 3-4 mm dall’origine.

La luce di Wood mostra una tipica fluorescenza verdastra.

All’esame microscopico diretto, il pelo appare parassitato dall’esterno (ectothrix).

La tinea microsporica solitamente guarisce alla pubertà senza sequele.

Tinea capitis microsporica

Gray-patch tinea capitis

Copyright © 2011 Carod et al. “Outbreak of Tinea capitis and corporis in a primary school in Antananarivo, Madagascar.” Journal of infection in developing countries. CC BY

Tinea capitis microsporica

Tinea Capitis by Microsporum canis: broken hair with bright-green fluorescence under the Wood’s light illumination.

Copyright © 2021 Yang et al. “Tinea Capitis by Microsporum canis in an Elderly Female with Extensive Dermatophyte Infection.” Mycopathologia, (CC BY 4.0)

Tinea Capitis by Microsporum canis

Copyright © 2018 Aqil et al. “A prospective study of tinea capitis in children: making the diagnosis easier with a dermoscope.” Journal of medical case reports. (CC BY 4.0)

Tinea capitis microsporica

Tinea Capitis by Microsporum canis
a, b Ectothrix hyphae and spores revealed in the direct KOH examination and fluorescence stain. 
c, d Gross morphology of M.canis on Sabouraud dextrose agar cultured from the hair of both the patient and the cat (after 10-day incubation at 28 Â°C). The cottony colony is white from the front and orange from the reverse. 
e Microscopic examination (× 40) showing septate hyphae and typical macroconidia of M.canis

Copyright © 2021 Yang et al. “Tinea Capitis by Microsporum canis in an Elderly Female with Extensive Dermatophyte Infection.” Mycopathologia, (CC BY 4.0)

Immagine esterna (fare click sull’immagine per il link)

Tinea capitis tricofitica

Quella tricofitica, dovuta ad alcuni dermatofiti del genere Tricophyton (soprattutto T. tonsurans), è la forma di tinea capitis più frequente negli USA.

Si presenta con chiazze alopeciche multiple di piccole dimensioni (inferiori al centimetro), a limiti indistinti, con segni infiammatori evidenti.

Il fusto appare colonizzato dall’interno (endotrix) e i capelli spezzati allo sbocco follicolare (black dot tinea).

La fluorescenza alla luce di Wood è assente.

La guarigione in età puberale è meno frequente.

Tinea capitis due to T. tonsurans

Copyright © 2011 Kurian, Anil, and Richard M Haber. “Tinea corporis gladiatorum presenting as a majocchi granuloma.” ISRN dermatology. CC BY

Tinea due to Trichophyton violaceum, dermoscopic image. The orange arrowheads are pointing for scales and follicular keratosis, the yellow ones for broken hairs, the blue ones for bent hairs.

Copyright © 2018 Aqil et al. “A prospective study of tinea capitis in children: making the diagnosis easier with a dermoscope.” Journal of medical case reports. (CC BY 4.0)

Tinea capitis caused by Trichophyton tonsurans
(A) KOH examination of hair shaft presented a positive endothrix result. (B) Dermoscopic examination revealed comma hair sign and large amount of corkscrew hair.

Copyright © 2015 Sombatmaithai et al. https://doi.org/10.5826/dpc.0502a27, Dermatology practical & conceptual. CC BY

Immagine esterna (fare click sull’immagine per il link)

Tinea capitis favosa

La tinea capitis favosa è dovuta a Tricophyton schoenleinii.  

È molto rara in Italia ma endemica in alcune aree del mondo (Medio Oriente, Cina e Africa).

Il micete invade l’infundibolo del follicolo e produce ife che si addensano intorno al capello. Il micete invade anche il bulbo pilifero (provocando alopecia cicatriziale). 

La tinea favosa esordisce con chiazze eritematose perifollicolari che si trasformano in ammassi di croste giallastre (dall’odore caratteristico), formate da miceti e detriti cellulari, che possono fondersi a formare ampie concrezioni aderenti (scutulo favoso). La rimozione dello scutulo lascia una superficie erosa e sanguinante.

Se non trattata, l’infezione determina alopecia cicatriziale.

Tinea capitis favosa

Tinea favosa

Copyright © 2015 Khalid Lahmadi, Mohamed Elhaouri. “Teigne favique traitée par la terbinafine chez un enfant de 11 ans”. The Pan African Medical Journal, CC BY

Tinea capitis favosa

Favus
Note the thinning of the hair, and crusts upon the scalp, also known as scutulae, in the area of the infection. This cutaneous illness was caused by the dermatophytic fungal organism, Trichophyton schoenleinii.

Centre for Disease Prevention and Control / Dr. Libero Ajello, Public Health Image Library (https://phil.cdc.gov/Details.aspx?pid=16236)

Tinea capitis profonda suppurativa (kerion Celsi)

La tinea capitis profonda suppurativa, o kerion (Celsi), è dovuta principalmente a zoofili (M. canis, T. mentagrophytes var. mentagrophytes, etc.) e geofili (M. gypseum).

Si manifesta con una lesione rotondeggiante, rilevata, edematosa, di consistenza pastosa, alopecica e dolente, sulla cui superficie sono presenti piccole pustole raggruppate, comunicanti attraverso tragitti fistolosi dai quali fuoriesce materiale purulento che si rapprende in croste inglobando i capelli.

Possono essere presenti linfoadenopatia regionale e/o segni e sintomi sistemici (febbre, malessere generale, etc.).

Se la terapia non è tempestiva, residua una chiazza alopecica.

Tinea capitis profonda suppurativa (kerion Celsi)

Kerion due to Trichophyton mentagrophytes

Centre for Disease Prevention and Control / Dr. Lucille K. Georg. Public Health Image Library (https://phil.cdc.gov/Details.aspx?pid=22272)

Tinea capitis profonda suppurativa (kerion Celsi)

Kerion Celsi by Trichophyton mentagrophytes

Copyright © 2020 Burstein et al. “Skin Immunity to Dermatophytes: From Experimental Infection Models to Human Disease.” Frontiers in immunology (CC BY)

Tinea capitis profonda suppurativa (kerion Celsi)

Kerion

Copyright © 2017 Xu et al. “A Practical Approach to the Diagnosis and Management of Hair Loss in Children and Adolescents.” Frontiers in medicine (CC BY)

Immagine esterna (fare click sull’immagine per il link)

Tinea barbae

La tinea barbae è l’infezione dermatofitica della regione della barba.

È abbastanza rara.

È dovuta principalmente a zoofili (soprattutto T. mentagrophytes var. mentagrophytes e T. verrucosum) e geofili e colpisce prevalentemente allevatori e agricoltori.

Può presentarsi in forma superficiale (con lesioni eritemato-desquamative pruriginose) o in forma profonda suppurativa (tipo kerion).

Tinea barbae

Tinea barbae profunda caused by Trichophyton rubrum

Copyright © 2021 Vazheva, Gergana, and Liliya Zisova. “Tinea barbae profunda caused by Trichophyton rubrum – an autoinoculation from a primary Tinea pedis.” Folia medica. (CC BY 4.0)

Se trascurata, può determinare alopecia cicatriziale.

Il trattamento è sistemico, con griseofulvina, terbinafina, ketoconazolo o itraconazolo.

Tinea unguium

La tinea unguium è l’infezione dermatofitica della lamina ungueale.

È molto diffusa. Colpisce con maggiore frequenza l’età adulta-avanzata e le unghie dei piedi.

È dovuta nella maggior parte dei casi a dermatofiti antropofili, come Trichophyton rubrum e T. mentagrophytes var. interdigitale.

Inizialmente si osserva l’interessamento di 1-2 unghie (solitamente alluce e 2° dito); nel corso di mesi o anni, in assenza di terapia, è possibile il coinvolgimento delle unghie di tutte le dita.

Generalmente l’unghia viene invasa a partire dalla parte distale, che si presenta ispessita e di colore variabile dal bianco al giallo-bruno (talvolta il colore vira al verdastro per la sovrainfezione batterica da Pseudomonas aeruginosa). Il micete tende a progredire quindi in direzione prossimale, provocando ispessimento, scollamento e sfaldamento (onicolisi) della lamina ungueale.
Nell’immunodepresso, l’invasione dell’unghia può iniziare dalla plica ungueale prossimale.

Infezioni delle unghie: tinea unguium

Tinea unguium

Copyright © 2020 Lux et al. “Inactivation of Dermatophytes Causing Onychomycosis and Its Therapy Using Non-Thermal Plasma.” Journal of Fungi. Licensee MDPI, Basel, Switzerland. CC BY 4.0

Tinea unguium

Tinea unguium

Copyright © 2009 Arroll, Bruce, and Amanda Oakley. “Preventing long term relapsing tinea unguium with topical anti-fungal cream: a case report.” Cases journal. Licensee BioMed Central Ltd. CC BY 2.0

Tinea unguium

Tinea unguium caused by Trichophyton rubrum

Centre for Disease Prevention and Control / Dr. Edwin P. Ewing, Jr. Public Health Image Library (https://phil.cdc.gov/Details.aspx?pid=579)

La conferma diagnostica e l’identificazione del microrganismo richiedono l’esame microscopico diretto (dopo chiarificazione con idrossido di potassio) e l’esame colturale, da effettuare su frammenti ungueali (nelle forme subungueali il prelievo non è facile, soprattutto perché è importante poter visualizzare la zona di passaggio tra area sana e area affetta e per l’elevata frequenza di funghi filamentosi saprofiti).

Tinea unguium

Tinea unguium caused by Trichophyton spp.(A); nail scrapings cleared with KOH plus Parker’s blue–black permanent ink, observed by direct microscopy (B)

Copyright © 2018 Veiga et al. “Propolis Extract for Onychomycosis Topical Treatment: From Bench to Clinic.” Frontiers in Microbiology (CC BY)

La diagnosi differenziale va posta principalmente con:

Il trattamento prevede:

  • Terapia topica nelle forme subungueali distali di lieve entità (con coinvolgimento di < 50% della lamina ungueale):
    • Amorolfina 5% (1-2 volte alla settimana fino a guarigione), miconazolo tintura o tioconazolo soluzione
  • Terapia topica + terapia sistemica nelle forme severe, prossimali, con interessamento di molte dita, di > 50% della lamina e/o della matrice ungueale:
    • Terbinafina per os (250 mg/die per 6 settimane per le unghie delle mani e per 12 settimane per le unghie dei piedi)
    • Itraconazolo per os (200 mg/die) 

In caso di fallimento anche della terapia orale, si rende necessaria la rimozione della lamina ungueale e la somministrazione di terbinafina per os (250 mg/die per 3-6 mesi, fino alla ricrescita dell’unghia).

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