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Sclerosi sistemica - Medicascientia
Reumatologia

Sclerosi sistemica

È possibile distinguere alcune forme di sclerodermia*:

  • Sclerosi sistemica:
    • Sclerosi sistemica cutanea diffusa (dcSSc)
    • Sclerosi sistemica cutanea limitata (lcSSc) e sindrome CREST**
    • Sclerosi sistemica sine scleroderma
  • Sclerodermie localizzate:
    • Morfea (a chiazze, guttata, generalizzata)
    • Sclerodermia lineare

Nb. * L’utilizzo, molto comune, del termine “sclerodermia” come sinonimo di sclerosi sistemica non è del tutto corretto.
** “Sindrome CREST”, in passato utilizzato con sinonimo di sclerosi sistemica limitata, viene utilizzato per indicare un subset di pazienti con alcune caratteristiche specifiche. Il termine, tuttavia, andrebbe utilizzato il meno possibile per non creare confusione.

Sclerosi sistemica

Systemic Sclerosis: puffy fingers, sclerodactyly and skin hyperpigmentation; abnormal nailfold capillaries; nonspecific interstitial pneumonia (HRCT).

Copyright © 2022 Chandra, Arjun, and Bashar Kahaleh. Cureus. CC BY

Indice


Fonti, link esterni, immagini, libri e approfondimenti


Introduzione


La sclerosi sistemica è una malattia autoimmune multisistemica ad etiologia sconosciuta caratterizzata da microangiopatia e fibrosi progressiva a carico di cute e vari organi interni.

La malattia colpisce prevalentemente donne (rapporto F:M da 3:1 a 14:1) con un picco tra i 35 e i 50 anni.

È rara. Incidenza e prevalenza sono molto variabili nelle diverse aree geografiche, nelle diverse etnie e in base ai criteri utilizzati. Sono riportati valori compresi rispettivamente tra 0,3 e 2 nuovi casi ogni 100.000 abitanti/anno (incidenza) e tra 1 e 50 casi ogni 100.000 abitanti (prevalenza). I valori più elevati si riscontrano nei Nativi Americani e negli Afroamericani, che presentano anche un rischio aumentato di forme severe. La sclerosi sistemica è invece molto rara negli Asiatici.

In Europa è presente un gradiente Nord-Sud, con un numero maggiore di casi nell’Europa meridionale.

La prevalenza generale è attualmente in aumento, grazie al miglioramento della sopravvivenza (soprattutto per quanto riguarda le crisi renali sclerodermiche).

La sclerosi sistemica si associa frequentemente ad altre patologie a patogenesi autoimmune (sono possibili anche sindromi overlap):

Etiopatogenesi


Sclerosi sistemica, etiopatogenesi

Simplified schematic representation of the complex interplay between inflammation, vasculopathy, and fibrosis in SSc. Abbreviations: Th1 = T helper type 1 cells; DAMPs = damage-associated molecular patterns; T = T lymphocyte; B = B lymphocyte; MΦ = macrophage.

Copyright © 2022 Papadimitriou et al. “Therapeutic Options for Systemic Sclerosis: Current and Future Perspectives in Tackling Immune-Mediated Fibrosis.” Biomedicines. Licensee MDPI, Basel, Switzerland. CC BY 4.0

L’etiopatogenesi della sclerosi sistemica non è ancora stata chiarita.

Fattori genetici

La concordanza tra gemelli monozigoti è bassa (5%) e solo l’1% circa dei soggetti affetti presenta un parente di primo grado con sclerosi sistemica. Per quanto riguarda invece gli anticorpi anti-nucleo (ANA), la concordanza tra gemelli monozigoti e eterozigoti è rispettivamente del 90% e del 40%. Il 35% dei soggetti con sclerosi sistemica presenta un parente di primo grado con una malattia autoimmune (soprattutto tiroidite autoimmune, artrite reumatoide e lupus eritematoso sistemico).

Studi di genome-wide association (GWAS) hanno evidenziato alcuni HLA, soprattutto di classe II, associati ad un aumentato rischio di sviluppare la malattia.

Anche polimorfismi a singolo nucleotide (single nucleotide polymorphism, SNPs) a carico di numerosi geni non HLA predispongono allo sviluppo della sclerosi sistemica:

  • STAT4 (cromosoma 2): codifica per un fattore di trascrizione della famiglia STAT coinvolto nel differenziamento dei linfociti T CD4+ naïve verso la sottopopolazione TH1.
  • IRF5 (cromosoma 7): codifica per il fattore di regolazione dell’interferone 5, un fattore di trascrizione coinvolto nel pathway dell’IFN di tipo 1 e di altre citochine proinfiammatorie, come IL-12, IL-6 e TNF.
  • PTPN22 (cromosoma 1): codifica per una proteina tirosin fosfatasi (Protein Tyrosine Phosphatase Non-Receptor Type 22) implicata nella trasduzione del segnale dei recettori dei linfociti T e B.
  • BANK1 (cromosoma 4): codifica per la proteina Bank (B-cell scaffold protein with ankyrin repeats 1), coinvolta nell’attivazione delle cellule B.
  • BLK (cromosoma 8): codifica per Blk, una tirosin-chinasi della famiglia Src coinvolta nella trasduzione del segnale nei linfociti B attivati.
  • NLRP1 / CARD1 / NALP1 (cromosoma 17): codifica per una proteina appartenente alla famiglia delle proteine NLR (NOD-like receptor) coinvolta nell’assemblaggio dell’inflammasoma e nella sintesi di IL-1β.
  • A20 / TNFAIP3 (cromosoma 6): codifica per la Tumor Necrosis Factor Alpha-Induced Protein 3 che regola l’ubiquitinazione di proteine coinvolte nei segnali proinfiammatori mediati dal fattore di trascrizione NF-κB.
  • TNIP1 (cromosoma 5): codifica per la TNFAIP3 interacting protein 1, coinvolta nella regolazione negativa del fattore di trascrizione NF-κB.
  • TNFSF4 (cromosoma 1): codifica per una glicoproteina della superfamiglia del fattore di necrosi tumorale (chiamata gp34, OX40L, CD134L e CD252) espressa da cellule dendritiche, macrofagi e linfociti B e coinvolta nella costimolazione dei linfociti T.
  • IRAK1 (cromosoma X): codifica per la IL-1R-Associated Kinase, una chinasi coinvolta nel signaling dei recettori dell’IL-1 e nell’attivazione di NF-κB.

Sono stati osservati anche alterazioni epigenetiche a carico dei fibroblasti e dei linfociti T e l’espressione anormale di vari microRNA.

Fattori ambientali

Tra i fattori ambientali, sono stati chiamati in causa soprattutto:

  • Virus, in particolare CMV, EBV e parvovirus B19. Il CMV è in grado di indurre la formazione di anticorpi anti-centromero, anti-Scl70 e anti-RNA pol III e gli anti-CMV inducono apoptosi nelle cellule endoteliali e attivazione nei fibroblasti.
  • Esposizioni professionali:
    • Polvere di silice (estrazione mineraria, industria vetro-ceramica, edilizia, etc.): l’associazione di silicosi e sclerosi sistemica prende il nome di sindrome di Erasmus
    • Solventi organici, soprattutto idrocarburi aromatici

Sono descritte forme cliniche simili alla sclerosi sistemica scatenate dall’esposizione a polivinilcloruro, resine epossidiche, bleomicina, pentazocina, cocaina, etc.

Episodi a tipo epidemico sono stati descritti per tossine contaminanti integratori a base di L-triptofano (sindrome eosinofilia-mialgia, USA, anni ‘90) o olio di semi di colza (sindrome dell’olio tossico, Spagna, anni ‘80).

Patogenesi

La patogenesi della sclerosi sistemica è complessa. Sono implicati almeno tre meccanismi principali:

  • Disregolazione della risposta immunitaria
  • Disfunzione delle cellule endoteliali
  • Disfunzione dei fibroblasti

Che determinano nel complesso:

  • Flogosi cronica
  • Microangiopatia diffusa
  • Fibrosi progressiva

Le cellule endoteliali presentano un fenotipo proaggregante e procoagulante, caratterizzato da:

  • Aumentata produzione di PAI-1 e endotelina-1
  • Aumentata espressione di molecole di adesione
  • Ridotta produzione di NO, trombomodulina, prostaciclina

È probabile quindi che triggers esogeni e endogeni (radicali liberi, infezioni virali, citochine proinfiammatorie, anticorpi anti-cellule endoteliali, etc.) in grado di danneggiare l’endotelio favoriscano, in associazione al fenotipo proaggregante e procoagulante, microtrombosi ripetute.

Le microtrombosi ripetute, riducendo il flusso a valle, determinano ischemia tissutale, che a sua volta promuove, in un circolo vizioso:

  • Ulteriore danno endoteliale
  • Produzione di fattori angiogenetici; tuttavia, nella sclerosi sistemica è presente un’alterazione del processo di riparazione vascolare, che favorisce ulteriormente l’ischemia a valle
  • Rilascio di fattori fibrogenici (TGF-β, IL-10, IL-4, IL-6, IL-13)
  • Rilascio di citochine proinfiammatorie
  • Rilascio di segnali di danno cellulare (damage-associated molecular patterns, DAMPs) in grado di attivare macrofagi, piastrine e mastociti e di agire da molecole costimolatorie per l’attivazione dei linfociti T

L’ipertrofia della tonaca media, l’ispessimento della membrana basale e la fibrosi dell’avventizia aggravano ulteriormente l’ischemia, cui contribuisce anche una maggiore sensibilità dei recettori α2-adrenergici delle cellule muscolari lisce della parete vasale.

La microangiopatia costituisce una lesione precoce nell’evoluzione della sclerosi sistemica: non è ancora noto, tuttavia, se questa rappresenti il primum movens o la conseguenza dello stato di flogosi cronica.

L’infiltrato infiammatorio perivascolare – presente fin dalle fasi iniziali – risulta costituito da:

  • Linfociti T, soprattutto CD4+, che mostrano un’espansione oligoclonale e un fenotipo TH2, con produzione di citochine e chemochine (IL-4, IL-5, IL-13, etc.) che, oltre a mantenere lo stato di flogosi, stimolano la produzione di TGFβ, l’attivazione dei fibroblasti, la sintesi di collagene e la deposizione di matrice extracellulare. Il differenziamento dei linfociti T in senso TH2 richiede l’attivazione del fattore di trascrizione GATA-3, la cui espressione risulta aumentata nei leucociti dei soggetti con sclerosi sistemica.
  • Linfociti B
  • Macrofagi: producono TGF-β, PDGF, TNF, metalloproteasi, VEGF, etc.
  • Cellule dendritiche plasmocitoidi: rappresentano la principale fonte di IFN di tipo I. A differenza di quanto ritenuto fino a non molto tempo fa, una IFN gene signature è presente, in fase iniziale, nel 50% circa dei pazienti. Il suo ruolo nella patogenesi della sclerosi sistemica, tuttavia, non è stato chiarito (per approfondimenti sulla IFN gene signature, vedere Patogenesi del lupus eritematoso sistemico).
  • Mastociti: producono IL-4, IL-6, IL-13, TNF-α, PDGF, TGF-β, istamina e serotonina; tutti questi fattori contribuiscono all’attivazione dei fibroblasti e alla deposizione di matrice extracellulare.

Le citochine prodotte contribuiscono, nel complesso, all’infiammazione, all’attivazione dei fibroblasti, alla deposizione di collagene, al rimodellamento della matrice extracellulare e alla neoangiogenesi.

Il ruolo patogenetico degli autoanticorpi tipici della sclerosi sistemica (anti-centromero, anti-Scl70, etc. vedere Sierologia) non è ancora noto.

I fibroblasti sclerodermici mostrano un’attivazione abnorme, con:

  • Iperespressione costitutiva di CTGF (fattore di crescita del tessuto connettivo che stimola la sintesi di collagene, fibronectina e integrine)
  • Aumentata velocità di trascrizione dei geni implicati nella sintesi di costituenti della matrice extracellulare
  • Iperespressione dei recettori per chemochine
  • Accentuato differenziamento in miofibroblasti
  • Aumentata resistenza all’apoptosi

La fibrosi potrebbe essere, quindi, il risultato della prolungata esposizione a citochine fibrogeniche associata a iperreattività dei fibroblasti, che vengono ulteriormente attivat dagli autoanticorpi anti-PDGFR.

Nei pazienti con sclerosi sistemica, anche le cellule endoteliali e epiteliali vengono indirizzate in senso mesenchimale e acquisiscono un fenotipo simile a quello dei miofibroblasti.

Sclerosi sistemica, patogenesi

An overview of the main pathogenic mechanisms by which T cells, B cells, macrophages, mast cells, and plasmacytoid dendritic cells may contribute to (pro-)fibrotic manifestations in SSc immunopathology. Abbreviations: MΦ = macrophages; B = B lymphocyte; CD8 = cytotoxic T cell; CD4 = T helper cell; pDC = plasmacytoid dendritic cell; TGF-β = transforming growth factor-β; BAFF = B cell activating factor; APRIL = a proliferation-inducing ligand; PDGF = platelet-derived growth factor; ECM = extracellular matrix.

Copyright © 2022 Papadimitriou et al. “Therapeutic Options for Systemic Sclerosis: Current and Future Perspectives in Tackling Immune-Mediated Fibrosis.” Biomedicines. Licensee MDPI, Basel, Switzerland. CC BY 4.0

Anatomia patologica


Gli elementi tipici della sclerosi sistemica sono:

  • Infiltrato infiammatorio
  • Vasculopatia
  • Fibrosi

La vasculopatia interessa capillari, arteriole e vasi di piccolo calibro, con:

  • Infiltrato perivascolare linfocitario (prevalentemente CD4+)
  • Perdita di integrità delle cellule endoteliali (con comparsa di vacuoli citoplasmatici)
  • Ispessimento della membrana basale
  • Lesioni obliterative
  • Megacapillari, rarefazione capillare e, nelle fasi avanzate, aree devascolarizzate
  • Ipertrofia concentrica dell’intima e fibrosi dell’avventizia

La fibrosi, caratterizzata da accumulo di collagene (tipo I e III), fibronectina, glicosaminoglicani e altri componenti della matrice extracellulare, con progressivo sovvertimento della normale architettura tissutale, può colpire virtualmente qualsiasi distretto ma interessa soprattutto cute, tubo digerente, polmone, cuore e guaine tendinee. Si presenta con abbondante componente acellulare costituita da fasci di collagene spessi, compatti e ialinizzati.
Nelle fasi avanzate, la fibrosi lascia il posto all’atrofia.

Per l’aspetto caratteristico dei singoli organi e apparati, vedere oltre.

Quadro clinico


Si possono distinguere 3 forme di sclerosi sistemica (SSc):

  • Sclerosi sistemica diffusa (dcSSc)
  • Sclerosi sistemica limitata (lcSSc), nella quale rientra anche la sindrome CREST (calcinosi, fenomeno di Raynaud, esofagopatia, sclerodattilia e teleangectasie); in passato i due termini (sclerosi sistemica limitata e sindrome CREST) erano utilizzati come sinonimi
  • Sclerosi sistemica sine scleroderma

Sintomi sistemici

Possono essere presenti soprattutto:

  • Astenia
  • Malessere generale
  • Calo ponderale
  • etc.

Fenomeno di Raynaud

Il fenomeno di Raynaud è presente nella quasi totalità dei pazienti e rappresenta il sintomo d’esordio nella maggior parte dei casi: precede di settimane o mesi (nella forma diffusa) o di anni (nella forma limitata) gli altri segni e sintomi di malattia.

Determina alterazioni trofiche e presenta un pattern capillaroscopico tipico (vedere oltre). 

Raynaud’s phenomenon

Intermedichbo, CC BY-SA 3.0, via Wikimedia Commons

Fenomeno di Raynaud

Raynaud’s phenomenon in ischemic phase during a provocation test

Copyright © 2020 Sambataro et al. “Patients with Interstitial Lung Disease Secondary to Autoimmune Diseases: How to Recognize Them?.” Diagnostics. Licensee MDPI, Basel, Switzerland. CC BY 4.0

Manifestazioni cutanee

L’interessamento cutaneo è bilaterale e simmetrico.

Nella forma limitata resta confinato a mani, piedi, avambracci e viso.
Nella forma diffusa presenta estensione, anche rapida, in senso centripeto alla radice degli arti, al torace e all’addome.

Presenta tre fasi evolutive:

  1. Fase edematosa / infiammatoria: è caratterizzata da edema non improntabile. Nella forma limitata esordisce alle dita delle mani, che appaiono tumefatte (scleredema o “puffy fingers”), con sensazione di impaccio ai movimenti, bruciore, prurito, talvolta dolore. Nella forma diffusa, può interessare aree più estese. Questa fase può durare settimane o mesi (minore è la durata, peggiore è la prognosi).
  2. Fase sclerotica: la cute è ispessita, di consistenza aumentata, tesa, lucida, aderente ai piani sottostanti. Ghiandole e peli sono diradati o assenti. Il volto è privo di rughe e l’apertura della rima orale ridotta (microstomia). L’ispessimento e l’indurimento della cute limitano flessibilità e movimento delle dita (sclerodattilia), che possono presentare contratture in flessione (“mano ad artiglio”). Questa fase ha una durata di alcuni anni.
  3. Fase atrofica: la cute è fragile, assottigliata, di consistenza ridotta. Il volto è amimico, le labbra assottigliate, il naso appuntito (facies sclerodermica). È frequente la comparsa di soluzioni di continuo.

Sono frequenti anche:

  • Teleangectasie
  • Ipo/iperpigmentazione cutanea “a sale e pepe”
  • Ulcere trofiche, soprattutto alle dita, e pitting scars (piccole cicatrici alla punta delle dita)
  • Calcificazioni sottocutanee: sono più  frequenti nella forma limitata. Si localizzano ai polpastrelli e alle inserzioni tendinee, in particolare a livello delle prominenze ossee. Sono costituite da cristalli di idrossiapatite di calcio. Si presentano come masse dure, persistenti, non dolenti, di dimensioni molto variabili. Talvolta possono ulcerare la cute sovrastante, con fuoriuscita di materiale calcareo bianco. 
  • Alterazioni ungueali
Puffy fingers, sclerodattilia e iperpigmentazione cutanea

Systemic Sclerosis (SSc): puffy fingers, sclerodactyly of the fingers and skin hyperpigmentation.

Copyright © 2022 Chandra, Arjun, and Bashar Kahaleh. Cureus. CC BY

Sclerosi sistemica

Systemic Sclerosis

Copyright © 2010 Cutolo et al. “Capillaroscopy as an Outcome Measure for Clinical Trials on the Peripheral Vasculopathy in SSc-Is It Useful?.” International journal of rheumatology. CC BY

Sclerosi sistemica

Edematous and sclerotic phases of cutaneous systemic sclerosis
(A) The edematous phase is characterized by non-pitting edema of the digits and erythematous indurated plaques (stars). (B) The sclerotic phase results when the skin is thickened, resulting in complications such as joint contractures and sclerodactyly. Note thickened skin folds (arrow).

Copyright © 2021 Jacobe et al. “Emerging treatments for scleroderma/systemic sclerosis.” Faculty reviews. CC BY

Sclerosi sistemica

Patients with systemic sclerosis (SSc) often present with Raynaud’s phenomenon (A). Patients may subsequently develop tightening and thickening of the skin of the fingers (sclerodactyly) (B), telangiectasia (C), calcinosis cutis (D), and digital necrosis which may lead to amputation of the digits (E).

Copyright © 2018 Abdulle et al. “The Role of Oxidative Stress in the Development of Systemic Sclerosis Related Vasculopathy.” Frontiers in physiology (CC BY)

Sclerosi sistemica

Systemic sclerosis (SSc)
The image A shows mask-like facial appearance with characteristic pinched nose, radial furrowing around the mouth, lip thinning and retraction, microstomia, and one single teleangiectasia.
Photograph B shows a characteristic facial appearance for scleroderma: atrophy of the nasal wings, radial grooves around the mouth, thinning of the labial red and numerous telangiectasias.

Copyright © 2020 Waszczykowska et al. International journal of molecular sciences. Licensee MDPI, Basel, Switzerland. CC BY 4.0

Calcificazioni sottocutanee

Systemic sclerosis, calcification

Copyright © 2020 Jinnin, Masatoshi. ‘Narrow-sense’ and ‘broad-sense’ vascular abnormalities of systemic sclerosis. Immunological Medicine. Published by Informa UK Limited, trading as Taylor & Francis Group on behalf of the Japanese Society of Clinical Immunology. CC BY 4.0

Calcificazioni sottocutanee

Cutaneous Calcinosis in Limited Cutaneous Systemic Scleroderma

Copyright © 2021 Igue K. “Cutaneous Calcinosis In Limited Cutaneous Systemic Scleroderma: Clinical Case And Review Of Therapeutic Options.” Journal Of Medical Case Reports And Case Series. CC BY 4.0

Sclerosi sistemica

Systemic sclerosis (SSc): acrosclerotic piece-meal necrosis of the first digit

Copyright © 2004 Breuckmann et al. “UVA/UVA1 phototherapy and PUVA photochemotherapy in connective tissue diseases and related disorders: a research based review.” BMC dermatology. Licensee BioMed Central Ltd. CC BY 2.0

Sclerosi sistemica

Systemic sclerosis: (a) Nailfold bleeding. (b) Abnormal capillaries at the nailfold.

Pitting scars

Systemic sclerosis: (a) Fingertip pitting scars. (b) Pitting scars on the lateral sides of the fingers.

Ulcere e gangrena digitali

Systemic sclerosis: (a) Fingertip pitting scars. (b) Pitting scars on the lateral sides of the fingers.

Copyright © 2020 Jinnin, Masatoshi. ‘Narrow-sense’ and ‘broad-sense’ vascular abnormalities of systemic sclerosis. Immunological Medicine. Published by Informa UK Limited, trading as Taylor & Francis Group on behalf of the Japanese Society of Clinical Immunology. CC BY 4.0

Sclerosi sistemica

Systemic sclerosis (SSc)

Copyright © 2012 Drahansky et al. “Influence of skin diseases on fingerprint recognition.” Journal of biomedicine & biotechnology. CC BY

Sclerosi sistemica

Systemic sclerosis: (a) Macular type telangiectasia. (b) Vascular spider type telangiectasia. (c) Rendou-Osler-Weber disease type telangiectasia. (d) Telangiectasia of the lip mucosa.

Copyright © 2020 Jinnin, Masatoshi. ‘Narrow-sense’ and ‘broad-sense’ vascular abnormalities of systemic sclerosis. Immunological Medicine. Published by Informa UK Limited, trading as Taylor & Francis Group on behalf of the Japanese Society of Clinical Immunology. CC BY 4.0

Sclerosi sistemica

Systemic sclerosis (SSc)

Copyright © 2016 Kato et al. “A case of advanced systemic sclerosis with severe GERD successfully treated with acotiamide.” Surgical case reports. CC BY 4.0

Sclerosi sistemica: severa acro-osteolisi, teleangectasie e pigmentazione a sale e pepe

Systemic sclerosis (SSc): severe acro-osteolysis (B and C), cutaneous telangiectasia (B, arrowheads) and salt-and-pepper appearance (C).

Copyright © 2017 Hosseinialhashemi et al. “Severe Acro-osteolysis in a Case of Limited Cutaneous Scleroderma.” Iranian journal of public health, Iranian Public Health Association & Tehran University of Medical Sciences. CC BY

Per valutare l’estensione dell’interessamento cutaneo viene utilizzato il Rodnan Skin Score modificato (mRSS).

Immagine esterna (fare click sulla miniatura per il link)

La biopsia cutanea (di solito non necessaria) mostra, in progressione:

  • Infiltrato perivascolare linfocitario (prevalentemente CD4+)
  • Edema del derma
  • Accumulo di fasci di collagene spessi, compatti e ialinizzati (inizialmente soprattutto nel derma reticolare, poi anche nel tessuto sottocutaneo, con lipodistrofia) e obliterazione dei follicoli piliferi, delle ghiandole sudoripare e sebacee
  • Atrofia epidermica, scomparsa degli annessi cutanei e appiattimento della giunzione dermoepidermica

Interessamento gastrointestinale

Un interessamento gastroenterico è presente nella quasi totalità dei pazienti, sia con forma diffusa che limitata.

L’esofago è quello più colpito. È coinvolta principalmente la porzione distale, con fibrosi della lamina propria, della sottomucosa e della tonaca muscolare. Inizialmente si verifica ipotonia dello sfintere inferiore, poi ipomotilità dei 2/3 inferiori dell’esofago e, infine, atonia e dilatazione.
Clinicamente possono manifestarsi:

  • Disfagia, prima per i cibi solidi poi anche per i liquidi
  • Pirosi
  • Rigurgito acido
  • Malattia da reflusso gastroesofageo, che può provocare esofagite da reflusso fino all’esofago di Barrett e alla stenosi esofagea

Lo stomaco può andare incontro a dilatazione e atonia con:

  • Sazietà precoce
  • Nausea
  • Aggravamento del reflusso gastroesofageo
  • Gonfiore epigastrico
  • Anoressia
  • Perdita di peso

Alcuni pazienti presentano dilatazione microvascolare e malformazioni artero-venose nella mucosa gastrica (ectasia vascolare antrale gastrica, GAVE), che possono provocare sanguinamento gastrointestinale. L’aspetto endoscopico tipico di questa condizione è definito “stomaco ad anguria”.

L’interessamento del tenue (20% dei casi) provoca ipomotilità intestinale, sovracrescita batterica (small intestine bacterial overgrowth, SIBO) e/o sindrome da malassorbimento. Possono manifestarsi:

  • Diarrea intermittente
  • Meteorismo
  • Distensione addominale
  • Dolore addominale
  • Perdita di peso

L’ipomotilità del colon-retto provoca:

  • Stipsi
  • Fenomeni pseudo-ostruttivi
  • Comparsa di diverticoli a base ampia
  • Prolasso rettale

L’associazione tra sclerosi sistemica limitata e cirrosi biliare primitiva prende il nome di sindrome di Reynolds. È più frequente nel sesso femminile. Circa il 10% dei soggetti con cirrosi biliare primitiva presenta sclerosi sistemica limitata e, viceversa, circa il 2% dei soggetti con sclerosi sistemica limitata presenta cirrosi biliare primitiva. Il quadro clinico è quello della sclerosi sistemica associata a colestasi e epatomegalia. Spesso i pazienti hanno sia anticorpi anti-mitocondri che anticorpi anti-centromero.

Sclerosi sistemica: esofago (videocapsula)

Systemic sclerosis, gastrointestinal lesions identified by capsule endoscopy
(A) Reflux esophagitis, (B) Short segment Barrett’s esophagus, (C) Gastric antral vascular ectasia, (D) Type 1b angioectasia, (E) Angioectasia with oozing (F) Erosion.

Copyright © 2021 Iio et al. “Capsule endoscopy findings reflect the gastrointestinal conditions of patients with systemic sclerosis.” Scientific reports. CC BY 4.0

Coinvolgimento pleuropolmonale

Un interessamento polmonare di grado variabile è presente nell’80-90% dei pazienti.

La pneumopatia interstiziale è la prima causa di morte nei pazienti con sclerosi sistemica diffusa, mentre l’ipertensione polmonare arteriosa è il principale fattore prognostico negativo nei soggetti con sclerosi sistemica limitata.

La pneumopatia interstiziale interessa il 60-75% dei pazienti con dcSSc e il 15% di quelli con lcSSc, in particolare Afroamericani o Nativi Americani con anti-Scl70, anti-U3RNP o anti-Th/To.

Può essere asintomatica (soprattutto in fase iniziale) o manifestarsi con dispnea, tosse secca e ridotta resistenza all’esercizio fisico.

Le prove di funzionalità respiratoria mostrano un quadro restrittivo associato a ridotta diffusione del CO.
L’HRTC è l’esame più sensibile ed è considerato il gold standard per la pneumopatia interstiziale in fase precoce.

Il quadro radiologico e quello anatomopatologico consentono di distinguere due forme più frequenti:

  • Polmonite interstiziale non specifica (nonspecific interstitial pneumonia, NSIP): è la forma di più frequente riscontro. Predomina l’aspetto a vetro smerigliato, bilaterale, simmetrico, distribuito soprattutto alle basi, associato a sottili opacità reticolari, tipicamente con risparmio subpleurico. L’istopatologia mostra lesioni infiammatorie o fibrotiche nella stessa fase evolutiva.
  • Polmonite interstiziale usuale (usual interstitial pneumonia, UIP): prevalgono le opacità reticolari, distribuite soprattutto ai lobi inferiori e in sede subpleurica, fino al quadro cosiddetto “a nido d’ape”. L’istopatologia mostra lesioni in diverse fasi evolutive alternate a parenchima normale.

Un quadro tipico all’HRTC consente – nella maggior parte dei casi – di evitare la biopsia polmonare.

Recentemente è stata utilizzata anche l’ultrasonografia: la presenza di linee B (o code di cometa) è indicativa di ispessimento dei setti interlobulari subpleurici.

L’ipertensione polmonare può essere:

  • Ipertensione arteriosa polmonare: frequente soprattutto nella forma cutanea limitata e nei soggetti con anticorpi anti-centromero. Si presenta con dispnea severa e progressiva, che esita in un quadro di scompenso cardiaco congestizio destro a rapida evoluzione verso l’exitus.
  • Ipertensione polmonare dovuta alla pneumopatia interstiziale: è la forma più frequente nella sclerosi sistemica diffusa, soprattutto nei pazienti con anticorpi anti-Scl70.
  • Altre forme di ipertensione polmonare (raramente): IP dovuta a cause cardiache, IP da malattia veno-occlusiva polmonare, IP tromboembolica cronica

Altre possibili manifestazioni pleuropolmonari comprendono:

  • Polmonite da aspirazione (rara)
  • Pleurite (poco frequente)
  • Lieve linfoadenopatia dei linfonodi ilari e mediastinici
Sclerosi sistemica, polmonite interstiziale aspecifica

Early stage. A 42-year-old female with a diagnosis of Systemic sclerosis (SSc).
(a) Axial High Resolution CT image shows subtle ground glass opacities (black arrows) in the peripheral areas of lung bases. An additional scan with patient in prone position can be helpful to differentiate gravity-related interstitial alterations from disease-related alterations. (b) The persistence of ground-glass opacities in the prone position is related to a nonspecific interstitial pneumonia (NSIP) pattern.

Copyright © 2021 Ruaro et al. “High-Resolution Computed Tomography: Lights and Shadows in Improving Care for SSc-ILD Patients.” Diagnostics. Licensee MDPI, Basel, Switzerland. CC BY 4.0

Sclerosi sistemica, polmonite interstiziale aspecifica

Late stage
High resolution CT images in axial (a) and sagittal (b) plane show a fibrotic nonspecific interstitial pneumonia (NSIP) pattern characterized by the presence of bilateral extensive ground glass opacities (*) with a peripheral and symmetric distribution with signs of fibrosis due to the presence of reticulations (black arrows) and traction bronchiectasis (white arrows).

Copyright © 2021 Ruaro et al. “High-Resolution Computed Tomography: Lights and Shadows in Improving Care for SSc-ILD Patients.” Diagnostics. Licensee MDPI, Basel, Switzerland. CC BY 4.0

Sclerosi sistemica

Systemic sclerosis (SSc)
(A,B) Parenchymal signs: axial high resolution CT scan shows a fibrotic nonspecific interstitial pneumonia (NSIP) pattern due to the presence of diffuse irregular septal thickening (black arrows), bronchiectasis and bronchiolectasis on a background of diffuse ground glass opacities. Both lower lobes are symmetrically involved by these alterations. Bronchiectasis and bronchiolectasis (white arrows) are better visualized on the MinIP coronal plane reconstruction;
(C) Vascular signs: a main pulmonary artery with a diameter greater than 36 mm measured in a scanning plane of its bifurcation is a sign of pulmonary hypertension.

Copyright © 2022 Ruaro et al. “An Overview of Different Techniques for Improving the Treatment of Pulmonary Hypertension Secondary in Systemic Sclerosis Patients.” Diagnostics. Licensee MDPI, Basel, Switzerland. CC BY 4.0

Sclerosi sistemica, ipertensione polmonare

Systemic sclerosis (SSc), pulmonary hypertension
Axial High Resolution CT images show extensive subpleural reticulations (black arrows) and traction bronchiectasis/bronchiolectasis (white arrows), compatible with a usual interstitial pneumonia (UIP) probable pattern (a,b). Signs of pulmonary hypertension, a common complication of this disease, can also be appreciated. On high resolution CT scan there is diffuse mosaic attenuation (*) with enlarged peripheral vessels (a,b), and a dilatation of the main pulmonary artery can be recognized using the mediastinal window setting (c).

Copyright © 2021 Ruaro et al. “High-Resolution Computed Tomography: Lights and Shadows in Improving Care for SSc-ILD Patients.” Diagnostics. Licensee MDPI, Basel, Switzerland. CC BY 4.0

Sclerosi sistemica, HRTC e ecografia

To the left (A), an HRCT scan of a patient with systemic sclerosis showing extensive ground-glass opacities and reticulations with traction bronchiectasis (white arrows) in the basal regions of both lungs. The findings are compatible with a fibrotic NSIP pattern. Note also, in this case, a dilated esophagus (black arrow). To the right (B), ultrasonographic scans (4–13 MHz broadband linear transducer) with the presence of 2 ultrasound B-line (white arrows) in the same patients.

Copyright © 2021 Ruaro et al. “High-Resolution Computed Tomography and Lung Ultrasound in Patients with Systemic Sclerosis: Which One to Choose?” Diagnostics. Licensee MDPI, Basel, Switzerland. CC BY 4.0

Interessamento renale

Un coinvolgimento renale è presente nel 50% dei pazienti con forma diffusa, nella maggior parte dei casi in forma lieve.

Il 5-15% dei pazienti – soprattutto quelli con anticorpi anti-RNA polimerasi III – sviluppa crisi renali sclerodermiche, caratterizzate da ipertensione arteriosa maligna e insufficienza renale rapidamente progressiva, con oliguria, proteinuria nefrosica e ematuria. Possibili complicanze dell’ipertensione maligna sono la retinopatia ipertensiva e l’insufficienza ventricolare sinistra con edema polmonare acuto. Un’anemia emolitica microangiopatica è presente nel 50% dei casi. La crisi renale sclerodermica insorge tipicamente in fase precoce di malattia, entro pochi anni dall’esordio.

Dal punto di vista istologico, il quadro della crisi renale sclerodermica è quello della nefrosclerosi accelerata: necrosi fibrinoide, proliferazione endoteliale intimale “a bulbo di cipolla”.

ACE-inibitori e bloccanti del sistema renina-angiotensina (ARB) hanno ridotto drasticamente la mortalità.
I corticosteroidi ad alte dosi aumentano il rischio di crisi renale sclerodermica.

Manifestazioni osteoarticolari e muscolari

  • Articolazioni: le artralgie sono molto frequenti. Solitamente si tratta di poliartralgie con o senza rigidità o di sola rigidità.
    L’artrite è rara. Quando presente, coinvolge soprattutto le articolazioni metacarpo-falangee e interfalangee prossimali e, meno frequentemente, gomiti e ginocchia. La sinovite sclerodermica è caratterizzata da infiltrato infiammatorio mononucleato diffuso e da depositi di fibrina, responsabili del rumore di sfregamento.
    Sono stati individuati tre possibili pattern, che si escludono a vicenda: infiammatorio simil-reumatoide, degenerativo simil-artrosico e fibrotico.
    La fibrosi delle guaine tendinee si manifesta con crepitii grossolani durante i movimenti, ben udibili all’esame obiettivo e tipici della sclerosi sistemica.
  • Ossa: il reperto osseo più caratteristico è quello di una acro-osteolisi delle falangi distali su base ischemica.
  • Muscoli: il coinvolgimento muscolare è molto frequente. Sono possibili mialgie, miopatia da disuso, una vera e propria miosite (con rialzo degli enzimi muscolari) e forme overlap con la polimiosite.
Sclerosi sistemica: acro-osteolisi

A-P view of the hand radiograph in a patient with systemic sclerosis shows acro-osteolysis especially expressed in the distal phalanx of the second finger of the left hand and in the distal phalanx of the second finger of the right hand.

Copyright © 2021 Rutka et al. “Imaging in Diagnosis of Systemic Sclerosis” Journal of Clinical Medicine. Licensee MDPI, Basel, Switzerland. CC BY 4.0

Sclerosi sistemica: acro-osteolisi, contratture e calcificazioni

A-P view of the hand radiograph in a patient with systemic sclerosis shows acro-osteolysis of the distal phalanx of the first, second, third, and fourth fingers of both hands. Additionally, small joint contractures and areas of calcinosis in the fingertips are visible.

Copyright © 2021 Rutka et al. “Imaging in Diagnosis of Systemic Sclerosis” Journal of Clinical Medicine. Licensee MDPI, Basel, Switzerland. CC BY 4.0

Sclerosi sistemica: artropatia erosiva

Erosive Arthropathy in systemic sclerosis, X-ray of hand
(A) Erosion of the fourth and the fifth proximal inter phalangeal joint on the left hand. – Terminal phalangeal tuft resorption (arrow).
(B) Small and discrete lesion in the fourth metacarpo-phalangeal joint similar to early rheumatoïd arthritis.
(C) Joint space narrowing in the proximal inter phalangeal joint similar to erosive osteoarthritis.

Copyright © 2007 Allali et al. Licensee BioMed Central Ltd. CC BY 2.0

43-year-old female with scleroderma. Early acro-osteolysis at the tip of the middle finger distal tuft (yellow finger). Foci of soft-tissue calcifications in the thumb, index and middle fingers.

Copyright © 2022 Ezzati, Fatemeh, and Parham Pezeshk. “Radiographic Findings of Inflammatory Arthritis and Mimics in the Hands.” Diagnostics, Licensee MDPI, Basel, Switzerland. CC BY 4.0

75-year-old female with scleroderma. There is partial osseous loss of the distal tufts of the middle and ring fingers, known as acro-osteolysis (yellow arrows). Soft-tissue calcifications are noted in the thumb, index, middle and ring fingers.

Copyright © 2022 Ezzati, Fatemeh, and Parham Pezeshk. “Radiographic Findings of Inflammatory Arthritis and Mimics in the Hands.” Diagnostics, Licensee MDPI, Basel, Switzerland. CC BY 4.0

Coinvolgimento cardiaco

Sclerosi sistemica: coinvolgimento cardiaco

Manifestations of cardiovascular disease in systemic sclerosis

Copyright © 2022 Glynn et al. Cardiovascular Imaging for Systemic Sclerosis Monitoring and Management. Frontiers in cardiovascular medicine (CC BY)

Il coinvolgimento cardiaco è piuttosto frequente nella forma diffusa, mentre è meno comune nella forma limitata (10% circa dei pazienti).

Nella maggior parte dei casi è asintomatico: quando sintomatico costituisce un fattore prognostico negativo; aritmie e scompenso cardiaco sono responsabili del 20% delle morti nei pazienti con sclerosi sistemica.

La cardiopatia sclerodermica può essere primitiva (per interessamento diretto del tessuto cardiaco) o secondaria (a interessamento polmonare e renale).
La forma primaria colpisce entrambi i ventricoli con distribuzione a chiazza. È dovuta sia ad accumulo di collagene che a vasculopatia delle coronarie intramiocardiche. Sul piano clinico provoca aritmie, disturbi della conduzione, scompenso cardiaco diastolico, possibile morte improvvisa.

Talvolta è presente pericardite.

Altre manifestazioni

Possono essere presenti:

  • Xerostomia
  • Xeroftalmia
  • Ipotiroidismo
  • Depressione
  • Sindrome del tunnel carpale (molto comune, può rappresentare la manifestazione d’esordio)
  • Neuropatia sensitiva del trigemino (molto raramente)
  • Aumentata incidenza di neoplasie maligne, soprattutto del polmone e della mammella

Durante la gravidanza, le donne con sclerosi sistemica presentano un aumentato rischio di aborto spontaneo, parto pretermine, ritardo di crescita intrauterino e basso peso alla nascita.

Diagnosi


La diagnosi si basa principalmente su:

La diagnosi differenziale si pone con:

Sierologia

Nella forma diffusa (dcSSc) sono presenti:

  • ANA (90% circa dei pazienti ma bassa specificità)
  • Anti-Scl70 (DNA topoisomerasi I): altamente specifici per dcSSc ma presenti nel 30-40% dei soggetti. Il titolo correla con l’estensione del coinvolgimento cutaneo e con l’attività globale della malattia. La presenza di anti-Scl70 sembra associarsi ad un aumentato rischio di fibrosi polmonare e coinvolgimento cardiaco. La positività degli anti-Scl70 è un fattore prognostico negativo. Il monitoraggio del titolo anticorpale può essere utile per monitorare la risposta alla terapia.
  • Anti-RNA polimerasi III: poco sensibili (20%) ma altamente specifici, si associano in particolare con le crisi renali sclerodermiche. Il test necessario per la loro ricerca è complesso, non è disponibile in tutti i laboratori e non viene utilizzato di routine a scopo diagnostico.
  • Anti-U3RNP/fibrillarina: ad alto titolo sono altamente specifici per dcSSc, ma presenti solo in una bassa percentuale di casi; si associano soprattutto a forme severe.

Nella forma limitata (lcSSc) sono presenti:

  • ANA (80-90% circa dei pazienti ma bassa specificità)
  • Anti-centromero (in particolare anti-CENP B): specifici per lcSSc ma presenti solo nel 30-40% dei pazienti, soprattutto quelli con ipertensione polmonare e sindrome CREST.
  • Anti-Th/To (fattore prognostico negativo, si associano a polmonite interstiziale severa e ipertensione polmonare)
  • Anti-PM/Scl e/o anti-U1RNP nelle sindromI overlap
Sclerosi sistemica, sierologia

Copyright © 2015 Affandi et al. Update on biomarkers in systemic sclerosis: tools for diagnosis and treatment. Seminars in immunopathology. CC BY 4.0

Capillaroscopia periungueale

La capillaroscopia periungueale mostra:

  • Megacapillari (negli stadi precoci costituiscono l’unica anomalia capillaroscopica e sono fortemente indicativi di microangiopatia)
  • Sovvertimento architetturale, tortuosità, ectasie
  • Microemorragie
  • Ridotta densità vasale
  • Neoangiogenesi (capillari a festone e a gomitolo)
  • Aree avascolari (zone senza capillari): fattore prognostico negativo per quanto riguarda lo stadio di malattia, l’aggressività e il coinvolgimento viscerale

Negli stadi iniziali è frequente il rilievo di una netta riduzione della trasparenza cutanea, che può rendere l’esame di difficile esecuzione.

Alterazioni dei capillari analoghe a quelle periungueali sono rilevabili a livello della congiuntiva bulbare, della mucosa orale e di altri distretti.

Sclerosi sistemica, capillaroscopia

Copyright © 2016 Kubo and Tanaka. “Usefulness of nailfold videocapillaroscopy for systemic sclerosis.” Inflammation and regeneration. CC BY 4.0

Sclerosi sistemica, capillaroscopia

The morphological capillary abnormalities in systemic sclerosis have been classified in 3 validated patterns (early, active, and late) of microangiopathy by nailfold videocapillaroscopy analysis.

Copyright © 2010 Cutolo et al. “Capillaroscopy as an Outcome Measure for Clinical Trials on the Peripheral Vasculopathy in SSc-Is It Useful?.” International journal of rheumatology. CC BY

Sclerosi sistemica, capillaroscopia

Typical nailfold capillaroscopy patterns in systemic sclerosis patients: the early pattern (upper image) is characterised by a normal capillary density and distribution with few ectasias and haemorrhages. The active pattern (middle image) is defined by giant capillaries, many haemorrhages and mild capillary loss and disorganisation. Irregular capillary width, avascular areas due to decreased capillary density as well as ramified or bushy capillaries, but less giant capillaries and haemorrhages constitute the late pattern (lower image).

Copyright © 2017 Friedrich et al. “Disturbed microcirculation in the hands of patients with systemic sclerosis detected by fluorescence optical imaging: a pilot study.” Arthritis research & therapy. CC BY 4.0

Pazienti con fenomeno di Raynaud, pattern capillaroscopico tipico e anticorpi specifici (anti-SCL70, anti-centromero, anti-RNA pol III) hanno un rischio elevato di sviluppare sclerosi sistemica nei 2 anni successivi.

Altre indagini

La fluorangiografia cutanea (che prevede l’iniezione endovenosa in bolo di 1.5-2 ml di fluoresceina sodica al 20% e l’osservazione dei capillari periungueali con un dispositivo di videomicroscopia a fluorescenza) consente lo studio quantitativo della permeabilità capillare. Nella sclerosi sistemica è presente una marcata diffusione della fluoresceina nell’interstizio.

Per l’inquadramento generale sono necessarie ulteriori indagini (variabili a seconda dei casi):

  • Manometria esofagea, esofagografia con pasto baritato, esofagogastroduodenoscopia (EGDS), colonscopia, valutazione nutrizionale, etc.
  • Prove di funzionalità respiratoria e diffusione del CO, HRTC torace, ecocardiografia, cateterismo cardiaco destro, biopsia polmonare
  • ECG, ecocardiografia, dosaggio del NTproBNP, RM cardiaca, biopsia
  • Imaging muscolo-scheletrico (radiografia, RM, ecografia) e, nel sospetto di miosite: dosaggio della CPK, aldolasi, LDH, mioglobina sierica e urinaria, elettromiografia del muscolo, biopsia muscolare, dosaggio anticorpi miosite-specifici
  • etc.

Criteri classificativi


Nel 2013 l’American College of Rheumatology, in collaborazione con la European League Against Rheumatism, ha proposto gli attuali criteri classificativi della sclerosi sistemica:

In presenza di un punteggio complessivo ≥ 9 è possibile classificare la malattia come sclerosi sistemica con sensibilità e specificità rispettivamente del 91% e del 90%.

Indici di attivita’ e di danno


Per la valutazione dell’attività di malattia (reversibile), dell’entità del danno (irreversibile) e della qualità della vita nei pazienti con sclerosi sistemica vengono utilizzati:

  • Medsger Disease Severity Scale: valuta diversi organi e apparati (cute, polmoni, sistema muscoloscheletrico, apparato gastrointestinale, rene, etc.) assegnando un punteggio da 0 a 4 a ciascuno in base alla gravità dell’interessamento.
  • Modified Rodnan Skin Score, mRSS (vedere Manifestazioni cutanee)
  • Raynaud’s condition score
  • Vari score per la valutazione del coinvolgimento polmonare, gastrointestinale, renale, cardiaco, etc.
  • Short Form 36 e Health Assessment Questionnaire and Disability Index (HAQ-DI)

Terapia


Sclerosi sistemica, terapia mirata

Pathogenesis and targeted therapies in systemic sclerosis.
The highly specific mesenchymal cell activation and related fibrosis underlying systemic sclerosis are thought to be induced by vascular injury and endothelial activation leading to an uncontrolled inflammatory/immune reaction. The main actors and players are indicated in the cartoon together with the targets of recently performed clinical trials.
VEGF = vascular-endothelial growth factor. PF4 = platelet-factor 4. DAMPS = damage-associated molecular patterns. TLR4 = toll-like receptor 4. IFNAR = interferon receptor. JAK = Janus kinase. PPAR = peroxisome proliferator-activated receptor. LPA = lysophosphatidic acid receptor. ROS = reactive oxygen species. TGF = tissue growth factor. CTGF = connective tissue growth factor. PDGF = platelet-derived growth factor. ECM = extracellular matrix

Copyright © 2021 Campochiaro, Corrado, and Yannick Allanore. “An update on targeted therapies in systemic sclerosis based on a systematic review from the last 3 years.” Arthritis research & therapy. CC BY 4.0

La terapia della sclerosi sistemica è esclusivamente sintomatica.

  • Fenomeno di Raynaud: calcio-antagonisti (nifedipina, amlodipina) oppure, se non efficaci: analoghi della prostaciclina (iloprost), inibitori della fosfodiesterasi (sildenafil), acido acetilsalicilico, pentossifillina, cilostazolo, nitrati topici transdermici, etc. Sono utili anche correzioni dello stile di vita (cessazione del fumo, protezione dalle basse temperature, etc.).
  • Ulcere cutanee: calcio-antagonisti (nifedipina, amlodipina), analoghi della prostaciclina (iloprost), inibitori della fosfodiesterasi (sildenafil), medicazione dell’ulcera attiva, inibitori del recettore dell’endotelina (bosentan) per prevenire la comparsa di nuove ulcere
  • Fibrosi cutanea (efficacia generalmente bassa): micofenolato, rituximab, D-penicillamina, etc.
  • Calcinosi cutanea: asportazione chirurgica
  • Ipertensione arteriosa polmonare: inibitori del recettore dell’endotelina (bosentan, ambrisentan), inibitori della fosfodiesterasi (sildenafil, tadalafil), analoghi della prostaciclina (iloprost)
  • Interstiziopatia polmonare: micofenolato mofetile o ciclofosfamide in fase di induzione e micofenolato mofetile o azatioprina per il mantenimento; rituximab, tocilizumab, nintedanib, tacrolimus nei casi refrattari
  • Disturbi gastrointestinali: inibitori di pompa protonica (MRGE), procinetici (alterazioni del transito), dieta adeguata, integratori
  • Artrite, tenosinovite, miosite: FANS, corticosteroidi a basse dosi (ad alte dosi aumentano il rischio di crisi renale sclerodermica), metotrexato, idrossiclorochina, terapia biologica
  • Interessamento renale: ACE-inibitori (captopril, enalapril); nei casi refrattari farmaci che agiscono sul sistema renina-angiotensina, calcio-antagonisti, etc.
  • Interessamento cardiaco: immunosoppressori (azatioprina, micofenolato mofetile), terapia biologica nelle forme refrattarie (anakinra, rituximab, tocilizumab)
  • Terapia riabilitativa

Il trapianto di cellule staminali ematopoietiche autologhe è l’unico trattamento in grado di contrastare la progressione della malattia, migliorare significativamente la fibrosi e aumentare la sopravvivenza; tuttavia, è gravato da una mortalità elevata (10% circa). Per questo motivo, viene riservato ai casi di sclerosi sistemica diffusa rapidamente progressiva di recente insorgenza refrattari alla terapia farmacologica.

Prognosi


Nella forma diffusa, il tasso di sopravvivenza a 10 anni è del 60-70%.
Sono fattori prognostici negativi soprattutto:

  • Ritardo nella diagnosi
  • Esordio in età avanzata
  • Sesso maschile
  • Etnia afroamericana
  • Interstiziopatia polmonare
  • Ipertensione polmonare
  • Coinvolgimento miocardico sintomatico

Fibrosi polmonare e ipertensione polmonare sono le principali cause di morte.

Nella forma limitata, la sopravvivenza a 5 anni è > 90%.

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