Endocardite infettiva

Infective Endocarditis
Copyright © 2021 Dai et al. “Case Report: Infective Endocarditis Caused by Aspergillus flavus in a Hemodialysis Patient.†Frontiers in Medicine (CC BY 4.0)
Indice
- Introduzione
- Etiopatogenesi e fisiopatologia
- Classificazione
- Profilassi
- Quadro clinico
- Diagnosi
- Terapia
- Prognosi
Fonti, link esterni, immagini, libri e approfondimenti
Video della pagina su Youtube
Introduzione

Surface analysis of infected valves (scanning electron microscopy, SEM)
(A-C) SEM images of the surface of an infected native valve. (A) Overview. (B) Epithelial cell boundaries are discernable. Inset: note that few bacteria are attached to the smooth surface and that these seem to be often damaged (arrow). (C) At higher magnification scattered bacteria showing apparently intact morphology (arrow) can also be found.
(D-F) Ultrastructure images of infected biological prosthetic valve. (D) Overview. (E) The surface is characterized by deep holes and cracks where microbes may be concealed; the surface appears rough. Inset: note that the few bacteria attached to the outside often seem to be damaged (arrow). (F) At higher magnification a number of apparently intact bacteria (arrows) showing different morphologies can be found; note the fibrous structure of the substrate, providing ideal adhesion sites.
Copyright © 2017 Oberbach et al. “New insights into valve-related intramural and intracellular bacterial diversity in infective endocarditis.†PLoS ONE CC BY 4.0
L’endocardite infettiva è un processo infiammatorio su base infettiva di valvole cardiache native o protesiche e/o dell’endocardio parietale.
L’incidenza globale della malattia è aumentata nel corso degli anni, per un aumento dei fattori predisponenti (età media, protesi valvolari, dispositivi cardiaci impiantabili, sopravvivenza media dei soggetti con cardiopatie congenite, etc.). Attualmente vengono registrati 2-7 casi/100.000 soggetti/anno.
Il sesso maschile risulta colpito più di quello femminile (forse per un effetto protettivo estrogenico nei confronti del danno endoteliale).
Oltre il 50% dei casi di endocardite infettiva si verifica in soggetti sopra i 50 anni di età .
Nei paesi sviluppati, il 25% di tutte le endocarditi infettive coinvolge protesi valvolari. Il rischio è massimo nei primi mesi dopo l’intervento.
Il 30% delle endocarditi infettive su valvola nativa è associato a pratiche assistenziali.
Etiopatogenesi
Fattori predisponenti

Risk factors involved in the onset of infective endocarditis
Copyright © 2023 Onofrei et al. “Infective Endocarditis during Pregnancy—Keep It Safe and Simple!” Medicina. Licensee MDPI, Basel, Switzerland. CC BY 4.0
Sono fattori predisponenti l’endocardite infettiva:
- Condizioni cardiache:
- Protesi valvolari
- Prolasso della mitrale associato a insufficienza valvolare
- Malattia reumatica
- Lesioni degenerative delle valvole native
- Calcificazione distrofica dell’anello valvolare
- Malformazioni cardiache congenite (difetto interventricolare, valvola aortica bicuspide, stenosi della polmonare, coartazione dell’aorta, etc.)
- Altre anomalie valvolari (stenosi subaortica ipertrofica, sindrome di Marfan, etc.)
- Pacemaker, defibrillatori impiantabili
- Precedente endocardite infettiva
- Parodontite (infezione cronica del processo alveolare e del legamento parodontale) e necrosi dei tessuti molli della camera pulpare
- Lesioni ulcerative del colon (malattie infiammatorie croniche intestinali, diverticolite, neoplasie, etc.)
- Manovre invasive e cateteri:
- Manovre odontoiatriche
- Interventi cardiochirurgici
- Broncoscopia, dispositivi meccanici di assistenza respiratoria
- Cateteri per la nutrizione parenterale
- EGDS, colonscopia, etc.
- Cistoscopia, cateterismo uretrale e vescicale, biopsia prostatica
- Dialisi (il 5% circa dei soggetti sviluppa endocardite infettiva)
- Raschiamento uterino e aborto
- Tossicodipendenza ev
- Immunodepressione
- Stati di ipercoagulabilità (es. neoplasie maligne)
- Diabete mellito
- Cirrosi epatica
Agenti etiologici

Distribution of pathogens in different clinical settings
(A) Cardiac device related-infective endocarditis; the “other” group includes Candida spp., other fungi, Gram-negative bacilli and polymicrobial.
(B) Transcatheter aortic valve implantation (TAVI); the “other” group includes Gram-negative bacille, Moraxella, candida albicans, Histoplasma and corynebacterium.
(C) Right-sided infective endocarditis; the “other” group includes streptococci, coagulase-negative staphylococcal, pseudomonas aeruginosa and fungi.
(D) Immunosuppressive therapy in solid organ transplantation; the “other” group includes Gram-negative bacilli, Corynebacteria, Clostridium ramosum, Pseudallescheria boydii, Nocardia asteroids and Polymicrobial.
Copyright © 2023 Cimmino et al. “Current Views on Infective Endocarditis: Changing Epidemiology, Improving Diagnostic Tools and Centering the Patient for Up-to-Date Management” Life. Licensee MDPI, Basel, Switzerland. CC BY 4.0
I microrganismi più frequentemente responsabili di endocardite infettiva sono:
- Stafilococchi:
- Staphylococcus aureus (40-60% dei casi): molto invasivo, in grado di infettare anche l’endotelio integro, provoca forme a decorso acuto o fulminante soprattutto su valvole native. Proviene solitamente dalla cute e la più frequente via d’ingresso sono dispositivi intravascolari e aghi.
- Stafilococchi coagulasi-negativi, soprattutto S. epidermidis (5-10% delle endocarditi infettive, soprattutto quelle su protesi valvolare precoce e dispositivi elettronici impiantabili cardiaci)
- Streptococchi:
- Streptococchi viridanti (S. sanguinis, S. parasanguinis, S. infantis, S. mitis, S. oralis, etc.) (10-25% dei casi): normali costituenti della flora del cavo orale, della cute, del tratto gastrointestinale e delle vie respiratorie. Non sono in grado di invadere l’endotelio integro. Provocano solitamente forme subacute in seguito a manipolazione della regione gengivale o periapicale dei denti o a procedure invasive (es. broncoscopia).
- Streptococchi β-emolitici di gruppo D, in particolare S. bovis (soprattutto da lesioni del colon)
- Streptococchi β-emolitici di gruppo B, soprattutto S. agalactie
- Streptococchi β-emolitici di gruppo C (es. S. dysgalactiae)
- S. pyogenes (raramente, ma molto invasivo)
- S. pneumoniae (raramente, ma molto invasivo)
- Enterococchi (soprattutto E. faecalis e E. faecium): soprattutto in associazione ad infezioni e manovre invasive del tratto intestinale e genito-urinario; sono in grado di infettare anche l’endotelio integro.
- Corynebacterium (soprattutto nei tossicodipendenti)
- Gram-negativi:
- Pseudomonas (invasivo, in grado di aderire anche all’endotelio integro)
- Neisseria gonorrhoeae (raramente, ma molto invasivo)
- Brucella spp. (circa il 2% dei soggetti con brucellosi sviluppa endocardite infettiva)
- Bartonella spp. (relativamente frequente)
- Gruppo HACEK (Haemophilus, Actinobacillus, Cardiobacterium, Eikenella e Kingella) (5%): sono normali residenti della flora mucosa dell’orofaringe e delle vie aeree superiori. Non sono in grado di infettare l’endotelio integro. Possono provocare vegetazioni anche di grosse dimensioni.
- Enterobacteriaceae (raramente)
- Legionella pneumophila (raramente)
- Coxiella burnetii (circa il 5% dei soggetti con febbre Q sviluppa endocardite e la prognosi è spesso infausta)
- Clamidie (molto raramente, solo su valvole lese)
- Micoplasmi (molto raramente)
- Funghi (soprattutto tossicodipendenti e immunodepressi):
- Candida (5% di tutte le endocarditi infettive)
- Aspergillus (raramente)
Questi patogeni possono originare dal cavo orale, dalle alte vie aeree, dalla cute, dal colon e dall’apparato urogenitale o da contaminazione esterna di dispositivi e aghi.
L’agente etiologico più spesso isolato nei tossicodipendenti con endocardite infettiva è lo S. aureus (70% dei casi), ma sono frequenti anche streptococchi, enterococchi, funghi, P. Aeruginosa, forme polimicrobiche e patogeni inusuali (Corynebacterium Striatum, Lactobacillus, Bacillus Cereus).
Le endocarditi infettive su dispositivi intracardiaci sono dovute, nella maggior parte dei casi, a stafilococchi.
Patogenesi

Bacterial adhesion induces the pathophysiological process of infective endocarditis
The first step led to inflammatory response with the involvement of inflammatory cells (PMN, monocyte, and macrophage). The inflammation is mediated by the production of cytokines (TNF, α, Il 1,6 and 8), integrins, tissue factor, and adhesion molecules (ICAM, VCAM), which in turn attract monocytes and platelets with associated production of fibronectin, due to the effect induced by chemokines. S. Aureus releases Cytoxins that trigger the immunity response both innate and mediate (T-cell and B-cell). Abbreviations: ICAM, Inter Cellular Adhesion Molecule; S. Aureus, Staphylococcus aureus; IL; interleukine; PMN, polymorphonuclear; TNF, tumor necrosis factor; VCAM, vascular cell adhesion molecule.
Copyright © 2022 Nappi et al. “Infective Endocarditis in High-Income Countries” Metabolites. Licensee MDPI, Basel, Switzerland. CC BY 4.0
L’endotelio sano è normalmente resistente alle infezioni; microrganismi particolarmente virulenti possono infettare anche cellule endoteliali integre, mentre quelli meno virulenti necessitano di circostanze favorevoli, in particolare il danno endoteliale e l’ipercoagulabilità .
Per esempio, la sede di impatto di un flusso sanguigno ad alta velocità (come quello che passa da una cavità ad alta pressione ad una cavità a pressione minore in corrispondenza di un difetto interventricolare) è predisposta alla deposizione di piastrine e fibrina, con formazione di trombi sterili. Questo configura la cosiddetta endocardite trombotica non batterica e rappresenta la sede di impianto ideale per la colonizzazione da parte di microrganismi durante un episodio di batteriemia, in relazione soprattutto a:
- Capacità di aderire all’endotelio e aggressività del patogeno:
- Recettori per la fibronectina (espressi da Staphylococcus Aureus)
- Destrano (prodotto da alcuni streptococchi)
- etc.
- Durata e entità della batteriemia (solo una percentuale infinitesimale di tutte le batteriemie determina endocardite infettiva)
Anatomia patologica

Aortic valve prosthesis after explantation with severe vegetations
Copyright © 2014 Jainandunsing et al. “Ventriculo-atrial defect after bioprosthetic aortic valve replacement.†Journal of cardiothoracic surgery. Licensee BioMed Central Ltd. CC BY 4.0
Vegetazione
La vegetazione rappresenta la lesione tipica dell’endocardite infettiva. È un trombo adeso all’endocardio e si presenta come un ammasso amorfo e friabile di grandezza variabile costituito da piastrine, fibrina, microrganismi e rare cellule dell’infiammazione.
Può essere singola o multipla.
La sede più frequente sono i lembi valvolari (tipicamente sul versante atriale delle valvole atrioventricolari e su quello ventricolare delle valvole aortica e polmonare), ma possono essere interessati anche l’endocardio parietale, le corde tendinee, i difetti settali e i corpi estranei (cateteri, protesi valvolari, patch di tessuto sintetico, etc).
Nelle protesi meccaniche, l’infezione interessa l’anello valvolare e le strutture perivalvolari e si manifesta come un ispessimento irregolare del contorno dell’anello di sutura (normalmente liscio).
Complicanze locali
L’iniziale necrosi superficiale delle cellule endoteliali in corrispondenza della vegetazione può approfondarsi, provocando lesioni ulcerative fino alla perforazione della cuspide o il distacco di una corda tendinea.
L’estensione dell’infezione al tessuto perivalvolare (particolarmente frequente nelle endocarditi su valvola protesica meccanica) può causare ascessi perivalvolari, pseudoaneurismi e fistolizzazioni. Lo pseudoaneurisma, in continuità con il flusso ematico, si espande durante la contrazione isovolumetrica e in protosistole e collassa in diastole. Può rompersi nel pericardio, con conseguente tamponamento cardiaco. Sia gli ascessi che gli pseudoaneurismi della radice aortica possono rompersi nelle camere adiacenti e creare fistole intracardiache singole o multiple.
La propagazione del focolaio infettivo può danneggiare il sistema di conduzione cardiaco e determinare blocchi di conduzione.
Embolizzazione
Dalla vegetazione possono originare:
- Embolizzazione a distanza di frammenti di piccole dimensioni, con conseguenti lesioni cutanee, mucose, retiniche, renali, etc.
- Embolizzazione a distanza di frammenti di medio-grandi dimensioni, con possibili fenomeni ischemici
- Formazione di focolai infettivi a distanza (soprattutto con microrganismi aggressivi, come lo S. aureus) e formazione di aneurismi (detti infettivi o micotici)
Immunocomplessi
La costante immissione in circolo di prodotti microbici stimola il sistema immunitario (con espansione policlonale dei linfociti B) e determina la formazione di immunocomplessi che, se non adeguatamente rimossi, possono depositarsi sulla parete vasale e attivare il complemento. Hanno patogenesi di questo tipo in particolare:
- Glomerulonefrite diffusa
- Artromialgie diffuse
- Noduli di Osler
- Macchie di Roth
Classificazione

71-year-old Caucasian male with a ventriculo-atrial defect due to infective endocarditis, originating from his aortic root near a bioprosthetic aortic valve, implanted 4 years earlier
Copyright © 2014 Jainandunsing et al. “Ventriculo-atrial defect after bioprosthetic aortic valve replacement.†Journal of cardiothoracic surgery. Licensee BioMed Central Ltd. CC BY 4.0
È possibile definire, didatticamente, l’endocardite infettiva in base a:
- Esordio e decorso:
- Acuta: a decorso rapido, anche fulminante, con lesioni necrotizzanti, ulcerative e distruttive delle strutture cardiache e diffusione ematogena a siti extracardiaci. Nella maggior parte dei casi è dovuta a patogeni virulenti come lo S. aureus (meno frequentemente Streptococcus pneumoniae, Streptococcus pyogenes o altri patogeni aggressivi). Se non trattata, risulta fatale nell’arco di giorni o poche settimane.
- Subacuta: a decorso subdolo e graduale, nell’arco di settimane o mesi, con progressivo danneggiamento delle strutture cardiache. Nella maggior parte dei casi è dovuta a patogeni poco virulenti (es. streptococchi viridanti). La disseminazione ematica a distanza è poco frequente.
- Sito anatomico interessato:
- Cuore sinistro, soprattutto valvola aortica (40-60% di tutte le endocarditi infettive)
- Cuore destro (5-10% di tutte le endocarditi infettive): soprattutto nei tossicodipendenti per via endovenosa, nei portatori di pacemaker, defibrillatori impiantabili o cateteri venosi centrali o nei soggetti affetti da cardiopatie congenite.
- Struttura colpita:
- Valvola nativa (NVE)
- Valvola protesica (PVE):
- Endocardite infettiva precoce: entro 12 mesi dall’intervento chirurgico (con un picco tra la 3° e la 9° settimana post-operatoria). I microrganismi più frequentemente responsabili sono germi ospedalieri e antibiotico-resistenti, come gli stafilococchi meticillino-resistenti.
- Endocardite infettiva tardiva: oltre 12 mesi. Sono più frequenti gli streptococchi viridanti e i Gram-negativi. È probabile che questa differenza sia influenzata da una progressiva endotelizzazione della valvola protesica, che la rende più simile ad una valvola nativa.
- Dispositivi cardiaci impiantabili (5-15% di tutte le endocarditi infettive)
- Contesto:
- Acquisita in comunitÃ
- Nosocomiale (Health Care Associated, HCA): rappresentano il 30% di tutte le endocarditi infettive e sono in costante aumento. La mortalità è spesso elevata. Rientrano in questa categoria le forme insorte:
- Entro 48-72 ore dopo il ricovero ospedaliero
- In associazione a procedure diagnostico-terapeutiche in regime ambulatoriale o di assistenza domiciliare
Profilassi
Nei pazienti ad alto rischio è indicata la profilassi antibiotica prima di procedure invasive ad alto rischio.
Tuttavia, le varie linee guida non sono sempre concordi su quali pazienti considerare ad alto rischio e su quali procedure considerare ad alto rischio.
Non ci sono evidenze sufficienti che la batteriemia derivante da procedure del tratto respiratorio, gastrointestinale, genitourinario, dermatologiche o dell’apparato muscolo-scheletrico possa provocare endocardite infettiva. L’uso sistematico della profilassi antibiotica non è raccomandato quindi per le procedure non odontoiatriche; la terapia antibiotica si rende necessaria unicamente per quelle procedure invasive che vengono eseguite nel contesto di un processo infettivo (ad es. drenaggio di un ascesso).
Generalmente vengono quindi considerati:
- Pazienti ad alto rischio:
- Portatori di protesi valvolari, pacemaker, defibrillatori
- Pazienti con pregressa endocardite
- Pazienti con cardiopatia congenita cianogena
- Trapiantati di cuore con valvulopatia (non in tutte le linee guida)
- Procedure ad alto rischio:
- Manipolazione della regione gengivale o periapicale dei denti o perforazione della mucosa orale
- Procedure invasive del tratto respiratorio, gastrointestinale, genitourinario, dermatologiche o dell’apparato muscolo-scheletrico solo in presenza di infezione
Quadro clinico
L’intervallo tra l’inizio dell’infezione e la comparsa dei primi sintomi è in genere breve (< 2 settimane nell’80% dei soggetti con endocardite infettiva su valvola nativa), ma può essere molto più lungo (soprattutto nelle infezioni da patogeni inusuali, poco virulenti e in caso di endocardite su protesi).
Il quadro clinico è variabile da paziente a paziente, influenzato da:
- Virulenza del microrganismo
- Difese dell’ospite
- Danno alle strutture cardiache (perforazione, deiscenza o rottura valvolare, rottura tendinea, etc.)
- Estensione locale del processo infettivo (anulus, tessuti perivalvolari, tessuto di conduzione)
- Episodi embolici
- Persistente immissione in circolo di prodotti microbici e formazione di immunocomplessi
- Patologie concomitanti
- Complicanze (scompenso cardiaco, insufficienza renale, etc.)
Possono manifestarsi:
- Febbre: persistente (soprattutto nelle forme acute), remittente o intermittente, anche > 38 °C, con brivido; talvolta febbricola
- Malessere generale, sudorazioni notturne, astenia, anoressia, calo ponderale
- Dispnea
- Tachicardia elevata (eccessiva rispetto alla febbre)
- Comparsa o modificazione di soffi cardiaci
- Epatosplenomegalia
- Lesioni muco-cutanee:
- Petecchie (20% dei soggetti)
- Emorragie sottoungueali “a scheggiaâ€, di colore rosso scuro, sia sulle unghie delle mani che dei piedi
- Lesioni di Janeway: piccole macule emorragiche o eritematose, indolenti, localizzate sulle regioni palmo-plantari
- Manifestazioni vasculitiche:
- Artromialgie (l’artrite è rara)
- Noduli di Osler (5-10% dei pazienti): lesioni papulo-nodulari eritematose o purpuriche, di consistenza molle, dolenti alla palpazione, di dimensioni intorno al centimetro, localizzate nei polpastrelli e nella regione peri-ungueale. Possono persistere per diversi giorni. Non sono specifici dell’endocardite infettiva, possono essere riscontrati anche in corso di lupus eritematoso sistemico, altre infezioni, etc.
- Emorragie retiniche “a fiamma†(segno di Litten) o con area centrale più chiara (macchie di Roth)
- Glomerulonefrite diffusa con ematuria microscopica e proteinuria di entità variabile
- Macroembolie (15-40% dei pazienti)
- Perdita del visus
- Dolore, pallore, ipotermia di un arto
- Infarto miocardico
- Infarto cerebrale
- Infarto splenico
- Infarto renale (dolore in sede renale seguito da ematuria macroscopica)
- Infarto mesenterico
- Infarto polmonare (in caso di endocardite delle valvole di destra)

(B) Osler’s nodes and Janeway lesions over the thenar and hypothenar eminences (arrow). The lesions over the thenar eminence are magnified in C which shows Osler’s nodes (arrow) and Janeway lesions (arrowhead). Splinter haemorrhages of the left nailbed (arrow) and the normal nails of the right hand are shown in D.
Copyright © 2023 Ruwanpathirana et al. “Unilateral Osler nodes, Janeway lesions and splinter haemorrhages associated with surgical arterio-venous fistula infection: a case report.” BMC Infectious Diseases. CC BY 4.0

Janeway lesion on patient’s left toe
Copyright © 2016 Zea-Vera et al. “Surgical Management of Multiple Valve Endocarditis Associated with Dialysis Catheter.†Case reports in infectious diseases (CC BY)

Janeway lesions in a 15-year-old adolescent with aortic valve infective endocarditis: hemorrhagic macules of the palms and soles that are due to septic emboli.
Infective endocarditis in a 13-year-old boy with bicuspid aortic valve due to Aggregatibacter aphrophilus (HACEK group): (A) Apical 5-chamber view showing aortic valve vegetation; (B) Paraesternal long axis with aortic valve showing aortic valve thickening and vegetation.
Copyright © 2022 Vicent et al. “Pediatric Infective Endocarditis: A Literature Review” Journal of Clinical Medicine. Licensee MDPI, Basel, Switzerland. CC BY 4.0

Skin lesions suggestive of Osler’s nodes.
Transthoracic echocardiogram showing a 7 x 7 mm hypoechogenic vegetation on the ventricular side of the anterior leaflet of the mitral valve (yellow arrow).
Copyright © 2023 Pedrosa et al. “Endocarditis Without Risk Factors: Clinical Awareness Is Key.†Cureus (CC BY)

Osler’s node on the fourth digit of the left hand
Transthoracic echocardiogram showing a 7 x 7 mm hypoechogenic vegetation on the ventricular side of the anterior leaflet of the mitral valve (yellow arrow).
Copyright © 2006 Yang et al. “Case report: infective endocarditis caused by Brevundimonas vesicularis.†BMC infectious diseases. Licensee BioMed Central Ltd. CC BY 2.0

Roth’s spot on the retina of the left eye
Copyright © 2006 Yang et al. “Case report: infective endocarditis caused by Brevundimonas vesicularis.†BMC infectious diseases. Licensee BioMed Central Ltd. CC BY 2.0
Le principali complicanze dell’endocardite infettiva comprendono:
- Scompenso cardiaco da insufficienza valvolare acuta (ulcerazione o perforazione dei lembi valvolari, rottura di corde tendinee, distacco di protesi valvolare)
- Miocardite
- Pericardite
- Formazione di ascessi, fistole e/o pseudoanerismi
- Estensione del processo infettivo dalla valvola aortica alla mitrale attraverso la continuità fibrosa mitroaortica o il contatto diretto della vegetazione (infezione satellite, vegetazione “mitral kissingâ€)
- Anomalie di conduzione (blocco AV o di branca)
- Rottura cardiaca e tamponamento cardiaco
- Ascessi cerebrali, splenici, etc.
- Aneurismi infettivi
- Setticemia
- Ippocratismo digitale (raramente, nelle forme di lunga durata)

Tricuspid valve infective endocarditis with septic pulmonary emboli
(A) A chest radiograph shows multiple peripheral patchy opacities in the bilateral lungs (arrowheads). (B) A lung window of a coronal CT scan shows multiple peripheral wedge-shaped opacities (arrowheads). (C) A lung window of a cross-sectional CT scan shows a ground-glass opacity in the right upper lobe (arrow) and a nodule with cavity in the left upper lobe (arrowhead). (D) A peripheral wedge-shaped opacity with central necrosis in the right lower lobe (arrowhead) and a peripheral wedge-shaped opacity without central necrosis in the left lower lobe (arrowhead). The patient was a 50-year-old woman whose blood cultures were positive for methicillin-susceptible Staphylococcus aureus.
Copyright © 2016 Chou et al. “Septic Pulmonary Embolism Requiring Critical Care: Clinicoradiological Spectrum, Causative Pathogens and Outcomes.†Clinics (Sao Paulo, Brazil) (CC BY 4.0)
Diagnosi

Transthoracic echocardiography and blood culture
Copyright © 2023 Qiu et al. “Subacute infective endocarditis due to Lodderomyces elongisporus: a case report and review of the literature.†Frontiers in Public Health (CC BY 4.0)
L’endocardite infettiva deve essere sospettata in ogni paziente che presenta febbre e fenomeni embolici.
Gli esami di laboratorio mostrano:
- Aumento di VES e proteina C reattiva
- Leucocitosi
- Anemia normocitica normocromica lieve o moderata
- Piastrinopenia (talvolta)
- Aumento della procalcitonina
- Microematuria, proteinuria, talvolta cilindruria; possibile riduzione della funzionalità renale (aumento della creatininemia)
- Ipergammaglobulinemia
- Fattore reumatoide (50% dei soggetti)
- Immunocomplessi circolanti
- Ipocomplementemia (talvolta)
Gli esami fondamentali per la diagnosi sono l’emocoltura e l’ecocardiografia.
Imaging

Copyright © 2023 Arockiam et al. “Contemporary Review of Multi-Modality Cardiac Imaging Evaluation of Infective Endocarditis” Life. Licensee MDPI, Basel, Switzerland. CC BY 4.0
L’ecocardiografia è di fondamentale importanza nel sospetto di endocardite infettiva per la ricerca, la valutazione e la misurazione di:
- Vegetazioni
- Rigurgito valvolare
- Perforazione dei lembi valvolari
- Ascessi, pseudoaneurismi, tragitti fistolosi
- Deiscenza di protesi valvolare
- Potenziale emboligeno (vegetazioni di dimensioni > 10 mm)
- Necessità di intervento chirurgico
L’ecografia transtoracica ha una sensibilità del 70% su valvola nativa e del 50% su valvola protesica, non consente di visualizzare vegetazioni di dimensioni < 3 mm e non è utilizzabile nei soggetti obesi, con enfisema o deformità del torace.
L’ecografia transesofagea è invasiva ma ha una risoluzione migliore ed è in grado di visualizzare vegetazioni di circa 2 mm di dimensioni, con una sensibilità complessiva del 94-98%. È indicata soprattutto nei pazienti con protesi valvolari o dispositivi impiantabili, nel sospetto di complicanze locali (ascessi, fistole, pseudoaneurismi) e nel forte sospetto di endocardite infettiva con ecografia transtoracica negativa.
All’ecografia, le vegetazioni appaiono come masse di forma irregolare e ecogenicità variabile (simile al miocardio nelle vegetazioni recenti, iperecogena in caso di esiti fibrotici), aderenti alla superficie di strutture cardiache, spesso mobili e flottanti. Quando adese alle valvole, sono situate tipicamente sul versante atriale delle valvole atrioventricolari e su quello ventricolare delle valvole aortica e polmonare.
L’ascesso perivalvolare appare costituito da materiale variamente ecodenso, delimitato da una capsula di tessuto fibroso iperecogeno, con all’interno possibili aree ipoecogene colliquate.
La presenza di flusso nello spazio ascessuale (evidenziabile mediante colordoppler), indica la formazione di uno pseudoaneurisma.

Transthoracic echocardiography, showing a vegetation of about 1 cm on the aortic valve
Copyright © 2011 Miltiadous and Elisaf. “Native valve endocarditis due to Micrococcus luteus: a case report and review of the literature.†Journal of medical case reports. Licensee BioMed Central Ltd. CC BY 2.0

Infective endocarditis on aortic valve
Top and bottom left: Parasternal long axis and apical four-chamber transthoracic echocardiography (TTE) showing vegetation (arrows) in the left ventricle outflow tract. Top and bottom right: Transoesophageal echocardiography (TOE) showing the vegetation and the related valvular regurgitation.
Copyright © 2020 Galea et al. “Multimodality Imaging in the Diagnostic Work-Up of Endocarditis and Cardiac Implantable Electronic Device (CIED) Infection” Journal of Clinical Medicine. Licensee MDPI, Basel, Switzerland. CC BY 4.0

Complications of prosthetic valve endocarditis (PVE)
Top: Biological prosthesis dehiscence in aortic position with large perivalvular leak (left: TOE long-axis view, right: 3D TOE view). Bottom: Biological prosthesis dehiscence in mitral position with large perivalvular leak (left: TOE long-axis view showing the direct communication between atrium and ventricle, right: 3D TOE view). Stars indicate the place of maximal prosthesis dehiscence.
Copyright © 2020 Galea et al. “Multimodality Imaging in the Diagnostic Work-Up of Endocarditis and Cardiac Implantable Electronic Device (CIED) Infection” Journal of Clinical Medicine. Licensee MDPI, Basel, Switzerland. CC BY 4.0

Transesophageal echocardiogram showing 1.37 x 0.263 cm pedunculated mass on the posterior wall of the left atrium.
Copyright © 2019 Nichols et al. “Infective Endocarditis Masked by Narrow Focus Thinking, Inadequate Physical Examination and Analgesic Medication.†Cureus (CC BY)

Transesophageal echocardiogram showing a serpiginous vegetation on septal leaflet of tricuspid valve
Copyright © 2020 Radcliffe et al. “More than Garden Variety: Massive Vegetations from Infective Endocarditis” Pathogens. Licensee MDPI, Basel, Switzerland. CC BY 4.0

Two-dimensional transesophageal echocardiogram four chamber view showing infective endocarditis causing destruction of aortomitral curtain and creating a fistula between left ventricle and left atrium.

Two-dimensional transesophageal echocardiogram of left ventricular outflow tract view showing infective endocarditis of aortic valve and fistula between left ventricle and left atrium

Transesophageal echocardiogram showing severe aortic regurgitation and diastolic mitral regurgitation through anterior leaflet perforation caused by infective endocarditis of the aortic valves.
Transesophageal echocardiogram four chamber view with color flow doppler showing severe mitral regurgitation due to anterior leaflet perforation.

3D transesophageal echocardiogram showing fistula due to infective endocarditis of anterior mitral valve.
Copyright © 2022 Shah et al. “Aortic and Mitral Valve Infective Endocarditis Caused by Gemella sanguinis.†Cureus (CC BY)

Transesophageal echocardiography findings of endocarditis
(A) Aortic valve vegetation (arrow), with (B) severe aortic regurgitation (arrow) on color Doppler. (C) Aortic with echolucent space consistent with pseudoaneurysm and abscess (arrow), with (D) severe aortic regurgitation (arrow) on color Doppler. (E) Mechanical mitral valve replacement paravalvular regurgitation (arrow) associated with (F) prosthetic valve dehiscence (arrow) seen on three-dimensional assessment.
Copyright © 2023 Arockiam et al. “Contemporary Review of Multi-Modality Cardiac Imaging Evaluation of Infective Endocarditis” Life. Licensee MDPI, Basel, Switzerland. CC BY 4.0

Transesophageal echocardiogram in short axis (A) and long axis (B) views, showing an extensive aortic root abscess around a bioprosthetic aortic valve, forming a fistulous communication to left atrium (legend: ABSC = abscess, LA = left atrium, MASS = mass in LA, BPAV = bioprosthetic aortic valve, RA = right atrium, AML = anterior mitral leaflet, and LV = left ventricle).
(C) Echocardiogram in short axis view with color flow Doppler showing blood flow from the bioprosthetic aortic valve, into the aortic root abscess, which has ruptured into the left atrium, forming an aortico-left atrial fistula.
(D) Transesophageal echocardiogram in long axis view with color flow Doppler showing severe paravalvular aortic regurgitation (indicated by red arrow), around a bioprosthetic aortic valve, around which an extensive aortic root abscess has developed.
Copyright © 2015 Agrawal et al. “Aortico-Left Atrial Fistula: A Rare Complication of Bioprosthetic Aortic Valve Endocarditis Secondary to Enterococcus faecalis.†Case reports in cardiology (CC BY)

Morphology of bi-leaflet metallic prosthetic valve in mitral position, (B) bioprosthetic valve with loose attachment to annulus that led to paravalvular leakage (arrows), and (C) Quadscreen of paraaortic abscess due to infective endocarditis of bioprosthetic valve.
Copyright © 2012 Anwar et al. “Real-time three-dimensional transthoracic echocardiography in daily practice: initial experience.†Cardiovascular ultrasound Licensee BioMed Central Ltd. (CC BY 2.0)
Altre indagini di imaging utili nella diagnosi di endocardite infettiva e nell’inquadramento generale del paziente comprendono:
- TC cardiaca (soprattutto per complicanze locali)
- RM cardiaca
- 18F-FDG PET/TC e SPECT/TC con leucociti marcati

Vegetation on cardiac computed tomography angiography (CCTA) images
A 69-year-old man with fever and IE. Multiplanar CCTA reconstructions on three-chamber (A) and coronal (B) views show a 2-cm, hypodense, club-shaped, soft-tissue oscillating mass (arrows) attached to the ventricular side of aortic valve leaflets, which appear floating in the lumen of the left ventricular outflow tract in reconstructed axial valve planes (C).
Copyright © 2020 Galea et al. “Multimodality Imaging in the Diagnostic Work-Up of Endocarditis and Cardiac Implantable Electronic Device (CIED) Infection” Journal of Clinical Medicine. Licensee MDPI, Basel, Switzerland. CC BY 4.0

Paravalvular abscesses
Cardiac Computed Tomography Angiography (top images) multiplanar reconstructions and Cardiovascular Magnetic Resonance (CMR) images (bottom images: T1-weighted Turbo Spin Echo on the left, contrast-enhanced T1-weighted Gradient Echo 3D image in the middle and cine-CMR on the right) show a diffuse, partially calcified, thickening of the aortic valve leaflets in a 58-year-old man with Staphilococcus aureus IE and bicuspid valve. IE was complicated by the formation of small perivalvular abscesses, which, following the opening of their contents in the lumen, appear as little saccular outpouchings (arrows).
Copyright © 2020 Galea et al. “Multimodality Imaging in the Diagnostic Work-Up of Endocarditis and Cardiac Implantable Electronic Device (CIED) Infection” Journal of Clinical Medicine. Licensee MDPI, Basel, Switzerland. CC BY 4.0

A patient with history of aortic valve replacement with mechanical prosthesis and ascending aorta graft presented four years later with acute right lower limb ischemia due to occlusion of proximal fibular, anterior tibial, and posterior tibial arteries treated with revascularization attempts and finally leg amputation. During hospitalization, the patient had fever with increased erythrocyte sedimentation rate and C-reactive protein. TTE (A) and at TOE (B,C) show the presence of hyperechogenic periprosthetic area (white arrows), most likely consistent with abscess. Blood culture was negative. The fluoro-18-fluorodeoxyglucose positron emission tomography/computed tomography ((18F)FDG PET/CT) exam including CCTA (D–J) was performed showing an organized fluid perigraft collection surrounded by thick walls (asterisk) that enhance after iodinated contrast injection on CCTA images (D), which is associated to intense uptake of (18F)FDG around the aortic valve prosthesis, as shown by the yellow arrows ((E,G) show noncontrast CT transaxial images while (F,H) show the fused PET/CT images). Myocardial suppression of (18F)FDG uptake is achieved by high-fat, low-carb diet. In addition, the whole-body images showed an area of spleen uptake, consistent with septic embolism ((I,J), noncontrast CT and fused PET/CT transaxial images, respectively), as indicated by the yellow arrow. Ao: ascending aorta; LV: left ventricle.
Copyright © 2020 Galea et al. “Multimodality Imaging in the Diagnostic Work-Up of Endocarditis and Cardiac Implantable Electronic Device (CIED) Infection” Journal of Clinical Medicine. Licensee MDPI, Basel, Switzerland. CC BY 4.0

18F-FDG-PET scanning demonstrates pathologic activity by the tip of both ICD-leads.
Copyright © 2016 van Roeden et al. “(18)F-FDG-PET Scanning Confirmed Infected Intracardiac Device-Leads with Abiotrophia defectiva.†Case reports in cardiology (CC BY)

18-Fludeoxyglucose positron emission tomography case of prosthetic aortic valve endocarditis with radiotracer uptake (arrow) on (A) axial and (B) coronal views.
Copyright © 2023 Arockiam et al. “Contemporary Review of Multi-Modality Cardiac Imaging Evaluation of Infective Endocarditis” Life. Licensee MDPI, Basel, Switzerland. CC BY 4.0

Multimodality imaging in the assessment of patient with Infective Endocarditis (IE), Prosthetic Valve Endocarditis (PVE), or Cardiac Implantable Electronic Device (CIED) infection
CIED-IE: -related infective endocarditis; CCTA: Cardiac Computed Tomography; PET/TC: Fluoro-18-fluorodeoxyglucose positron emission tomography/computed tomography; WBC SPECT/CT: radiolabelled white blood cells scintigraphy with single-photon emission computed tomography/computed tomography; CMR: Cardiac Magnetic Resonance; TTE: trans-thoracic echocardiography; TOE: trans-oesophageal echocardiography; CT: computed tomography; IE: infective endocarditis; COPD: Chronic obstructive pulmonary disease; CHD: congenital heart disease; MACEs: major adverse cardiac events; CIED-IE: cardiac implantable electronic device-related infective endocarditis; MRI: magnetic resonance imaging
Copyright © 2023 Arockiam et al. “Contemporary Review of Multi-Modality Cardiac Imaging Evaluation of Infective Endocarditis” Life. Licensee MDPI, Basel, Switzerland. CC BY 4.0
Emocoltura, sierologia e PCR
È consigliabile effettuare 3 prelievi ad intervalli di 30-60 minuti l’uno dall’altro (nelle forme acute) o 2 prelievi distanziati da 12 ore:
- Prima dell’inizio della terapia
- Indipendentemente dalla febbre (la batteriemia in corso di endocardite infettiva è tipicamente costante)
- Non da linee di infusione continua, che potrebbero essere contaminate
- Su due contenitori (uno per microrganismi aerobi e uno per quelli anaerobi) con circa 50 ml di medium su cui vengono aggiunti 10 ml ciascuno di sangue venoso
In caso di emocoltura negativa e sospetto diagnostico elevato, si ricorre ad indagini sierologiche:
- Bartonella spp.
- Brucella spp.
- Coxiella burnetii
- Legionella pneumophila
- Chlamydia spp.
- etc.
La PCR può essere impiegata per dimostrare microrganismi difficili, come Tropheryma whipplei.
La causa più comune di emocultura negativa (5-10%), esclusi i patogeni con esigenze particolari e difficili da isolare, è una precedente terapia antibiotica.
Possono essere messi in coltura anche le valvole asportate chirurgicamente e gli emboli settici.
In caso di negatività di tutti i test microbiologici, deve essere presa in considerazione la diagnosi di endocardite non infettiva.
Criteri diagnostici
Criteri di Duke modificati

Criteri ESC modificati (2015)

Copyright © 2023 Holcman et al. ” Advances in Molecular Imaging in Infective Endocarditis” Vaccines. Licensee MDPI, Basel, Switzerland. CC BY 4.0

Copyright © 2023 Holcman et al. ” Advances in Molecular Imaging in Infective Endocarditis” Vaccines. Licensee MDPI, Basel, Switzerland. CC BY 4.0

Copyright © 2023 Holcman et al. ” Advances in Molecular Imaging in Infective Endocarditis” Vaccines. Licensee MDPI, Basel, Switzerland. CC BY 4.0
Terapia
Terapia farmacologica
La terapia farmacologica dell’endocardite infettiva si basa sull’infusione endovenosa di antibiotici battericidi ad alte dosi per un periodo prolungato di tempo (4-6 settimane).
Nei casi non complicati, la scelta dell’antibiotico deve essere guidata dai risultati delle emocolture.
Quando l’agente etiologico non viene identificato e quando il quadro è particolarmente severo, occorre iniziare una terapia antibiotica di tipo empirico.
Terapia chirurgica

Intraoperative picture of native mitral valve infective endocarditis
Through left atriotomy, exposure of mitral valve. (1) Large vegetation involving anterior and posterior leaflet of mitral valve suspended and resected; (2) leaflet reconstruction with a pericardial patch (Cardiovascular Department, UO of Cardiac Surgery of IRCCS Humanitas Research Hospital).
Copyright © 2023 Iaccarino et al. “Surgical Challenges in Infective Endocarditis: State of the Art” Journal of Clinical Medicine. Licensee MDPI, Basel, Switzerland. CC BY 4.0
Circa il 25-30% dei pazienti (soprattutto con protesi valvolari) necessita di intervento chirurgico, da eseguire ad infezione controllata, dopo 4-6 settimane.
Sono indicazioni all’intervento d’urgenza:
- Scompenso cardiaco da disfunzione valvolare
- Infezione non controllata rapidamente (entro 10 giorni)
- Estensione perivalvolare del processo infettivo
- Perforazione, deiscenza o rottura valvolare
- Ripetuti episodi embolici
- Vegetazioni mobili > 1 cm
In caso di endocardite infettiva su dispositivo intracardiaco, è sempre necessaria la rimozione del dispositivo.

Pacemaker induced endocarditis of tricuspid valve
Trans-esophageal echocardiography images
Upper panel: Mid-esophageal four chamber and aortic valve short axis views showed a mass attaching to the tricuspid valve. Lower panel: RT3D TEE confirmed highly mobile vegetation attached to posterior and septal leaflet of the tricuspid valve which was originated from pacemaker lead. During systolic phase (Left panel) the vegetation was protruding into right atrium, during diastolic phase (Right panel) the vegetation was moving back to right ventricle with tricuspid valve indicating the vegetation was attach to the tricuspid valve.
Intraoperative images
Intraoperative image showed a giant vegetation attaching to both the tricuspid valve originating from pacemaker lead causing perforation of the tricuspid valve which is identical to RT3D TEE image (Black arrow show).
Copyright © 2014 Gu et al. “Successful surgical management of pace-marker induced infective endocarditis under the guidance of real-time three-dimensional trans-esophageal echocardiogram.†Journal of cardiothoracic surgery. Licensee BioMed Central Ltd. CC BY 4.0

Intraoperative picture of native tricuspid valve infective endocarditis
Through right atriotomy, exposure of tricuspid valve. (1,2) Large vegetation is detected and resected on the anterior leaflet; (3,4) reconstruction of the leaflet is obtained through a pericardial patch; (5) neochordal apparatus is sutured on the free margin of the new anterior leaflet, and in order to optimize coaptation and competence, an incomplete tricuspid annular ring is positioned; (6) final result (Cardiovascular Department, UO of Cardiac Surgery of IRCCS Humanitas Research Hospital).
Copyright © 2023 Iaccarino et al. “Surgical Challenges in Infective Endocarditis: State of the Art” Journal of Clinical Medicine. Licensee MDPI, Basel, Switzerland. CC BY 4.0

Intraoperative picture of mechanical prosthetic aortic valve endocarditis and aortic annular erosion and abscess, detected during the prosthesis removal (Cardiovascular Department, UO of Cardiac Surgery of IRCCS Humanitas Research Hospital).
Copyright © 2023 Iaccarino et al. “Surgical Challenges in Infective Endocarditis: State of the Art” Journal of Clinical Medicine. Licensee MDPI, Basel, Switzerland. CC BY 4.0
Prognosi
In assenza di terapia antibiotica, l’endocardite infettiva è mortale.
Con trattamento adeguato, la mortalità oscilla tra il 10 ed il 30% (più bassa su valvola nativa, più elevata su valvola protesica e influenzata dal microrganismo coinvolto e dai fattori predisponenti).
Sono fattori prognostici favorevoli:
- Giovane etÃ
- Diagnosi e trattamento precoci
- Endocardite su valvola mitrale prolassata
- Sensibilità del microrganismo alla terapia antibiotica
Sono fattori prognostici negativi (European Society of Cardiology, ESC):
- Età avanzata
- Protesi valvolare
- Scompenso cardiaco
- Ictus ischemico o emorragico (mortalità elevata)
- Insufficienza renale
- Shock settico
- Diabete mellito e altre comorbiditÃ
- Immunodepressione
- Endocardite provocata da S. aureus, batteri del gruppo HACEK o funghi
- Reperti ecocardiografici:
- Vegetazioni di grandi dimensioni
- Severa disfunzione valvolare
- Bassa frazione di eiezione
- Complicanze valvolari perianulari
- Ipertensione polmonare
- Chiusura precoce della mitrale o altri segni di elevata pressione diastolica