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Linfogranuloma venereo - Dermatologia e venereologia
Dermatologia e venereologia,  Malattie infettive

Linfogranuloma venereo

Centers for Disease Control and Prevention

Indice


Fonti, link esterni, immagini, libri e approfondimenti


Introduzione


Il linfogranuloma venereo è un’infezione sessualmente trasmessa dovuta a Chlamydia trachomatis sierotipi L1, L2, L2a, L2b e L3.

Chlamydia trachomatis è un batterio Gram-negativo intracellulare obbligato.

Le caratteristiche antigeniche della proteina maggiore della membrana (MOMP) consentono di distinguere diversi sierotipi, che possono essere raggruppati in due biotipi:

  • Tracoma: comprende sierotipi in grado di infettare cellule epiteliali non ciliate colonnari, cubiche e di transizione (uretra, endocervice, endometrio, tube, retto, faringe, congiuntiva), responsabili di:
    • Tracoma (sierotipi A, B, Ba e C)
    • Congiuntivite da inclusioni dell’adulto (sierotipi B-Ba e D-K)
    • Congiuntivite neonatale (sierotipi B-Ba e D-K)
    • Polmonite neonatale (sierotipi B-Ba e D-K)
    • Infezioni mucose urogenitali (sierotipi D-K): uretrite non gonococcica, proctite, cervicite, etc. e loro complicanze (epididimite, salpingite, malattia infiammatoria pelvica, sterilità, etc.)
  • Linfogranuloma venereo (sierotipi L1, L2, L2a, L2b e L3), in grado di replicarsi nei fagociti mononucleati

Le clamidie, penetrate nell’organismo attraverso le mucose o soluzioni di continuo dei genitali esterni o della vagina, vengono fagocitate dalle cellule del sistema monocitico-macrofagico e drenate nei linfonodi regionali, dove provocano lesioni di tipo granulomatoso caratterizzate da aree di necrosi simil-caseosa circondate da istiociti, linfociti e plasmacellule. Tali formazioni possono fondersi e assumere notevoli dimensioni, erodere vasi sanguigni e disseminare, raggiungere la capsula del linfonodo e provocare fistole con strutture limitrofe.

Epidemiologia


Il linfogranuloma venereo è endemico in molte aree asiatiche, africane, sudamericane e caraibiche.
Negli ultimi anni è stato segnalato un incremento del numero dei casi anche nei Paesi industrializzati.

In Italia colpisce quasi esclusivamente gli uomini (67% MSM e 33% eterosessuali) e l’età media alla diagnosi è compresa tra i 25 e i 34 anni. Negli ultimi decenni si è assistito ad un progressivo aumento del numero dei casi: da 3 registrati nel 1991 a 27 del 2012.
Circa il 40% dei MSM affetti da linfogranuloma venereo presenta una coinfezione da HIV.

Linfogranuloma venereo in EU/EEA (Unione Europea/Area economica europea), 2019
Linfogranuloma venereo in Italia (2019)
Lymphogranuloma venereum – ECDC, Surveillance Atlas of Infectious Diseases, 2019

Quadro clinico


Linfogranuloma venereo classico

Dal punto di vista clinico, il linfogranuloma venereo classico evolve in tre fasi:

  • Lesione primaria
  • Adenopatia satellite
  • Sindrome genito-anorettale

Il periodo d’incubazione è variabile da 3 a 30 giorni.

L’esordio si manifesta con piccole vescicole e ulcere (1-6 mm) asintomatiche raggruppate nella sede di inoculo (lesione primaria). La lesione primaria guarisce in pochi giorni senza esiti e passa spesso inosservata.

Alla fase primaria fa seguito, dopo circa 2-4 settimane, una seconda fase caratterizzata da un’adenopatia satellite, inguinocrurale o ileopelvica, unilaterale (70% dei casi) o bilaterale, dolente, con linfonodi ingranditi che tendono a formare masse soffici, di grandi dimensioni, a volte fluttuanti (bubboni). Possono formarsi fistole drenanti multiple da cui fuoriesce materiale purulento o sangue. Si associano segni e sintomi sistemici: febbre, cefalea, mialgie, malessere generale.

Lymphogranuloma venereum: ulcerative, painless lesion

Copyright © 2017 Latini et al. “Inguinal and anorectal Lymphogranuloma Venereum: a case series from a sexually transmitted disease center in Rome, Italy.” BMC infectious diseases. (CC BY 4.0)

Lymphogranuloma venereum: ulcerative, painless penile lesion and inguinal lymphadenopathy (it is possible to see the “groove sign”) .

Copyright © 2017 Latini et al. “Inguinal and anorectal Lymphogranuloma Venereum: a case series from a sexually transmitted disease center in Rome, Italy.” BMC infectious diseases. (CC BY 4.0)

Lymphogranuloma venereum

Copyright © 2017 Latini et al. “Inguinal and anorectal Lymphogranuloma Venereum: a case series from a sexually transmitted disease center in Rome, Italy.” BMC infectious diseases. (CC BY 4.0)

Linfogranuloma venereo, bubbone inguinale

Large right-sided inguinal bubo, due to lymphogranuloma venereum infection

Centers for Disease Control and Prevention / Renelle Woodall, Public Health Image Library (https://phil.cdc.gov/Details.aspx?pid=18033).

Nella maggior parte dei casi, il quadro va incontro a risoluzione senza esiti.
Recidive si verificano nel 20% dei casi.

In assenza di trattamento, alcuni pazienti progrediscono verso una terza fase (sindrome genito-anorettale) caratterizzata da linfangite cronica con progressiva fibrosi, stenosi, retrazioni cicatriziali del retto e della vagina e/o elefantiasi genitale per compromissione del sistema linfatico.

Proctocolite

Nei pazienti in cui la trasmissione è avvenuta tramite rapporto anale (soprattutto gli uomini), può verificarsi una grave proctite o una grave proctocolite, con dolore, scariche ematiche e purulente e tenesmo rettale.
Possono formarsi fistole retto-vaginali e/o ascessi perirettali.
Il quadro può evolvere verso una proctite linfogranulomatosa cronica che simula la malattia di Crohn e può portare a stenosi.

L’endoscopia mostra una mucosa iperemica, friabile, facilmente sanguinante, ricoperta da essudato mucopurulento, con ulcere, erosioni e tessuto di granulazione.

Diagnosi


La diagnosi di linfogranuloma venereo va sospettata in tutti i soggetti con ulcere genitali e/o linfoadenopatia inguinale e/o proctite che hanno avuto rapporti sessuali con persone provenienti da zone endemiche.

L’infezione da C. trachomatis può essere dimostrata mediante:

  • Ricerca degli anticorpi mediante fissazione del complemento o immunofluorescenza: i livelli anticorpali sono solitamente elevati al momento dell’esordio e rimangono invariati. La fissazione del complemento è genere-specifica (diretta contro l’antigene LPS), la microimmunofluorescenza è specie- e sierotipo-specifica (diretta contro le MOMP).
    Un titolo di fissazione del complemento > 1:64 o un titolo della microimmunofluorescenza > 1:256 sono considerati positivi.
  • Test di amplificazione degli acidi nucleici (NAATs) su urine, tampone uretrale, agoaspirato linfonodale o biopsia linfonodale.

Devono essere sottoposti a screening anche i partner sessuali.

Terapia


Le linee guida attuali per il trattamento del linfogranuloma venereo raccomandano doxiciclina 100 mg per os 2 volte al giorno per 21 giorni (non in gravidanza).
Quando la doxiciclina è controindicata, è possibile somministrare azitromicina 1 g per os una volta a settimana per 3 settimane (anche in gravidanza).

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